È stato finalmente diffuso nel web il trailer italiano di The Conspirator, il nuovo film diretto da Robert Redford, in arrivo nelle sale italiane mercoledì 22 giugno 2011.
La pellicola che può vantare un cast degno delle migliori occasioni, con nomi del calibro di James McAvoy (uno dei protagonisti di X-Men: l’inizio, di cui trovate la recensione in anteprima qui), Evan Rachel Wood, Robin Wright, Justin Long e Alexis Bledel, analizza la reazione della nazione all’assassinio di Lincoln, gli strascichi di quello che fu, allora, l’omicidio più sconvolgente della storia Americana.
Qui sotto trovate il trailer, che preannuncia un’opera carica di pathos. Come al solito date un’occhiata e fateci sapere le vostre impressioni:
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DOPPIATRICE ORRENDA per Robin Wright!
TREMENDA!
La voce della Wright non c’entra assolutamente niente con quella della doppiatrice assegnatale.
E oltretutto sembra snaturare del tutto le nuances che la Wright rende brillantemente nella versione in lingua originale del film.
MIO DIO, MA CHI E’ IL RESPONSABILE DI QUESTO SCEMPIO?
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E’ uno dei film che aspetto … Ed è l’occasione giusta per rivedere finalmente Robin Wright una delle molte attrici che preferisco di più … Il film sembra seguire un’impostazione tradizionale, accademica con un andamento che segue lo schema dei procedural drama, con aperture verso il thriller politico di impegno civile, che rientra ampiamente nelle corde e nel percorso di Robert Redford. La fotografia è soffusa e l’ambientazione accurata, ma comunica distanza più che pathos. L’insieme è un po’ laccato, senza dubbio le luci si ispirano a quadri dei pittori americani del ’700/800 ma non appare reinterpretato con personalità. Il problema di queste trasposizioni storiche è il peso della tradizione. Si vuole sembrare a tutti i costi rigorosi e fedeli alla materia e non dare adito ad alcun tipo di polemica. Ma così si rischia di ingessare la narrazione ed i contenuti. Ed il risultato scolastico e poco incisivo. Quì mi sembra che il film sia basato sulle sfumature e su i dettagli, oltre che sulla recitazione e Redford si limita a suggerire e a porre domande che a scolpire risposte. Robin Wright Penn ha una naturalezza invidiabile e non ha paura di invecchiare e mostrare la sua grande maturità. Il doppiaggio è piatto, debole e scontato. Michele Gammino è sbracato nelle tonalità ed ha perso ogni espressività. La pronuncia è gonfiata e declamatoria.
Non ci siamo. Se il film ha un ritmo compassato, con questo doppiaggio si rischia di ridurlo al livello di uno sceneggiato televisivo di lusso, ad una miniserie di confezione stereotipata.
Speriamo esca in V.O e che il film eviti questi rischi!
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