Regia: Roger Michell
Cast: Harrison Ford, Rachel McAdams, Jeff Goldblum, Patrick Wilson, Diane Keaton, Noah Bean, Vanessa Aspillaga
Durata: 107 minuti
Anno: 2010
Strano film questo. Davvero. Unisce alcuni acuti da cinema degno di miglior causa ad altri momenti terribili, prestazioni eccellenti e un’idea di fondo quantomeno questionabile.
Roger Michell è stato già regista di Notting Hill, film discutibile (anche discutibilissimo) ma di certo dall’abile fattura, e sceneggiatore di Il Diavolo Veste Prada e così anche Il buongiorno del mattino comincia sotto i migliori auspici.
La giornalista priva di credenziali e titoli di studio che da un piccola tv passa ad un network di medio livello, produttrice esecutiva (dunque responsabile) di una trasmissione del mattino di quelle tutte ricette e talk con animaletti carini, parte benissimo. E ancora meglio si mettono le cose quando entra in scena Harrison Ford.
Ford appartiene a quella categoria di attori hollywoodiani che sono stati grandi ma che da almeno un decennio hanno deposto le armi. Attori che fanno molti, anche moltissimi film, senza però impegnarsi, che non scelgono più (o non sono scelti per) ruoli audaci, che non cesellano un carattere degno di nota da non si sa più quanto e rimangono legati ai loro personaggi più antichi.
Contrariamente a questa tendenza il reporter d’assalto, tutto d’un pezzo, arrogante e pieno di premi cui dà vita in Il buongiorno del mattino è un bel personaggio davvero. C’è un lavoro sulla voce, uno sul corpo, sulla postura, sul trucco, i capelli e la parlata che è una meraviglia e che dà i suoi frutti. Il grande conduttore e giornalista che per un cavillo del suo contratto è costretto a dedicarsi alla trasmissione del mattino ha un’aura fantastica. Perfetto.
Poi però accade l’irreparabile, il film svacca. Muore ogni impulso, ogni idea e ogni velleità a favore di una storia d’amore ai minimi storici e una chiusa dalla morale stranissima che potrebbe spiegare come mai il film avrà una distribuzione “minimo indispensabile” nel nostro paese.
L’idea di fondo è che il grande giornalismo (il personaggio di Harrison Ford) e l’intrattenimento per tutti (le esigenze del programma del mattino) possono coincidere. Ma la forma in cui alla fine coincidono, quella che il film approva e promuove, è la più becera spettacolarizzazione del giornalismo. Reporter torturati e ridicolizzati per alzare l’audience, conduttori travestiti o ai fornelli e servizi ridicoli. tutto ciò che qui da noi si condanna e che in America, apparentemente, è esempio di buona televisione.
Mistero.
Commedia dalla doppia faccia? Esperimento audace finito male? O copione anticonvenzionale e antimoralista? Qui le altre critiche

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Dalla descrizione del film, sembra un tentativo di autosiluramento: per Ford, per Mitchell, e cosa impensabile, per Rachel McAdams. Avrebbe tutte le chance per imporsi come attrice tout court, portata per i ruoli brillanti, e sembra sempre mancare qualcosa: il momento giusto, il film ideale per esprimersi, il riscontro numeroso e compatto del pubblico. E lo ‘scettro’ del momento è transitato senza esitazione ad Anne Hathaway e con una varietà di ruoli meno glamour, ad Emily Blunt, forse più brava.
Jon Favreau diceva che non ama vedere Ford quando non è Ford: duro, a volte caustico e antipatico, fisico ed iconico. su questo non sono d’accordo. Certi ruoli action secondo me dopo una certa età non sono più credibili, come alcuni film tipo Sabrina o Due sconosciuti, un destino.
Quindi almeno la voglia di correre il rischio ci sarebbe, meno i risultati.
Sulla lista di attori ‘ad memoriam’, presenti ma del passato, oltre a lui svettano De Niro e Pacino, Nicholson e Beatty, Redford e su una brutta china, Denzel Washington e Tom Hanks, Travolta ed altri.
Forse è il calcolo eccessivo, anche quando si rischia con un ruolo diverso, ed il politicamente corretto unito al desiderio di continuare a piacere con ciò che si aspetta e che ha reso famosi, a rovinare tutto.
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Più che altro è l’uso che se ne fa.
Non possiamo sapere se non gli vengono proposti copioni interessanti o se li rifiutino. Di certo una come meryl streep continua a ricevere proposte interessanti. Ma quelli da te elencati uno dei due problemi ce l’hanno.
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