Fast & Furious 5: ScreenWeek intervista Paul Walker!

Scritto il 29 aprile 2011 @ 21:37 da giorgia.a in

Abbiamo incontrato Paul Walker, alias Brian O’Conner, in occasione del tour promozionale di Fast & Furious Five in Italia. Un vero fiume in piena, l’attore ci ha parlato del film, dei suoi gusti cinematografici e soprattutto della sua vera passione…le auto!


Manca una settimana all’uscita italiana di Fast & Furious 5 e sul web già si parla di un sesto capitolo, che dovrebbe dare alla serie un’impronta da heist movie. Ma qual’è il segreto di un franchise presente sul grande schermo da ormai 10 anni e, soprattutto, in grado di incassare un successo dopo l’altro? Sentite cosa ne pensa Paul Walker…

 

Com’è stato girare a Rio e Portorico?

A dire il vero, siamo stati a Rio molto poco. Tutti mi chiedono in continuazione che tipo di città sia, e potrei tranquillamente mentire rispondendo che è un posto bellissimo, ma la verità è che ho trascorso a Rio solo sette giorni, quattro dei quali ho lavorato. E’ a Portorico che abbiamo girato la maggior parte del film: è decisamente la versione east coast delle Hawaii. Non ci ero mai stato prima e devo dire che c’è un’energia speciale nell’aria, una sorta di sensualità latina. Lavorare è stato molto difficile con tutte quelle distrazioni: ho fatto surf, immersioni, vela. Credo che l’energia di Portorico abbia influenzato positivamente il film.

 

Cosa ci dici, invece dell’avere Vin Diesel come produttore oltre che attore?

Ad essere sincero, per me Vin è Vin! Non riesco davvero a vederlo nei panni di un produttore…noi andiamo sul set e facciamo le nostre cose.  Amo lavorare con lui, e preferisco concentrarmi più sul Vin attore che sul dietro le quinte.

 

Sappiamo che il prossimo capitolo è in fase di sviluppo e sembra che la saga farà una virata in direzione dell’heist movie. Cosa ne pensi di questo genere?

Lo amo, ho letteralmente amato film come The Italian Job e Ocean’s Eleven. Mi piacciono i film d’azione e credo che parte del successo della serie sia dovuto al fatto che non è diventato troppo ambizioso, è rimasto fedele a se stesso e le persone lo hanno apprezzato. C’è la questione, importante, della lealtà tra amici e della famiglia che corre lungo tutta la serie, ma la maggior parte del tempo la passiamo a guidare auto stupende e a sparare cazzate: è questa la sua bellezza!




Veniamo a un tema che ti sta particolarmente a cuore…le auto! Ci sono film del genere che consideri cult?

Sicuramente Bullit, di Steve McQueen. E la sequenza in macchina di Ronin. Fenomenale.


Fare film come Fast & Furious ha cambiato l’approccio alla tua passione automobilistica?

No, ma i miei gusti sono decisamente migliorati…ad esempio prima non amavo le auto giapponesi, mentre ora sì. Le auto sono decisamente la mia droga. Le considero un mezzo espressivo: alcuni si concentrano più sull’esterno, sulla customizzazione, per me invece l’importante è la funzionalità: sospensioni equilibrate, motore turbo.

 

Da amante delle automobili, come ti sei rapportato al lavoro di Dennis McCarthy, il responsabile del reparto automobilistico?

Dennis mi ha coinvolto nel processo di selezione delle auto: come me corre ed ha una passione assoluta per tutto ciò che le riguarda. Il nostro è stato un lavoro di squadra: nel film c’è una Nissan 370Z che non era predisposta per il tipo di scena per cui l’abbiamo usata, quindi abbiamo dovuto cambiare il differenziale per farle fare curve strette, e sono stato io a provarla ed a suggerire queste modifiche. Mio nonno era meccanico e corridore professionista, perciò è colpa sua se ho questa passione! Ho una piccola azienda in California, la A.E. (Always Evolving): se ci fate caso, nel film porto proprio una maglietta con le iniziali della ditta!


Ritorniamo al film…come avete girato la scena del salto?

