Nell’attesa che Cowboys & Aliens, la pellicola western/sci-fi diretta da Jon Favreau e ispirata all’omonima serie di fumetti creata da Scott Mitchell Rosenberg, faccia il suo ingresso nelle sale italiane, la redazione di ScreenWEEK.it ha deciso di condurvi lungo un viaggio alla scoperta delle due dimensioni che conpongono questo titolo, che sono appunto quella fantascientifica e quella western. Ogni settimana parleremo di un lungometraggio fondamentale che compone il vastissimo panorama di quella cinematografia cosiddetta di genere. La giusta occasione per ricordare alcune pellicole che troppo spesso finiscono dimenticate e, perchè no, arrivare adeguatamente preparati al 9 settembre 2011, giorno in cui Cowboys & Aliens arriverà nelle nostre sale. Dopo avervi presentato La Guerra dei Mondi, Il Mucchio Selvaggio, Ultimatum alla Terra, I magnifici sette, La Cosa, Un dollaro d’onore, Il mondo dei Robot, Il cavaliere pallido, Ritorno al Futuro – Parte III e La Guerra dei Mondi di Steven Spielberg e Ancora vivo, eccoci ai marziani di Tim Burton!
Parlare di Mars Attacks! senza tenere conto dell’ironia dispensata da Tim Burton nella sua lunga filmografia, sarebbe impresa impossibile. Mars Attacks! non è, per precisa e oculata scelta del suo regista, il classico film di invasione aliena, pur citando tutti i classici film di invasione aliena. Un controsenso? Beh, forse sì. Ma questo è il bello.
Strutturalmente, il film, ispirato a una famosa serie di figurine, riprende tutti i cliché del filone: c’è una razza di alieni cattivi provenienti, ovviamente, da Marte. Detti alieni scendono sulla terra a bordo di dischi volanti, armati di raggi che disintegrano la gente. Procedono dunque a un’invasione da manuale: dopo aver distrutto tutti i più importanti monumenti del pianeta, tra cui il Big Ben, la Torre Eiffel e le Piramidi, rimodellano addirittura il Monte Rushmore a loro immagine, e iniziano a portare morte e distruzione ovunque. Il film racconta diverse storie parallele, come quella del presidente USA James Dale (Jack Nicholson, che interpreta anche uno speculatore edilizio di Las Vegas) e della sua famiglia, di un gruppo di sopravvissuti a Las Vegas (tra cui Tom Jones, nel ruolo di se stesso), di uno scienziato inglese che viene catturato dai marziani (Pierce Brosnan) e di un adolescente (Lukas Haas) che deve accudire la nonna, e scopre che gli invasori sono vulnerabili alla musica di Slim Whitman, che causa l’esplosione della loro testa sproporzionata.
Burton usa il film come un mezzo per dichiarare il suo amore all’innocenza e all’ingenuità del vecchio cinema sci-fi, in particolare quello di Ed Wood, tra effetti speciali volutamente rozzi e svolte di trama surreali. All’inizio, avrebbe voluto realizzare gli extraterrestri direttamente in stop motion, ma i costi elevati lo hanno fatto ripiegare sulla CGI, ma disegnata in modo da mimare proprio l’effetto dell’animazione a passo uno. La trovata finale ricalca e mette allo stesso tempo alla berlina quella del classico La guerra dei mondi: se là era il virus del raffreddore a debellare gli invasori, qui è la musica terrestre. In entrambi i film è comunque il caso, e non certo la nostra superiorità militare, ad avere la meglio. Burton ci aggiunge però un livello di riflessione non da scherzo: l’umanità è davvero disgustosa, codarda, viscida, e non la vediamo certo trionfare eroicamente sul nemico.
Il cast è, scusate il gioco di parole, spaziale: oltre ai già citati Nicholson, Jones, Brosnan e Haas, ci sono Michael J. Fox, Sarah Jessica Parker, Jack Black, Annette Bening, Glenn Close, Pam Grier, Rod Steiger, Danny DeVito e Natalie Portman. Mars Attacks! è un film esilarante diretto da un regista all’apice della sua bravura: se potete, recuperatelo.
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adoro questo film! spero che tim burto molli le cose tipo “alice” e torni a qualcosa di piu suo…anche in versione pop come mars attak bello bello..
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Ho un rapporto complicato con questo film.
La prima volta che lo vidi, provai un forte rifiuto.
Mi sembrava un film ‘chiuso’, troppo legato ad un immaginario e ad uno stile escluvamente yankee, con una certa inclinazione verso la parodia demenziale e kitsch.
Lasciata decantare la prima visione, a distanza di tempo è arrivata la seconda.
E le prospettive sono cambiate.
Devi entrare dentro la dimensione particolare che il film richiede e cogliere lo spirito giusto in sintonia con le basi del film. Una volta compiuto questo passaggio e accettate le regole del gioco, la percezione cambia radicalmente: da film irritante e ‘demente’ si arriva in un solo momento a ‘divertente, intelligente ed inventivo’. Si assiste ad uno spettacolare ‘Blob’ della cinematografia fantastica e sci-fi anni 50, con uno sfondo satirico ed illustrativo degno dei migliori vignettisti e comici al vetriolo.
Una brillante satira costruita seguendo le regole del genere di allora, con uno stile moderno e spregiudicato, come si vede nella scelta e nell’impiego del cast.
E Tim Burton ricrea e trasmette il modo di vedere, sentire e spaventarsi che aveva il pubblico di allora e lui da bambino, durante gli anni 50 e 60, e come viene costruito nella crescita quel tipo di immaginario,
televisivo, fumettistico e cinematografico, e lo coniuga con umorismo nero e libero cinismo, senza la nostalgia romantica.
E reinterpreta le icone del tempo in maniera personale e ancora più iconica.
Non si dimentica la silhouette ‘aliena’ di Lisa Marie Smith, la figura da cartoon di Martin Short, lo scienziato fico di Pierce Brosnan, la naturalezza e la determinazione di Natalie Portman:
figure retoriche del passato e del presente, messe alla berlina con estro e furia.
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copio e incollo quello che ha scritto insetto!
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Tim Burton ‘tornerà’ presto ad essere quello di prima con Dark Shadows.con un cast da far venire l’appetito. Più pop di così!
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