Cannes 2001, The Artist candidato numero uno alla Palma d’Oro

Scritto il 15 maggio 2011 @ 16:06 da Andrea D'Addio in

Occhi lucidi, mani che battono ritmicamente una sull’altra mentre il suono dell’applauso intorno è così coinvolgente che diventa difficile fermarsi. Hai appena ricevuto un regalo, ti sei appena alzato per tributare una standing ovation perché…

The Artist Poster Francia 01Occhi lucidi, mani che battono ritmicamente una sull’altra mentre il suono dell’applauso intorno è così coinvolgente che diventa difficile fermarsi. Hai appena ricevuto un regalo, ti sei appena alzato per tributare una standing ovation perché sono questi i film che ti continuano a far amare il cinema, pepite d’oro che capitano tra le mani poche volte l’anno, qualche volta neanche una. The Artist di Michael Hazanavicius, presentato questa mattina alla stampa, è uno di quei film così arditi, originali, poetici e comunque divertenti, che è impossibile non amare. Gira voce che il film di Paolo Sorrentino sia splendido, bisognerà aspettare venerdì per averne conferma (ma abbiamo parlato con un paio di persone della produzione che con la mano sul cuore ci hanno detto che è straordinario…speriamo sia vero), ma sarà davvero dura per la giuria non assegnare la Palma d’oro ad una pellicola pressoché perfetta come The Artist.

Bianco e nero. Lo è il logo della Warner all’inizio, lo sono le immagini che cominciano a scorrere davanti ai nostri occhi. 1927. Un uomo sta subendo un elettroshock, non vuole confessare, i torturatori continuano, lui non cede, e alla fine, per non ucciderlo lo chiudono in una cella in attesa di riprendere il trattamento. Passa qualche secondo, ed ecco che il nostro eroe riprende coscienza e comincia a studiare un piano per evadere. Trova uno stratagemma, è fuori, deve liberare la sua amata, anch’ella imprigionata, e poi andare a sconfiggere il cattivo. La sua avventura continua mentre l’obiettivo si sposta sul pubblico di una sala del 1927 che sta guardando proprio quel film. Gli spettatori si emozionano, ridono, si scambiano commenti e ogni tanto rivolgono lo sguardo all’orchestra che ai piedi del palco accompagna con musica dal vivo il procedere dei fotogrammi. E’ il giorno della prima, dall’altra parte dello schermo il cast aspetta che scorrano i titoli di coda per presentarsi agli spettatori e ricevere i meritati applausi. Star della serata è Georg Valentine, vanesio, certo, ma un vero showman, una sorta di Rodolfo Valentino che emana fascino ad ogni gesto. Fuori dal cinema lo aspettano fotografi e fan deliranti. Proprio una di queste si trova accidentalmente dall’altra parte delle barriere, lui le sorride, un fotografo capisce che tra i due c’è alchimia, gli chiede di unirsi per una foto ed ecco che inizia la nostra storia, quella di un attore che, con l’avvento del sonoro, passerà dalle stelle alle stalle, e quella di una dolce ragazza che al contrario sfrutta quell’attimo di notorietà per diventare il nuovo talento del cinema “con i rumori”…
Hazanavicius omaggia il cinema muto degli anni ’20  e ’30 come solo chi lo ama e lo conosce come le sue tasche, potrebbe fare. Il suo è un film muto, è vero, ed anche in bianco e nero, ma i movimenti di macchina sono ricchi e articolati, ben lontani dalle regie dell’epoca, così come lo sono elementi a prima vista dati per scontati in una pellicola di oggi, come un cane addestrato, che invece all’epoca era quasi impossibile da trovare. Tutto ciò che è “tolto” a livello estetico (colori e dialoghi) diventa un surplus su cui giocare e far divertire. Lo ameranno cinefili e non, quando si parla di passione, sia tra due persone che verso una disciplina artistica, il cinema, che è una perfetta metafora di vita, l’immedesimazione avviene naturalmente. Il risultato è così una commedia poetica e commuovente, piena di scene degne di entrare nella memoria del cinema (come quella dell’improvvisa immissione del suono, quella del Bang o delle sabbie mobili), trainata dalle perfomance dei suoi due attori protagonisti, Bérénice Bejo e Jean Dujardin, la prima moglie del regista, il secondo suo grande amico (hanno girato quasi tutti i film assieme). Anche per loro due è difficile non immaginare un qualche tipo di riconoscimento.

