Il biglietto del cinema costerà 1 euro in più?

Scritto il 11 febbraio 2011 @ 14:49 da Leotruman in

Un emendamento in valutazione al Senato rischia di far aumentare il biglietto del cinema di 1 euro, per coprire le agevolazioni fiscali alla produzione cinematografica. Posizione unanime e contraria di tutto il mondo dello spettacolo: ecco le prime dichiarazioni.

Nel prima bozza del decreto milleproroghe del Governo era già comparsa, ma ora la cosa si fa seria visto che è stato proposto un emendamento in Senato che propone una tassa di 1 euro su ogni biglietto cinematografico.

La tassa sarebbe applicata dal 1 luglio 2011 (giusto in tempo per Harry Potter 8) al 31 dicembre 2013 e servirebbe per coprire le agevolazioni fiscali alla produzione cinematografica. Secondo le stime dovrebbe fruttare 45 milioni di euro nel 2011 e 90 milioni nel 2012 e nel 2013. Un maggiore gettito verrebbe invece  riassegnato al “Fondo per la produzione, la distribuzione, l’esercizio e le industrie tecniche” che è stato istituito nel 2004.

Contrario alla tassa tutto il mondo dello spettacolo ed ecco alcune reazioni accese alla proposta.

Maurizio Roi, vicepresidente dell’Agis, sottolinea:

“E’ evidente che l’unico risultato certo sarebbe la crisi definitiva di moltissime sale e soprattutto di quelle più impegnate a programmare cinema italiano e di qualità. Il prelievo, infatti, costringerebbe a insostenibili economie aziendali o a un aumento del prezzo dei biglietti che inciderebbe negativamente sulle frequenze nelle sale.

Ma ciò che più si contesta è l’idea che tale prelievo libererebbe risorse per il resto dello spettacolo, come sostenuto dal ministro Bondi. E’ vero invece che si cerca di innescare una guerra tra poveri per mascherare una scelta del governo che testimonia il costante e crescente disimpegno nei confronti di tutte le attività dello spettacolo e della cultura. Ora siamo arrivati all’autofinanziamento forzoso. Appare evidente che l’idea stessa di investimento pubblico e di politica culturale dello Stato ha perso ulteriormente peso. Non possiamo accettare questa logica alla quale continueremo ad opporci uniti con tutte le nostre forze, ricordando al ministro Bondi, al sottosegretario Letta e al governo nel suo complesso gli impegni pubblicamente presi e fin qui non mantenuti per un adeguato e urgente intervento economico enormativo sullo spettacolo”.

Ben più duro il commento di Giuseppe Corrado, amministratore delegato del circuito The Space, che dichiara:

“ La possibilità che The Space e Uci non programmino più film italiani se passerà l’ipotesi del prelievo sul biglietto, è la modalità che abbiamo scelto per accentuare la protesta e mostrare ai produttori italiani – che hanno proposto l’idea di questa tassa – che la loro posizione è miope e che non capiscono che non porta aiuto al cinema italiano.

Questo provvedimento è miope perché se la sala non funziona, i produttori alla fine non riusciranno ad avere quei finanziamenti che si aspettano. Il problema, comunque, non sarà di The Space o Uci ma di quei cinema che economicamente stentano. Il 70% dei film italiani, infatti, sono programmati in quei locali di città che hanno un prezzo medio di 5 euro; pensare a un prelievo di un euro su 5 è veramente molto penalizzante per il bilancio economico di questi cinema.”

Conclude Corrado: «Se la questione è quella di recuperare un euro a spettatore, perché questo euro
non viene suddiviso in quote da 20 centesimi tra esercizio, tv, pay per view, web e home video?»

