Primo giorno dal Bif&st 2011: Procacci Day e Il discorso del re

Scritto il 23 gennaio 2011 @ 23:01 da Claudia in

Il Bif&st, Bari International Fim&Tv Festival è iniziato all’insegna del Procacci Day. Davide Procacci ha infatti ricevuto le chiavi della città, ha tenuto una lezione di cinema ed ha anche ricevuto il Premio Fellini 8 ½ per l’eccellenza artistica nel Teatro Petruzzelli dove è stato successivamente proiettato Il discorso del re

Il Bif&st, Bari International Fim&Tv Festival è iniziato sabato 22 gennaio all’insegna di Domenico Procacci che vedrà proiettati durante questa edizione ben trentadue film, tra italiani e internazionali, prodotti dalla sua Fandango.

La prima giornata non sbagliamo se la definiamo Procacci day, perchè abbiamo potuto assistere alla celebrazione assoluta del noto produttore Domenico Procacci, nato nel 1960 a Santo Spirito, all’epoca frazione di Bari e successivamente trasferitosi a Roma per seguire un corso di cinema presso la scuola Gaumont di Renzo Rossellini e dove nel 1989 fonda la sua casa di produzione cinematografica Fandango.

Il Procacci day è iniziato alle ore 10.00 nella gremitissima  Aula Consiliare Enrico Dalfino del Comune di Bari, dove l’Amministrazione comunale di Bari, per mano e volontà del sindaco Michele Emiliano, ha consegnato a Domenico Procacci le chiavi della città.

Successivamente, presso Cinema Teatro Kursaal Santalucia, dopo la proiezione del film Bad boy Bubby di Rolf de Heer, prodotto da Fandango, Domenico Procacci,  intervistato dal critico cinematografico nochè presidente della Apulia Film Commission Oscar Iarussi, è stato protagonista di una interessantissima lezione di cinema.

Una piacevole chiacchierata durante la quale Procacci ha ripercorso la sua carriera iniziata come regista e trasformatasi  in produttore nel 1989 con la crazione della Fandango

“Fandango è una musica, un ballo ma soprattutto anche un film uscito del 1986 di Kevin Reynolds che mi aveva profondamente colpito per quel senso di romanzo di formazione, che raccontava di una linea d’ombra, nella difficoltà di diventare adulti”

Procacci si è messo a nudo raccontando con estrema semplicità le sue difficoltà, i suoi errori ed i suoi successi partendo dal primo film prodotto dalla Fandango nel 1990, la La Stazione di Sergio Rubini che alla Mostra del Cinema di Venezia, vinse il premio Fipresci e fu accolto con grande entusiasmo dalla critica e dal pubblico e che valse il David di Donatello come Miglior Regista Esordiente ed il Nastro d’Argento per la Miglior Opera Prima a Rubini, fino ad arrivare all’ultimo film prodotto ed attualmente nelle sale Qualunquemente di Giulio Manfredonia con Antonio AlbaneseSergio Rubini che sta facendo registrare incassi importanti piazzandosi al primo posto del Box office (QUI e QUI i dettagli).

Procacci ha poi raccontato l’evoluzione della Fandango che negli anni è diventata un vero e proprio progetto culturale, una casa di produzione e distribuzione cinematografica e televisiva, una casa editrice, un’etichetta musicale, una web radio, un caffè letterario nel centro di Roma, una factory di talenti.

Il Procacci day si è concluso nella splendida cornice del Teatro Petruzzelli dove il direttore artistico del Bif&st Felice Laudadio insieme al Sindaco di Bari Michele Emiliano, al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e all’Assessore al Mediterraneo, cultura, turismo della Regione Puglia Silvia Godelli hanno conferito a Domenico Procacci il Premio Fellini 8 ½ per l’eccellenza artistica.

Questa la motivazione del premio conferito:

La qualità che più distingue il cinema prodotto da Domenico Procacci è quella del coraggio. Coraggio di dare vita ad uno sguardo diverso sul nostro paese e sulle nostre vite, coraggio di lavorare con giovani talenti a storie complesse e mai banali, coraggio di proporre un’idea di cinema nuova, ma, al  tempo stesso, fortemente radicata in una tradizione curiosa e desiderosa di innovare quanto di rinnovare. E’ soprattutto, però, il coraggio di rischiare che, alla fine, “fa la differenza”. Come nella vita di ogni produttore i successi artistici non coincidono con quelli commerciali e viceversa, ma a prevalere è sempre la consapevolezza che solo “chi non fa non sbaglia” e che, al tempo stesso, il film in quanto tale è la prova di un percorso intellettuale, emozionale e cinematografico in grado di restare e di testimoniare.

