Regia: Alexandre Aja
Cast: Elisabeth Judson Shue, Christopher Lloyd, Eli Roth, Adam Scott, Richard Stephen Dreyfuss, Jerry O’Connell, Dina Meyer, Ving Rhames, Kelly Brook, Steven R. McQueen, Jessica Karen Szohr, Cody Longo, Brooklynn Proulx, Ricardo Antonio Chavira, Paul Scheer
Anno: 2011
Tutto gli si può dire ad Aja tranne accusarlo di disonestà. Ha messo in locandina Piranha 3D e ha fatto Piranha 3D, non tanto nella trama quanto nello spirito.
Lui non è Rodriguez nè Eli Roth (che come al solito qui ha un cammeo), cioè non fa come il primo una ricerca eziologica sulle origini del genere andando minuziosamente a sviscerarne i topoi per poi cercare di riproporli filtrandoli attraverso la propria sensibilità e nemmeno è un vero e autentico incapace esaltato, come il secondo, che rifà film splatter con la medesima ignobile incapacità di tanto cinema di quel tipo. Aja si diverte proprio a fare sangue e tette, non vuole essere un Tarantino minore nè vuole nobilitare nulla. Sangue e tette.
Con un occhio e un manico da regista (ovvero: visione del prodotto finale, capacità di coordinare le diverse abilità, determinazione nel raggiungere il risultato) non comuni il francese ormai di casa ad Hollywood dirige un divertissement come non lo si vedeva da tempo. Padroneggia i toni talmente bene che in più d’un momento si concede variazioni ed esagerazioni tra l’ironico e il grottesco, che altrove (leggi Roth) sarebbero sembrate disgustose (i piranha che masticano un pisello o che quasi ammiccano in camera), e al tempo stesso è rigoroso e fedele al progetto. Un film di serie B degli anni ’70 fondato sulle figure archetipe (protagonisti-vittime, la legge, la scienza, il mostro), ficcandoci dentro Richard Dreyfuss nei panni (non ufficiali) del suo personaggio in Lo Squalo e Christopher Lloyd a fare la scienza e il verso di se stesso in Ritorno al Futuro.
Il suo cinema dell’orrore non vuole in nessun momento essere figlio di Spielberg (dal cui Squalo tutto veniva nell’originale e tutto dovrebbe venire in questo) o di Joe Dante, non c’è quella raffinatezza, quel modo magistrale di dosare, di fare poco e comunicare tanto. Siamo da un’altra parte. Là dove pensi che dovrebbe nascondere lui espone, espone tutto. Subito si vedono i piranha, subito si vede il sangue, una valanga di sangue, le vittime, gli squartamenti, la pelle scorticata e soprattutto le tette.
Tutto è sovraesposto ma benissimo, con gusto (gusto dello splatter ovviamente) e maestria. C’è differenza tra film di tensione e film splatter, Aja lo sa e sceglie in ogni momento il secondo, convinto che ci si possa divertire lo stesso. E ha ragione.
Un luogo comune della critica vuole che nascondere sia meglio. Si nasconde l’orrore per suggerirlo (Alien e lo Squalo per l’appunto) ma negli ultimi anni il j-horror e gente come Aja ci ha dimostrato come mostrare e anzi sovraesporre senza svilire possa essere altrettanto difficile e magistrale. Di fronte a tutto questo scompare anche la questione “3D necessario o meno”, è parte dei topoi del genere.
Piranha 3D non sarà mai un caposaldo di niente, ma ci si diverte un mondo ed è talmente intelligente da avere una delle migliori chiuse di tutti i tempi. Almeno per il suo genere.
La vera serie B fatta bene è ancora attuale? Ha senso oggi un cinema di questo tipo? Qui le altre critiche
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bella recensione..il film l’ho visto e’ ho pensato le stesse cose, equilibrio e follia..e b movie anni 70, tette tette e ancora tette e aconra sangue sangue e sangue, …quello che da da pensare che prima questi film erano la media…e ora quando a distanza di anni ne viene riprosto uno si grida al mezzo miracolo…vien da pensarci su…
dreyfuss e lloyd stratosferici…mi sono venuti i brividi a rivederli
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A me dà l’idea di un tipico film catastrofico minore, di quelli che passano nelle tv durante i mesi di giugno, luglio e agosto … I tv movie acquistati in blocco con i titoli delle prime visioni, con effetti speciali visibilmente finti o posticci, qualche ‘divo’ di seconda scelta delle serie tv, e comprimari ‘bolliti’ una volta sulla cresta dell’onda. Ed i titoli dei cicli: ‘Alta tensione’ ‘Brividi d’estate’ etc.