Ecco anche la posizione di Andrea Stratta, amministratore delegato di Uci:

“E’ evidente che non siamo d’accordo. Credo che il prelievo sarà inserito in modo carbonaro nel maxiemendamento; siamo assolutamente contrari ad un prelievo forzoso perché un provvedimento di questo tipo ha la parvenza di una tassa patrimoniale sul cinema che non serve a finanziare nuove iniziative ma a pagare il debito che lo Stato ha nei confronti del settore. Come gruppo siamo pronti a sederci attorno a un tavolo con tutti per vedere cosa si può fare per trovare i finanziamenti necessari. Certo, se ci sarà imposto questo prelievo, avviseremo gli spettatorichiamandolo “tassa Berlusconi sul cinema”.

Il problema è che il Governo non ha voluto un confronto con tutte le parti. Occorre, invece, un accordo ampio; non può essere solo l’esercizio a pagare per tutti; se tassa dev’essere, che riguardi almeno tutti i soggetti che sfruttano il cinema.”

Concludiamo con la posizione dell’Anica, l’associazione che rappresenta l’industria di produzione e distribuzione cinematografica italiana, che ne condivide le finalità ma auspica, tuttavia, che il meccanismo di prelievo sia riarticolato, rivolgendosi ad un più ampio fronte di soggetti utilizzatori del prodotto filmico. Chiede quindi al Governo che, contestualmente all’approvazione del provvedimento, sia adottato un ordine del giorno che impegni il Governo stesso a trovare entro la data del 30 giugno prossimo una soluzione concordata con le parti interessate.

Che dire, nonostante non sia una totale sorpresa, si tratta di una doccia gelata per gli spettatori ed esercenti. Il rischio è proprio la diminuzione del numero biglietti venduti, con ricaduta negativa sugli esercizi in particolar modo quelli più piccoli (ma non sulla sale parrocchiali, misteriosamente escluse dall’emendamento).

Ci si è lamentati ad esempio in questi mesi dei prezzi elevati dei biglietti 3D (arrivano fino a 11.50 euro con le prevendite) anche se giustificati dalle costose attrezzature per fornire una sala della visione stereoscopica (fino a 100mila euro). Il rischio è che anche “solo” 1 euro in più faccia scappare gli spettatori verso sale più economiche o li faccia optare per altri mezzi di visione. Come ne risentirà il cinema italiano, che sembrava essersi così ben ripreso in questa prima parte del 2011?

Voi che pensate di questa proposta? Su Facebook ovviamente sono nate delle iniziative contro questa inutile tassa come esempio No all’euro in più al cinema. Diteci la vostra nei commenti.

Fonti: corriere.it, eduesse, cinenotes

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16 commenti su “Il biglietto del cinema costerà 1 euro in più?”

Feed dei commenti di questo post

  • luca scrive:

    LADRI rinunciate alle auto blu,dimezzatevi i vs. ultra lauti compensi e benefit di vario tipo….

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  • Alessandro scrive:

    @Leotruman: penso che sia l’ennesima e deleteria scorciatoia di scaricare sul pubblico ( quindi su noi tutti ) il prezzo di scelte sbagliate e prive di lungimiranza. Ci sono produttori e artisti, come Carlo Verdone che appoggiano apertamente la proposta, perchè sono i primi ad intercettare i finanziamenti pubblici o ad accedere a facilitazioni, perchè garantiscono ( non sempre ) buoni incassi. Non c’è un vero sistema industriale. da una parte finanziamenti cospicui in anni precedentiad opere imbarazzanti, senza qualità e di conseguenza senza pubblico, creati soltanto per avere il contributo. Dall’altra la mancanza di una vera cultura imprenditoriale che preveda un minimo di rischio, che si corre in tanti casi unicamente con il paracadute dei finanziamenti. L’errore della politica è non aver istituito un SISTEMA di agevolazioni ed incentivi fiscali, ELIMINANDO il Fondo Unico per lo Spettacolo. I soldi dovrebbero servire solo per finanziare le strutture formative e culturali orienate al cinema. Appoggio le posizioni espresse e aggiungo:
    il cinema in tempi di crisi e scarsità di soldi, è l’unico prodotto culturale e di intrattenimento ancora abbastanza economico da poter essere fruito da tutti. La tassa di un euro è una gabella che colpisce i giovani, come accade con la tassa Siae sulle memorie elettroniche, le famiglie e gli spettatori anziani. Il costo non deve ricadere sul pubblico o solo sugli esercenti Va ripartito soprattutto tra i produttori e le televisioni ed in misura minore tra i distributori e gli esercenti. Ciascuno metta la sua quota e contribuisca a creare un Fondo di settore ad hoc, con una finalità ed disciplina ben precisa. Sul cinema italiano in ripresa vedo maggiori incassi ma concentrati in una decina di titoli più spendibili, in prevalenza commedie, più che un aumento generale su tanti titoli. Credo che avremmo il raro primato di essere l’unico paese al mondo ad avere una tassa così, daremmo il via ad un pericoloso precedente di mettere tasse di scopo sulla cultura, e avremmo i biglietti più cari d’Europa e, forse del mondo.

