Unknown, la recensione in anteprima

Scritto il 18 febbraio 2011 @ 11:54 da Gabriele Niola in

Un nuovo film in cui Liam Neeson lotta contro un sistema per mantenere in piedi la propria vita, senza riuscire a risultare mai credibile

Unknown Poster ItaliaRegia: Jaume Collet-Serra
Cast: Liam Neeson, Diane Kruger, January Jones, Frank Langella, Aidan Quinn, Bruno Ganz, Sebastian Koch
Durata: 115 minuti
Anno: 2010

Liam Neeson ha un talento tutto speciale per scegliere i film peggiori. Senza quella bulimia che diventa autoironia da parrucchino di Nicholas Cage ma con una serietà che lo fa spesso sconfinare nel ridicolo, si concentra spesso su produzioni di serie B (che è bene!) pretendendo di farle diventare serie A a furia di espressioni intense (che è male!). Per un Darkman e uno Schindler’s List arrivano poi decine di produzioni improbabili già sulla carta, rese solo peggiori dalla sua recitazione tirata via per i capelli.

Unknown piomba in sala dopo Io vi troverò, Scontro tra titani, Chloe, L’ombra del sospetto e A-Team e subito si dimostra in linea con questi prodotti. Una trama con una sola idea attorno alla quale gira tutto (la ricostruzione dell’identità di un uomo che in viaggio in Germania batte la testa e quando si sveglia nessuno lo riconosce più, moglie compresa), azione confusa, onnipresente, svogliata e improbabile non tanto nelle iperboli (che è accettabile) quanto nella ferma volontà di non essere precisi e chiudere alla svelta le scene (uomini che non si scansano, persone che sentono le grida di altre a centinaia di metri di distanza, spiegazioni fuori luogo…) e infine sentimenti intensi solo a parole.
Non aiuta poi la regia disattenta di Jaume Collet-Serra, già vista in Goal II e Orphan.

Sembra quasi di riuscire a sentire il produttore dire: “Voglio Frantic + The Bourne Identity!“, tanto Unknown ricorda e attinge senza ritegno dai due film. Da una parte infatti c’è l’uomo americano ricco, sperduto nei bassifondi di un paese europeo, aiutato da un’avvenente ragazza locale, che cerca di ricostruire l’intrigo di cui è inconsapevolmente protagonista. Dall’altra c’è il processo di ricostruzione di una vita a partire dalla perdita di memoria con servizi segreti e spionaggio di mezzo.
Unico elemento veramente salvifico, su cui si possono poggiare gli occhi stancati da tante assurdità, è la bellissima fotografia dello spagnolo Flavio Labiano (cresciuto con Alex de la Iglesia), in grado di dare un minimo grado di credibilità alle vicende narrate, inventando toni di colore e inquadrature da noir spionistico.

Azione a basso tasso di coinvolgimento e plausibilità, perchè c’è sempre Liam Neeson di mezzo? E’ un caso? Qui le altre critiche

Contenuto interessante? Consiglialo!

3 commenti su “Unknown, la recensione in anteprima”

Feed dei commenti di questo post

Commenti

Nei blog del network di Screenweek.it i commenti sono aperti a chiunque desideri contribuire alla discussione. La redazione dei blog si riserva di rimuovere senza alcun preavviso e a suo insindacabile giudizio i commenti che siano illeciti, diffamatori e/o calunniosi, volgari, lesivi della privacy altrui, razzisti, classisti o comunque reprensibili e che contengano promozioni, pubblicità o dati personali. Saranno altresì moderati i commenti "off-topic", non correlati all’argomento principale del post, o comunque provocatori e tali da disturbare la discussione senza aggiungere nulla al dibattito in corso. Per maggiori informazioni leggi la Policy di Moderazione Commenti.

Consigli per lo shopping su Amazon