” Caratterizzati da continui colpi di scena, generalmente il finale è assolutamente imprevedibile: solo nel 99,97% dei casi il film si conclude con la protagonista che muore schiacciata da una melanzana assassina e l’eroe che scappa con i figli del nemico, una scimmia dattilografa e alcune pillole di ketamina”
“Animali feroci: ci sono animali feroci che minacciano gli umani. Stop. Poiché però giustamente c’era chi diceva che l’uomo ormai non è più così pirla da nuotare in piscine infestate da squali tigre con una gamba beatamente sanguinante, gli sceneggiatori sapienti hanno deciso, da un po’ di tempo a questa parte, di introdurre animali assolutamente inesistenti e/o preistorici. Esempio più alto del caso: Shark attack 3. Il primo tempo è tutto dominato da uno squalo di circa 7 metri che minaccia le coste di Riccione pappandosi chiunque entri in acqua. Per cui si pensa: basta non entrare in acqua. Ed è qui che si sbaglia: nel secondo tempo la mamma dello squalo malefico divora una nave; la madre era un Megalodon fossile risvegliato da una scossa elettrica sottomarina. Ai limiti della fantadeficienza.
“I protagonisti:
Il ficone; l’amico nero, lei, la donna incinta, il responsabile, i giornalisti co****ni; il disperato;
“Gli scopi che hanno spinto i registi a girare questi film sono ancora sconosciuti….”
Chi guarda questi film?
Il tizio che carica la cassetta negli studi di Canale 5
Il regista che lo guarda, non ricordandosi nemmeno di averlo girato (lo guarda su Sky dall’America, tanto cosa volete che lo criptino, con questi ascolti…)
Membri dell’establishment del Presidente degli Stati Uniti
Gruppi d’ascolto dell’Associazione Vittime Fiction RAI
Un poveraccio a cui non funziona il telecomando ”
Citazioni tratte da NONCICLOPEDIA …
p.s: poi capita come un fulmine a ciel sereno, di riconoscere in qualche film mainstream, sequenze girate in modo identico, prese di peso da alcuni b-movie o tv movie assurdi, oppure vieni colpito da un volto nuovo, da un caratterista, sconosciuti, pure bravi che spiccano nel mare di banalità e pensi, mentre vengono distrutti, incendiati, sbranati … “meritavano una sorte migliore …”
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Visto al cinema quando uscì negli USA. Veramente divertente, un film disimpegnato che intrattiene. E quando vado al cinema chiedo prima di tutto l’intrattenimento.
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fammi capire tutta sta menata e il film devi ancora vederlo..?
io direi che prima di sparare almeno documentarsi…non voglio fare il difensore di piranha percarita’, ma questo b-movie ha molti spunti di cinema “vero di genere” che tutti i film per ragazzini degli ultimi 10 anni…si parla di mestiere, di capacita’ di fare un cinema di genere (e qunindi stare nei canoni di esso) rendendolo comunque godibile e ben fatto, qui si elogia il “mestiere” non l’arte…se poi non ti interessa il cinema di genre hai proprio sbagliato post in cui lamentarti….
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@insettomalvagio: la sezione è intitolata “Recensioni in anteprima” … al di là di chi ha avuto modo di vedere prima o dopo l’uscita italiana del film, ed esprime il suo punto di vista, è altrettanto lecito riportare liberamente e nella forma che si ritiene più opportuna, le impressioni, sensazioni e l’impatto che si riceve, dai materiali a disposizione. Del cinema mi interessa quasi tutto, e gli spazi di commento servono a mio avviso, anche per mettere alla prova modi di sentire che potrebbero tranquillamente cambiare dopo la visione. p.s: a volte l’ironia rende la vita più lieve …
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tonystark, comunque ha incassato molto bene, ce n’è gente che li vede. Sono appassionati del genere, gente che si diverte e non snob sostanzialmente. Io parlo bene perchè li vedo tutti senza pagare, a pagamento non so se lo vedrei non per alterigia ma per concorrenza, cioè perchè preferirei entrare a vedere altro che ritengo più imperdibile. Però una volta visto posso dire che i suoi soldi li vale.
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@Gabriele: ‘sfottere’ il film di genere, fa parte del gioco, anzi. Dal mio punto di vista, questo tipo di film dà una libertà emotiva, critica e di ‘relazione’, difficilmente paragonabile, proprio perchè abbatte le ‘barriere’: ognuno trova la sua maniera di riconoscersi senza timori reverenziali. Ho ripreso un fulminante post e l’ho riproposto perchè gioca con i luoghi comuni del genere, e fa esplodere in modo corrosivo, le incongruenze logiche di molti prodotti. E come hai scritto, funziona bene. E tanti registi con un buon talento, riprendono e ‘citano’, a volte, senza dichiararlo, scene, meccanismi narrativi, volti e soluzioni sperimentate in questi film, implementando il tutto. Sulla concorrenza, lo stesso vale per me.
Poi, pagare o no il biglietto, non è cruciale: tu i film li VEDI tutti … al contrario di altri critici.
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@tony non confonderei l’ironia con la prevenzione …spendere una mezza pagina di ironia per un film non visto
e’ uno spreco…
ripeto non voglio difendere a oltranza questo film chissene..e’ solo che mi sembrava oltremodo esagerata come la chiami tu “l’ironia” ….
@gabriele
stessa cosa vale per me…il film l’ho visto tempo fa …..su altri lidi…e anche io non so se di primo istinto sarei andato a vederlo…soprattutto a cusa della presenza e produzione dell’incapace del secolo “ely roth”
detto questo mi ha stupito favorevolmente…:)
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daccordo con entrambi
alla fine funziona e bene. Ed è quel che conta
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