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  • Alessandro scrive:

    Infine, i circuiti più piccoli, con meno sale e che fanno una programmazione di autore, con film italiani non commerciali, opere prime, rassegne, con meno risorse, ci rimetterebbero di più. Non riuscirebbero ad assorbire l’aumento, senza farlo pagare agli spettatori, e questi diminuirebbero, vedendo meno film.

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  • Leotruman scrive:

    Alessandro hai perfettamente ragione e hai scritto un intervento molto completo. grazie.
    Tra l’altro noi di ScreenWEEK siamo molto attenti e legati anche ai piccoli cinema e a tutti quelli che rientrano negli Schermi di Qualità (http://www.schermidiqualita.it/), che ovviamente sono quelli che rischiano più di tutti con questa tassa.
    Incrociamo le dita, ma facciamoci anche sentire!

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  • Alessandro scrive:

    @Leotruman: per conto mio, se ciò dovesse accadere, appoggerò in pieno l’idea di “pubblicizzare”e far conoscere con spot e avvisi e far scrivere su biglietti, i motivi e le responsabilità che stanno alla base di questa decisione. Non con i finti e pilotati spot + forum tipo “Sei favorevole o contrario al nucleare, o non hai ancora una posizione ?” Domande retoriche, considerato il grado della posizione, assolutamente non scelta e che tende a 90°, che tali decisioni ci fanno assumere … L’equivoco voluto e la grande ambiguità in cui viene incastrato il settore cinematografico, in parte responsabile, è l’esistenza del FUS ed il suo uso dissennato e clientelare, fino a poco tempo fa.

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  • 40sec scrive:

    ma su quella pagina ci sono anche i commenti di DE NIRO e di NATALIE PORTMAN!

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  • Alessandro scrive:

    I circuiti alternativi dovrebbero unirsi a livello EUROPEO e beneficiare di programmi finalizzati, come accde in parte con il programma Media – Eurimages, e la rete di sale che proiettano film nazionali ed europei.

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  • Rafe scrive:

    Solo boiata e provvedimento da persone che non ne hanno un’idea….

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  • Rafe scrive:

    Ops…(inutile devo cambiare tastiera…Ormai questa ha dato il collo…)

    Solita boiata e consueto provvedimento ideato da persone che non ne hanno un’idea…

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  • Ele scrive:

    Solita storia. Se continuano così per una famiglia, andare tutti insieme al cinema può diventare un lusso!!!

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  • Alessandro scrive:

    http://www.corriere.it/politica/11_febbraio_16/milleproroghe-fiducia-senato_b9768ff6-39b5-11e0-bd09-192dc2c1a19a.shtml

    http://www.corriere.it/economia/11_febbraio_16/scheda_milleproroghe_95e75e46-39b8-11e0-bd09-192dc2c1a19a.shtml

    E la tassa di un euro sul biglietto diventa realtà. Dal 1 luglio 2011 non vedrò più un film italiano in sala.
    Mi auguro un ‘crollo’ del numero di biglietti venduti e un bel contraccolpo per i titoli italiani che incassano di più.

