Qualche giorno fa, durante una conferenza al CinemaCon di Las Vegas, James Cameron aveva dichiarato che il futuro del cinema digitale non stava tanto nell’aumentare la risoluzione, quanto il numero di fotogrammi al secondo, per raggiungere quel senso di realtà che al cinema ancora latita. Certo, si potrebbe obbiettare che, se il cinema non ha lo stesso look della TV, un motivo ci sarà. Eppure, Peter Jackson, che ha appena iniziato le riprese de Lo Hobbit con la videocamera digitale Red, ha già messo un piede nel futuro, perché sta girando a 48 fotogrammi al secondo. “Originariamente, i 24 fotogrammi al secondo furono scelto basandosi sulle necessità tecniche della primitiva era del sonoro. Sospetto che fosse la minima velocità richiesta per avere fedeltà audio“, scrive Jackson sulla sua pagina Facebook; “Quindi abbiamo vissuto per nove decadi con i 24 fotogrammi, non perché sia la migliore velocità per il cinema, ma perché era quella più economica per ottenere risultati accettabili nel 1927, o giù di lì“.
Ma le cose, ora, stanno cambiando: a proposito del girato a 48 fotogrammi al secondo, Jackson afferma: “Ha un aspetto più realistico, ed è più facile da guardare, specialmente in 3D. E’ da mesi ormai che guardiamo test e giornalieri dello Hobbit, e spesso riusciamo a stare seduti per due ore a guardare il filmato senza che l’occhio si stanchi per il 3D“. E conclude: “La nostra troupe, composto di molti puristi del cinema, è ormai convertita. Ci si abitua molto in fretta al nuovo look e diventa un’esperienza molto più piacevole per lo spettatore. E’ simile al momento in cui i vinili vennero soppiantati dai CD“.
Per quanto mi fidi di Jackson, amo i vinili molto più dei CD. Quindi si può dire che io sia un purista, in un certo senso: speriamo che Lo Hobbit riesca a sciogliere i miei come i vostri dubbi. E voi che ne dite? Meglio il “CD” o il “vinile”?
(Fonte: Cinemablend)
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Scusate ma non capisco molto bene la tecnologia.
Quindi cosa succederebbe???
I personaggi nel film si muovono alla svelta,parlando anche velocemente.
Oppure migliora solo la qualità???
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Si sta cercando una combinazione ottimale tra le nuove attrezzature di ripresa, le tecnologie di motion capture e CGI, e gli strumenti classici, rivisti ed adeguati in base all’evoluzione tecnologica attuale.
Roger Ebert tempo fa, in un articolo in cui esponeva diverse argomentazioni contrarie o alternative al 3D, scrisse di un sistema di proiezione particolare, brevettato da Douglas Trumbull, che raggiunge un livello di definizione dell’immagine e di profondità, competitivo rispetto al 3D.
Quindi da quello che capisco, raddoppiare o aumentare i fotogrammi al secondo, è funzionale ad ottenere un migliore effetto 3D.
E’ una scelta che verrà condivisa i primi tempi solo dalle grandi produzioni, per poi affincarsi ed espandersi con le altre, appena verranno prodotte e distribuite su larga scala, tecnologie più semplici ed economiche, esattamente come per il 3D.
Io sono un affezionato del CD, e dei vari formati connessi, rispetto all’MP3, e agli file di codifica e compressione digitale della musica …;)
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E’ come sfogliare velocemente un pacchetto di fotografie che hanno immortalato istantanee di una scena che dura ad esempio 10 secondi :
aumentare il numero di fotogrammi al secondo è come avere un sempre maggiore numero di fotografie ( scattate ad interalli di tempo via via minori ) che hanno ripreso sempre quei 10 secondi ;
sfogliando poi il pacchetto di foto la visione diventa sempre più fluida e realistica.
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Infatti, il punto non è la velocità, ma la fluidità. L’effetto è quello che si vede in certe TV HD di oggi, in cui il movimento sembra più simile a come lo percepisce l’occhio nella vita reale. Certo, lì si tratta spesso di conversione, soprattutto quando si guarda un film. Jackson lo sta girando a priori così, quindi il risultato dovrebbe essere veramente più fluido. Ma lo vogliamo davvero? Siete d’accordo col cambiamento?
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Il cambiamento, di per sè, dovrebbe comportare un miglioramento della visione.
Al cinema, con i moderni proiettori digitali, si vede benissimo, senza la necessità di aggiornamenti particolari. Bisognerebbe capire se il gioco vale la candela, ovvero se corrisponderà un significativo aumento della qualità di visione realmente percepita ( non a livello di misurazione …).
In altre parole, se per lo spettatore ci sarà un vantaggio significativo.
I progetti di espansionistici di Jackson e Cameron vanno nella direzione di un sempre maggiore coinvolgimento per lo spettatore, quindi di un’ evoluzione tecnologica che punta a sfumare e ad abbattere sempre di più la barriera tra le immagini e lo spettatore.
Io mi atterrei strettamente alle parole di Jackson: l’aumento serve per avere un migliore 3D.
Ed all’inizio verrà associato alle grandi produzioni in 3D.
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Che il framerate originale fosse stato dettato da vincoli economici dell’epoca è poco ma sicuro e che nell’era digitale sia facile andare olre è altrettanto certo, non capisco in realtà perchè la scelta satebbe stata vincolata dall’audio, mz forse proprio x limiti meccanici. Come innovazione oggi penso sia quasi dovuta, soprattutto x il 3D. Quanto al paragone col vinile-cd diciamo che il salto è pellicola-digitale, ormai in qiesta era ci siamo
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