Burlesque, la recensione in anteprima

Scritto il 8 febbraio 2011 @ 10:42 da Gabriele Niola in

Arriva nei cinema promettendo grande intrattenimento ma delude proprio da quel punto di vista. Solo per fan di Christina Aguilera…

Burleque Poster Italia 01Regia: Steve Antin
Cast: Christina Aguilera, Cher Sarkisian LaPiere, Kristen Anne Bell, Stanley Tucci, Alan Cumming, Eric Dane, Julianne Hough, Cam Joslin Gigandet, Dianna Agron, Glynn Turman, Peter Gallagher, David Walton
Durata: 119 minuti
Anno: 2010

In Burlesque il burlesque non centra nulla. Questo lo si poteva immaginare anche prima di entrare in sala. Che il film sia più che altro un veicolo per Christina Aguilera che sfrutta l’eterna storia della ragazza di provincia sbarcata nella grande città per realizzare i suoi sogni, nonchè l’eterna dinamica da Saranno Famosi (quella del “talento da esprimere”), è fatto acclarato. Il burlesque è solo la parte modaiola del film, quella che deve cercare una veste nuova a dinamiche eterne, il titolo spendibile.

Detto questo Burlesque è un film sostanzialmente disonesto perchè promette una cosa che non mantiene. Promette spettacolo e musica e regala balletti montati in sequenze così rapide da renderli incomprensibili e canzoni in playback, cioè la declinazione fasulla di entrambe le forme d’espressione. Non c’è vera musica e non c’è vera danza.
In questo i film musicali non si discostano troppo dai film d’azione: al centro entrambi hanno la prestazione fisica, se questa non è evidente, non è reale e “fisica”, nel senso più stretto del termine, allora crolla il castello di carte e tutto suona fasullo.
A comprova di quanto scritto si veda Tournée il nuovo film di Mathieu Amalric, passato a Cannes e al Festival di Torino, anch’esso centrato sul burlesque ma retto da vere interpreti e vere consulenti.

A salvare la baracca quindi sono come al solito i comprimari, i grandi caratteristi capitanati da Stanley Tucci (il talento più limpido tra le eterne seconde linee di Hollywood). Lui e Cher (praticamente il Mickey Rourke di questo genere cinematografico), sono gli unici in grado di dare credibilità a battute e ad un copione che non si limita a ravanare nel banale (magari!) ma azzarda momenti sentimentali totalmente fuori luogo.

Film da sala o tipica visione casalinga? Quanto funziona il veicolo per la voce di Christina Aguilera? Qui le altre critiche

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1 commento su “Burlesque, la recensione in anteprima”

Feed dei commenti di questo post

  • Alessandro scrive:

    Cher “Il Mickey Rourke di questo genere di film” come numero di plastiche e per una carta d’identità senza una data di nascita precisa ? ;) A parte questo, dopo Beyoncè, Mandy Moore e Hilary Duff, doveva arrivare il turno di Christina Aguilera, che mi piaceva prima, quando era naturale e non pompata. Stanley Tucci dopo il Diavolo veste Prada, percorre un doppio binario, ed il secondo, quello commerciale, è pericolosamente incline al sentimentale, “amico-confidente-mentore discreto” ma tipico. In Amabili Resti meritava l’Oscar e come caratterista di pregio è in ottima compagnia, bravo tra i bravi, come Christopher Waltz, Chrsi Cooper, Jim Broadbent, David Strathairn etc.

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