I cattivi di Red Dawn da cinesi diventano nord-coreani

Scritto il 16 marzo 2011 @ 08:17 da Marco Triolo in

Il remake di Alba rossa si schiera dalla parte del ricco mercato cinese e cambia l’identità degli invasori da cinesi a nord-coreani. Una mossa ruffiana che però è comprensibile dalla MGM, appena uscita dal disastro finanziario…

Il remake di Alba rossa diretto da Dan Bradley, e interpretato da Chris Hemsworth, Josh Hutcherson e Isabel Lucas, è finito in un limbo dovuto al fallimento della MGM, ma ora che lo studio è uscito dai guai è pronto a “invadere” i cinema, pur non avendo ancora una data d’uscita. E’ forse un bene, dato che la MGM apporterà alcuni cambiamenti dell’ultimo minuto, ovvero: gli invasori degli USA non saranno più cinesi, ma nord-coreani. Il motivo? Semplice: la Cina è un mercato immenso, che i produttori hanno tutta l’intenzione di sfruttare. E se vi proponessero un film dove i cattivi siete VOI, andreste a vederlo? La risposta, ovviamente, è NO.

Le modifiche non costeranno molto – circa un milione di dollari – e consisteranno nel girare una nuova sequenza d’apertura per cambiare il background degli invasori, e in un paio di trucchi digitali per cambiare i simboli cinesi in nord-coreani. Tanto poi da quelle parti sono tutti uguali [attenzione: allarme ironia]. “Eravamo inizialmente riluttanti ad apportare modifiche“, rivela il produttore Tripp Vinson, “ma dopo attente considerazioni abbiamo ideato un modo per migliorare Red Dawn, rendendolo più spanventoso, più intelligente e pericoloso“. Pericoloso per chi? Il pubblico?

(Fonte: Los Angeles Times)

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2 commenti su “I cattivi di Red Dawn da cinesi diventano nord-coreani”

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  • tonystark scrive:

    Il film originale è diventato di culto per vari motivi. Il messaggio nazionalista e la parte ideologica fa sorridere ed era palesemente sopra le righe già negli anni’ 80. Il film comunque descrive bene, attarverso la fantapolitica, quel periodo: non solo la contrapposizione tra due superpotenze, ma il clima di paura con paranoie annesse. E sotto la superficie, quando lo vidi per la prima in televisione, si nota la mano sicura di John Milius ed i temi a lui più cari: la sfida ed il confronto dell’uomo con la natura, il richiamo alle motivazioni ed ai valori fondativi della nazione americana, che derivano dalla frontiera, ed un messaggio in anticipo sui tempi, perfettamente calato nell’epoca di trionfo reganiano, economico, politico, sociale e consumistico. Si rivolge alle generazioni giovani all’epoca, quasi con un appello a raccogliere l’eredità di un paese e a non sottrarsi alle responsabilità o alla paura del futuro. La veste è patriottica, la sostanza è più profonda. La fotografia è bellissima, gioca con tutte le tonalità del rosso e con i colori dei boschi e delle montagne, gli spazi e l’azione rimandano al western. In più come si usava fare allora, si realizzavano film corali con l’obiettivo di introdurre e ripresentare i giovani attori più significativi del periodo. Una bella panoramica sotto forma di ensemble, di chi nel cinema Usa sta diventando protagonista. I ragazzi della 56ma strada, Rusty il selvaggio, Hotel New Hampshire, St. Elmo’s fire, il brat pack, la trilogia di Molly …
    Ed il modello insuperabile resta John Hughes.
    Quì il simbolo del male è la Nord Corea, non appetibile. Ed è subito deja-vù e luogo comune.
    Salt e 007 La morte può attendere lo dimostra.
    In altre parole un fumetto di azione.

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  • Nicola Facciolini scrive:

    The China is the most important and powerful trade and state in the world. What is there of strange in new Red Dawn? The young american resistence is the goal of this movie.

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Commenti

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