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  • roxas scrive:

    ma siamo pazzi? costa già un sacco..
    un euro in più ancora?
    …allora il costo di 1 biglietto sarà praticamnte = al dvd…
    .. per non parlare del 3D che divverrà quindi 11.50? ma roba assurda….

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  • Alessandro scrive:

    Infatti sarà così. Un dvd recente, in confezione semplice, te lo tirano dietro a 9,90, se è una nuova uscita al massimo può arrivare intorno ai 15 euro, magari a disco doppio ( escludo le edizioni speciali, deluxe o a tiratura limitata o in Blu-Ray …). Adesso, in nome di una concezione che equipara qualsiasi tipo di prodotto dell’industria culturale a puro ‘intrattenimento’ o ‘divertimento’, poichè la cultura ‘non si mangia’ e si prosegue con generalizzazioni come ‘il cinema è in mano ad un branco di privilegiati nullafacenti, raccomandati che vivono di soldi pubblici’ ( Rai e Mediaset dove siete? – Politici che lo avete permesso per una minoranza, purtroppo è vero …) si colpisce nel mucchio, scaricando sulle persone il costo degli errori commessi. Un bell’incentivo al download parallelo ( i giovani ), la rinuncia al cinema ( per le famiglie ), una certa riduzione del numero di film visti ( per gli adulti e gli appassionati ), la scomparsa di agevolazioni e la riduzione di visioni ( per gli anziani ).
    A questo punto deve pagare il cinema italiano, i produttori che hanno proposto questa gabella, e gli artisti che lo hanno appoggiato.

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  • Roxas scrive:

    ormai anche il bluray te lo tirano ad un prezzo di 9.9/12.90…
    … ma la tassa di 1eruo sarà solo per i film italiani? o in italia?

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  • tonystark scrive:

    La tassa di un euro sarà per tutti i film, italiani ed esteri, programmati nelle sale cinematografiche italiane, a partire dal primo luglio 2011 fino al 31 dicembre 2013. In altre parole, lo Stato attraverso un aumento forzoso, non fa altro che scaricare sugli spettatori, un proprio debito, maturato negli ultimi due anni, verso i produttori italiani, costituito da incentivi e defiscalizzazioni non pagate. E dovrebbe riassegnare l gettito di questa tassa, proprio verso i produttori italiani, iniziando da chi vanta un credito verso lo Stato.
    Tra i vari meccanismi perversi che la tassa crea al mondo del cinema, che ricade interamente su esercenti e spettatori, vi è un aspetto da sottolineare: la gran parte delle produzioni italiane beneficia di incentivi statali, sotto forma di credito d’imposta, tax credit o tax shelter ( pagati o meno dallo Stato ). Il film italiano si troverà nella condizione di doppio privilegio: quota aggiuntia di un euro per ogni biglietto staccato, ed incentivi fiscali alla fonte, per dire così.
    I circuiti italiani come The Space, per ‘riassorbire’ in parte l’euro in più potrebbero decidere di non programmare più film italiani, che ricevono già agevolazioni.
    La proposta è ottima. La fattibilità un po’ meno, perchè a conti fatti, i grandi multisala ogni anno ottengono consistenti incassi da parte di un manipolo di film italiani, quasi tutte commedie, ed alcune prodotte proprio da Medusa cinema, proprietaria a metà del circuito The Space.
    E questa tassa verrà pagata anche da chi non vuole vedere pellicole italiane!
    Morale: non ci saranno più soldi per il cinema, perchè lo Stato disinveste nel settore e nella cultura in genarle, lasciando poche briciole. Molti produtttori italiani piangono miseria e battono cassa, per non rischiare in proprio. E paga SOLO il pubblico delle sale.
    Dal primo luglio 2011 non vedrò più un film italiano al cinema.

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Commenti

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