Lo Stravagante Mondo di Greenberg, la recensione in anteprima

Scritto il 5 aprile 2011 @ 20:31 da Filippo Magnifico in

Uno di quei film che si potrebbero definire “agrodolci”, che alla risata preferiscono il sorriso e che, senza volere a tutti costi lasciare messaggi di chissà quale importanza, si limitano ad offrire più spunti di riflessione…

Lo stravagante mondo di Greenberg Locandina ItaliaRegia: Noah Baumbach
Cast: Ben Stiller, Juno Temple, Rhys Ifans, Jennifer Jason Leigh, Chris Messina, Dave Franco, Brie Larson, Greta Gerwig, Mark Duplass, Susan Traylor
Durata: 1h 47m
Anno: 2010

Quando la famiglia Greenberg decide di partire per una vacanza di sei settimane in Vietnam, lo zio Roger (Ben Stiller) arriva da New York, per dare un’occhiata alla casa. Si tratta di un uomo con un forte esaurimento nervoso alle spalle e un carico di paranoie particolarmente ingombrante, che lo rendono una persona schiva e decisamente poco incline a socializzare. Durante questa permanenza Roger ritroverà il suo vecchio amico del college Ivan (Rhys Ifans) e farà la conoscenza di Florence (Greta Gerwig), una giovane che aiuta la famiglia Greenberg con le faccende di casa.

Ad un certo punto della sua carriera ogni grande attore comico deve cimentarsi, quasi fosse una tappa obbligata, con il cosiddetto “ruolo serio”. È questo il caso di Ben Stiller, che per il suo “riscatto” ha deciso di diventare protagonista di una pellicola diretta da uno dei nomi più interessanti del panorama cinematografico indipendente americano: Noah Baumbach. E il risultato è decisamente positivo, anche se con qualche riserva.
Questo Greenberg (non si capisce perché il titolo italiano faccia allusioni a componenti stravaganti in realtà assenti all’interno della storia) è un film che, come gran parte dei titoli cosiddetti indipendenti, parla delle piccole cose, facendo della quotidianità il suo leitmotiv. Al centro della vicenda c’è un uomo, con le sue paure e un pesante bagaglio pieno di conti in sospeso con il passato. Attorno a lui, quasi fosse il fulcro di un invisibile microcosmo, ruotano alcune figure altrettanto interessanti (tra cui è impossibile non citare la bravissima Greta Gerwig, purtroppo ancora poco conosciuta in Italia), che gli sono legate in maniera più o meno diretta.
Risulta chiaro sin da subito che quella diretta da Noah Baumbach non è una semplice commedia. Si tratta di uno di quei film che si potrebbero definire “agrodolci”, che alla risata preferiscono il sorriso (in certi casi decisamente più sano) e che, senza volere a tutti costi lasciare messaggi di chissà quale importanza, si limitano ad offrire più spunti di riflessione. La cosa funziona, sebbene in alcuni punti sia praticamente impossibile non notare qualche calo di ritmo (qualche minuto in meno non avrebbe sicuramente guastato).

Greenberg resta comunque un titolo molto interessante, che ci permette di osservare un caratterista come Ben Stiller in un ruolo decisamente lontano da quelli che gli sono stati affidati (o che lui stesso si è affidato) finora. La cosa eccezionale è che non c’è bisogno di abituarsi a questo cambiamento per far sì che il suo personaggio sembri credibile. Il suo Roger, con quell’aria disincantata e quello sguardo in grado di mettere a disagio chiunque lo stia guardando, risulta infatti convincente sin dalla prima inquadratura. E questo è sicuramente merito di una grandissima versatilità, che si spera vivamente non si limiti ad un solo tentativo.

Contenuto interessante? Consiglialo!

3 commenti su “Lo Stravagante Mondo di Greenberg, la recensione in anteprima”

Feed dei commenti di questo post

  • tonystark scrive:

    Devo vedere il film ma condivido in pieno la tua analisi. Coincide perfettamente con le sensazioni che ho avuto sul film, interessandomi in giro. Che prima o poi arrivi il momento di un grande ruolo drammatico, o più complesso e sfaccettato, per un attore conosciuto su altri piani è la prassi.
    Diventa un esame di ‘maturità’ ed una sfida verso la propria immagine popolare e consolidata.
    In genere ad Hollywood si cerca di puntare su una parte con handicap, e in molti casi ha fruttato Oscar, premi e candidature varie. Qui si cerca altrove, più a contatto con tipologie che per frequenza e possibilità, sono più reali. Approvo fin da ora il plauso a Greta Gerwig.
    Juno Temple come se la cava? E Brie Larsson?

    Segnala

  • In realtà il loro ruolo è “marginale”, compaiono verso la fine… Il film gira tutto intorno a Ben Stiller, Rhys Ifans e Greta Gerwig.
    Fammi sapere le tue impressioni una volta visto! ;)

    Segnala

  • Macca scrive:

    Uno dei film più brutti visti in vita mia. Mettere quel titolo poi, mi ha fatto convincere che fosse un film comico-surrealistico (sulla falsariga del Favoloso mondo di Amelie).
    Per la prima volta in vita mia, me ne sono andato dal cinema quando il film non era ancora finito.

    Segnala

Commenti

Nei blog del network di Screenweek.it i commenti sono aperti a chiunque desideri contribuire alla discussione. La redazione dei blog si riserva di rimuovere senza alcun preavviso e a suo insindacabile giudizio i commenti che siano illeciti, diffamatori e/o calunniosi, volgari, lesivi della privacy altrui, razzisti, classisti o comunque reprensibili e che contengano promozioni, pubblicità o dati personali. Saranno altresì moderati i commenti "off-topic", non correlati all’argomento principale del post, o comunque provocatori e tali da disturbare la discussione senza aggiungere nulla al dibattito in corso. Per maggiori informazioni leggi la Policy di Moderazione Commenti.

Consigli per lo shopping su Amazon