È uscito ieri nei cinema di tutto il mondo Sucker Punch, l’ultima attesa avventura visionaria targata Zack Snyder, che ci porta nel mondo fantastico di Babydoll e delle sue cazzutissime amiche guerriere! I materiali che sono stati creati per il lancio di questa pellicola sono tutti molto dinamici e coinvolgenti, a cominciare proprio dal trailer italiano che era caratterizzato da sequenze spettacolari e ricche di effetti speciali, atmosfere cupe, ritmo serratissimo… il tutto accompagnato da una colonna sonora da paura!!!
Ora che avete visto il film, che ve ne pare? La storia è davvero così avvincente e spettacolare come ci veniva presentata nel trailer? Zack Snyder ha fatto centro anche questa volta riuscendo ad attendere le vostre aspettative? Noi come al solito aspettiamo i vostri commenti! Se invece non siete ancora corsi al cinema ma pensate di farlo nei prossimi giorni, potete cercare la sala più vicina a voi cliccando QUI!!
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A me è piaciuto: dal trailer pare molto Final Fantasy invece per fortuna non c’entra niente
Bellissima la colonna sonora. Peccato sia stato doppiato alla “Occhi del Cuore”.
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è stato fantastico, non c’è nulla che manca e la prima scena è la migliore che abbia mai visto in vita mia!!!
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L’effetto iniziale è stato straniante ed in parte spiazzante. Il film è una potente esperienza visiva ma alla fine, dopo tante sequenze rutilante non rimane niente. Il film mi ha deluso, e conferma la tendenza di Snyder ad esagerare e ad avere la mano pesante. Non ha senso della misura e non riesce a trovare il tono giusto da dare ad ogni scena. La struttura è articolata su cinque livelli, ad ogni dei quali corrsiponde un sogno/rappresentazione della protagonista, ed ognuno è inserito in una cornice narrativa esterna, che riconduce alla storia principale, in apparenza motore e progresso del racconto.
Ogni livello riassume e ricomprende i livelli precedenti e sintetizza almeno 2 o 3 generi cinematografici secondo i canoni stlistici ed estetici istituiti nel corso degli ultimi 15 anni. Come guida abbiamo Scott Glenn, chiaro simbolo del ruolo del regista all’interno di un film. Ma ad ogni nuovo livello dovrebbe corrispondere una sintesi superiore, più efficace e sorprendente, invece Snyder riconduce sempre lo spettatore al punto di partenza, privandolo di due elementi fondamentali per la riuscita di un film.
Il primo è la partecipazione tramite la visione e la possibilità di aggiungere qualcosa di proprio all’esperienza filmica ( la cooperazione testuale, unita alla decifrazione incrociata ); e quì si resta prigionieri del meccanismo della ripetizione e del grado zero della narrazione;
il secondo è la gioia di scoprire e racconatre qualcosa di nuovo, o che lo diventa in base al modo di sentirlo ( Philip K. Dick ); quì le modalità di organizzazione dell’esperienza sono basate su cicli di routine, chiuse al loro interno, molto autoreferenziali e parecchio declamatorie.
Oltre a questo, non si lascia alcuna libertà allo spettatore, poichè qualsiasi domanda contenuta nel film, ha già nella premessa una risposta predefinita, esaltata, sottolineata e ripetuta esplicitamente, come se in una favola al posto di raccontarvi prima la storia, vi dicono sin dall’inizio la morale, di fatto identificando i due piani e annullando lo scarto e la differenza che esiste tra narrazione, iterazione e chiusura, momenti che per far funzionare uan storia, debbono rimanere distinti.
Per questo mi è sembrato un film a tesi unica, con i difetti tipici dei film di questo tipo
( enfasi, retorica a profusione … ) e senza il piacere che deriva dal riconoscere situazioni, schemi e figure note, anche dentro una ripetizione ( Eco ).
Infine, poichè non lascia scampo allo spettatore, che ha un solo grado di libertà, quello di ANNULLARSI oppure di auto-distruggersi, poichè non ha altre opzioni e ritorna sempre al punto di partenza, come la storia e le protagoniste del film, ha una morale nichilista francamente discutibile. Decadente, pompato, gonfiato nell’uso dei mezzi a disposizione, è una droga senza amore.
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… ed è un peccato non aver impiegato bene il cast, soprattutto quello femminile, in particolare Abbie Cornish, che sembra la sorella piccola di Nicole Kidman, ed Emily Browning, una versione a stelle e strisce di Carolina Crescentini.
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