E’ uscito già da qualche giorno nelle sale italiane Priest, l’action/horror diretto da Scott Stewart e ispirato all’omonimo manhwa koreano pubblicato da TokioPop. Protagonista della pellicola un cazzutissimo Paul Bettany nei panni di un sacerdote in rotta con la Chiesa e impegnato a dare la caccia ad una banda di sanguinari vampiri! I materiali promozionali usati per la campagna di lancio di questo film che abbiamo avuto modi di vedere nel corso di questi mesi, erano tutti molto accattivanti e confezionati su misura per cercare di attirare l’attenzione di un pubblico amante del genere. Nel final trailer, ad esempio, le immagini veloci, le ambientazioni dark, gli effetti speciali e l’heavy sound di Marilyn Manson riuscivano bene a far capire quale sarebbe stato il tono e il taglio del film:
…insomma più chiaro di così! Ora è il vostro turno… avete visto il film? Che ve ne pare? Il ritmo è davvero così alto come sembra nel trailer oppure no? Noi come al solito restiamo in attesa dei vostri commenti e vi ricordiamo che se ancora non siete corsi al cinema a vedere il film ma pensate di farlo stasera, domani o nei prossimi giorni, potete cercare la sala più vicina a voi cliccando QUI.
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Il film non mi è sembrato brutto come pensavo. Fatto sta che è comunque mediocre. Il problema sta tutto nella durata: 85 minuti che scorrono veloci, anche troppo. In tutto il film, a partire dall’inizio, pare che abbiamo tagliato intere scene, non per rendere la pellicola più appetibile al grande pubblico come spesso si fa, ma per accorciarne la durata, cosa folle visto che dura già così poco.
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Concordo con Francy. Meglio di quanto mi aspettassi ma è il classico film per il pubblico, destinato a non lasciare traccia nella memoria. La trama è fin troppo semplice per non dire basica, il decor e l’ambientazione è un ‘fritto misto’ di citazioni e rimandi, ‘declassati’ nello stile da B-Movie, meno grezzo ‘ cafone’ della media. Il film mi ha ricordato moltissimo, tanto da sembrare quasi la versione cinematografica , il film su Ken Shiro, ed il tono scelto è quello giusto.
Altra nota positiva è Paul Bettany, non sarà mai un campione di recitazione ma è moto iconico e si vede che è portato e si trova a suo agio nel genere … Karl Urban sembra ricordare ad ogni inquadratura Clint Eastwood e la regia fortunamente non tira per le lunghe le scene, non sono sovraccariche o esasperanti nella durata e nelllo schema ‘Premessa – avertimento – scontro – pausa – azione – reazione’.
E la recitazione si salva, non è retorica o sopra le righe, tranne Urban …
Un film onesto per trascorrere un’ora e mezza senza pensieri e senza emozioni particolari …
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