E’ stata molto difficile. Abbiamo saltato giù da 20 metri, quindi da un’altezza decisamente minore rispetto a quella che si vede nel film: prima siamo saltati noi, poi la macchina, dopodiché abbiamo rigirato la scena in auto usando un greenscreen e le imbracature. Ma eravamo davvero io e Vin, senza stuntman.

 

Ti capita mai di sentire gente in giro che fa delle tue citazioni dal film?

Non quanto a Vin! E’ per la sua voce sexy e profonda (la imita, n.d.r.)! Da lui vogliono autografi, foto, a me al massimo stringono la mano, mi offrono una birra e a volte mi propongono una corsa in auto: sinceramente preferisco questo tipo di rapporto. Credo sia perché con Brian è più facile immedesimarsi, mentre Dom rimane un supereroe irraggiungibile.

 

Sarai nel sesto capitolo?

E’ divertente perché ogni volta mi dico: questo è l’ultimo! Mentre secondo me Vin pensa già al dodicesimo! Quando abbiamo fatto il quarto credevamo davvero fosse l’ultimo, poi le reazioni dei fans ci hanno spinto ad andare avanti. Ad essere sincero, per me l’unica condizione per il sesto capitolo è che ci sia Justin alla regia: ma non so ancora se è interessato…

 

Vi ricordiamo che Fast & Furious 5 sarà in sala dal 4 maggio, date un’occhiata al nostro blog tematico per essere sempre aggiornati!

 

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5 commenti su “Fast & Furious 5: ScreenWeek intervista Paul Walker!”

Feed dei commenti di questo post

  • tonystark scrive:

    @giorgia bella intervista! Solare, ‘scattante, fa emergere la simpatia ‘ mirata’ di Paul walker, che incarna il mito del ‘bravo ragazzo’ americano, familiare, bello e diretto. Anche lui si è specializzato per sempre in un genere molto iconico, ‘fisico’ ed ‘hardware’. la serie dei film ‘pompa’ una serie di hobby legati al mondo dell’auto e ad un certo ‘stile’ di divertimento, concreto e recepibile immeditamente dal pubblico. E piace perchè restituisce una ‘praticità’ che porta i protagonisti ad essere in piena sintonia con i richiami evocati: macchine, motori, azione spettacolare, seppure in un contesto iperbolico, molto esagerato.

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  • Giorgia scrive:

    Grazie! Concordo anche stavolta..

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  • tonystark scrive:

    @Giorgia: hai incontrato dal vivo sia Vin Diesel che Paul Walker?
    C’è una differenza rilevante tra come appaiono sullo schermo e come sono ‘live’?
    In pratica Paul Walker sta all’action, come Freddie Prinze sta alla commedia …

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  • giorgia.a scrive:

    Sì, li ho incontrati entrambi! In realtà mi ha stupito come hai saputo inquadrare bene i “personaggi” , tanto che ho pensato ci fossi anche tu! Quindi, direi che l’immagine che passa di loro è praticamente uguale a quella “live”…ovviamente per quanto mi è stato dato vedere :)

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  • tonystark scrive:

    @giorgia:grazie per la risposta. Diciamo che sono partito dalla mia esperienza di osservatore e ancora prima di spettatore. I tempi dell’adolescenza in cui ‘impazzivo’ per i film con Schwarzy, Bruce Wills, i primi film di Seagal e Van Damme, sono superati, ma hanno lasciato ottimi ricordi. Di contro ho sempre trovato Stallone al cinema presuntuoso e ridicolo, tranne tre o quattro film. In fondo penso che i meccanismi di base dell’appeal dei protagonisti e del successo della serie FF siano gli stessi di quel tipo di film.
    Pellicole rilassanti, divertenti, che fanno evadere e soprattutto tengono compagnia in modo invidiabile, creando una sortà di ‘convivialità’, diventata quasi un rito, una celebrazione ‘fissa’ ogni volta che esce un nuovo capitolo. Altrettanto interessante sarebbe stata una ‘tripleta’ ;) di interviste per le attrici, anche loro molto di genere, e che rappresentano ciascuna un tipo di bellezza corrispondente ai canoni del film, in particolare Jordana Brewster, troppo poco utilizzata da Hollywood.
    Se capita che le intervisterai in futuro, sarà un motivo in più per leggere!

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Commenti

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