Sono numerosi i film che nella sua storia ventennale la Fandango ha prodotto con passione e pazienza così come sono tantissimi i registi che fanno parte della factory costituita da Domenico Procacci. Da L’Ultimo Bacio a Respiro, da Le conseguenze dell’amore fino all’ultimo nato Qualunquemente che è stato già abbracciato dal pubblico italiano proprio in queste ore, fino ad arrivare a quel Gomorra in cui passione civile e grande cinema si sono sublimati in un unico capolavoro, Procacci ha dimostrato di avere tutte le qualità dei grandi produttori che lo hanno preceduto e il grande talento di chi è in grado di lasciare una traccia e una strada per chi lo vorrà seguire.

E’ per tutti questi motivi che gli viene conferito il premio Fellini 8 ½ , simbolo della passione e di quella ricerca di continua perfezione nella creazione cinematografica cui tutti i grandi tendono con la consapevolezza dell’inafferrabilità ultima di quel grande mistero che è il cinema.

Il Discorso del Re Poster Italia

La serata è poi proseguita con la proiezione in anteprima de Il discorso del Re di Tom Hooper,  film vincitore dell’edizione 2010 del Toronto FIlm Festival, premiato alla 22esima edizione dei Producers Guild of America Awards, l’associazione dei produttori americani, come Miglior Film, che ha ricevuto 14 nomination dalla British Academy of Film and Television Arts (BAFTA) e che ha fatto vincere al protagonista Colin Firth il premio come Miglior attore drammatico alla 68° edizione de Golden Globe Awards

Basato sulla vera storia di Re Giorgio VI, Il discorso del Re racconta la vicenda di questo Monarca Reale impegnato nell’ardua ricerca della sua voce.

Dopo la morte di suo padre Re Giorgio V (Michael Gambon) e la scandalosa abdicazione di Re Eduardo VIII (Guy Pearce),

Il discorso del Re Guy Pearce foto dal film 3

Bertie (Colin Firth), che soffre da tutta la vita di una forma debilitante di balbuzie, viene improvvisamente incoronato Re Giorgio VI d’Inghilterra.

Il discorso del Re Colin Firth foto dal film 1

Con il suo paese sull’orlo della guerra e disperatamente bisognoso di un leader, sua moglie, Elisabetta (Helena Bonham Carter), la futura  Regina Madre,

Il discorso del Re Helena Bonham Carter Colin Firth foto dal film 2

organizza al  marito un incontro con l’eccentrico logopedista Lionel Logue (Geoffrey Rush).

Il discorso del Re Geoffrey Rush foto dal film 4

Dopo un inizio burrascoso, i due  si mettono alla ricerca di un tipo di trattamento non ortodosso, finendo col creare un legame indissolubile.

Il discorso del Re Colin Firth Geoffrey Rush foto dal film 3

Con l’aiuto di Logue, della sua famiglia, del suo governo e di Winston Churchill (Timothy Spall)

Il discorso del Re Timothy Spall foto dal film 1

il Re riuscirà a superare la sua balbuzie e farà un discorso alla radio che ispirerà il suo popolo e lo unirà in battaglia.

Il discorso del Re Colin Firth foto dal film 7

Il discorso del Re è un film che merita sicuramente tutti i premi già vinti e sicuramente porterà a casa più di una prestigiosissima statuetta alla 83° edizione de Academy Awards che si svolgerà a Los Angeles il prossimo 27 Febbraio.

Due gli aspetti che ho apprezzato maggiormente del film. Primo sicuramente il modo in cui sono riusciti a far riflettere perfettamente lo stato d’animo del protagonista Bertie, imprigionato in sé vittima dalle sue paure, nell’ambiente esterno, in una Londra cupa e piovosa, ma anche negli ambienti interni come ad esempio lo studio sotterraneo del logopedista Lionel Logue. Nel momento in cui Lionel Logue apre la finestra e chiede a Bertie di urlare l’immagine diventa più limpida come a voler sottolineare il senso di liberazione!!!

Il secondo aspetto è il modo in cui sono state rappresentate le lezioni di logopedia. Se da un lato potevano creare tensione nello spettatore a causa della palpabile angoscia e difficoltà incontrata del protagonista, dall’altro c’erano piccoli ma intelligenti momenti in cui lo spettatore sorrideva spezzando quella tensione e non facendo mai risultare il film “pesante” o “noioso”!!!

Ultimo apprezzamento personale lo rivolgo all’eccezionale cast!!!!

(Foto: Bif&st)


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