Vi ricordo che per conoscere tutte le ultime news dal Festival e dal mercato di Cannes, vi basta cliccare sulla nostra scheda sul database (che trovate su questo link)

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6 commenti su “Cannes 2001, The Artist candidato numero uno alla Palma d’Oro”

Feed dei commenti di questo post

  • tonystark scrive:

    Per me resta da capire se conta di più la scelta del muto oppure se il film ha valore in sè.
    I francesi vanno in sollucchero con questo tipo di cose, ed il visibilio ed il compiacimento che si prova davanti ad una rarità, è un piacere a cui non si può resistere.
    In altre parole, se rimane un divertissment raffinato e brillante, o se è qualcosa di altro.

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  • andrea.d scrive:

    è raffinato, ma è anche straordinariamente semplice. Sarà difficile portare il pubblico medio in sala a vederlo, ma è uno di quei film che gli piacerebbe, ci si immedesimerebbero tutti, è vera poesia fatta con le armi del cinema comico. E’ uno di quei film su cui almeno la critica online dovrebbe far partire una campagna mediatica per spingerne tanto una distribuzione italiana che poi la gente al cinema. E’ alla portata di tutti, godibilissimo senza la necessità di essere “colti” per apprezzarlo.

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  • tonystark scrive:

    Ho capito non è un esperimento per un pubblico elitario e sofisticato, creato per inaugurare una moda in controtendenza. A questo punto spero anche io in una distribuzione, che sarà per forza di cose limitata e con il rischio di un’uscita posticipata di molti mesi.
    Costi di doppiaggio non ce ne sono. Case come la Bim, la Lucky Red, Mikado potrebbero adocchiare il titolo.
    Io preferirei la Bolero film o la M2 Pictures. Almeno i film li fanno arrivare e quando promettono un titolo prima o poi arriva senza ripensamenti.

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  • andrea.d scrive:

    si, oltretutto la Bolera ha le proprie sale, lo proporrebbero meglio….io spero che alla fine, sarebbe un miracolo, la Warner lo distribuisse anche in Italia visto che è un loro prodotto. La vedo quasi impossibile, sarebbe una strategia a rischio suicidio, ma è chissà, promosso bene e con sale a dispozione, non tante, ma che lo tengano per un po’ di tempo, in modo che anche il passaparola faccia il suo dovere, potrebbe essere un bel successo. Uscita a novembre in una trentina di sale con una bella campagna promozionale e con la speranza che i grossi quotidiani diano il giusto risalto e le giuste stellette…

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  • tonystark scrive:

    Sì concordo è un titolo che impreziosisce la programmazione di un cinema fuori dai multiplex, come gli schermi di qualità. Avevo pensato anche io a circa 20 sale, di cui un paio per ogni grande città e capoluogo di provincia. Ed è talmente particolare che potrebbe resistere ed essere ‘scalato’ nel tempo da una sla medio-grande ad una piccola senza incidere sulla permanenza complessiva.
    Proporrei anche un ‘incentivo’ o cadeau per chi a vederlo. Come un libretto partiicolare commentato del film, magari fotografico, un racconto o romanzo breve in ‘tema’ con il film, un piccolo compendio sull’epoca dei film muti, la locandina originale, una breve raccolta di poesie e citazioni cinematografiche scelte con cura da critici, autori, scrittori che presentano il film, un fumetto originale per l’occasione, un cd con la colonna sonora orchestrale ed i suoni del film, un minicatalogo economico o guida sul film come per le mostre, una clip di presentazione prima del film come per il Legend Film Festival …

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  • andrea.d scrive:

    eheh…non sarebbe male, anche se dati i tempi mi accontenterei di far trovare la sala pulita e un impianto audio che funzioni davvero….comunque non l’ho scritto nella recensione, è stata un ‘informazione arrivata successivamente, ma tutti i luoghi in cui è stato girato sono vecchie set della Warner ad Hollywood, mentre l’appartamento utilizzato per alcuni interni apparteneva davvero ad una vecchia star del passato (di cui ora non ricordo il nome nè riesco a trovarlo su internet, ma ve lo posterò a breve). Diciamo che in un dvd, gli extra non mancheranno….
    Comunque se la Warner non ci credesse per niente in questo progetto non lo avrebbe finanziato…

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Commenti

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