Parto col folle, la recensione in anteprima

Scritto il 25 gennaio 2011 @ 11:24 da Gabriele Niola in

Attesissimo nuovo film del regista di Una notte da leoni. Ma come è sempre in questi casi il paragone è impossibile e il film scialbo

Parto col folle Poster High res ItaliaRegia: Todd Phillips
Cast: Robert Downey Jr., Zach Galifianakis, Michelle Monaghan, Jamie Foxx, RZA Robert Diggs, Juliette Lewis, Danny McBride, Todd Phillips, Charlie Sheen
Durata: 93 minuti
Anno: 2011

Se c’è una cosa che Parto con il folle fa (e di cui gli storici del cinema non potranno non tenere conto) è aggiungere un nuovo elemento alla lista di rischi che si corrono nel tenere con sè le ceneri dei propri cari estinti. Oltre a far attenzione a non gettarle contro vento (come insegna il Drugo), a non confonderle con la sabbia della lettiera del gatto (come fa Gaylord Fotter) e via dicendo, ora sappiamo anche che non vanno tenute in un contenitore di caffè, specie in casa di persone che hanno finito il caffè.

Intorno a questo fondamentale elemento cinematografico c’è un film che si fonda sulla classica idea della coppia male assortita in viaggio (poco Accadde Una Notte molto Un biglietto in due). Una tipologia di racconto che fa della deviazione e del detour continuo (in un paese dagli ampi spazi che vanno sempre rappresentati al cinema) la dinamica fondamentale, allontanando continuamente l’obiettivo e frustrando la tensione verso il suo raggiungimento attraverso comiche disavventure.
Una versione più banale e classica di quella dinamica di “raggiungimento” che era alla base del precedente, devastante successo di Todd Phillips: Una notte da leoni. Se lì il viaggio degli immaturi macinava pochi chilometri ma molta memoria e il percorso era più conoscitivo che fisico, qui invece si macinano miglia sull’autostrada e alle gag di scoperta dell’assurdo si sostituiscono quelle di avvenimento dell’assurdo. Vedere invece che immaginare.

Ciò non leva che Parto con il folle sia una variazione sul tema del film precedente, che in un certo senso ne cavalca il successo e come spesso capita lo fa con pochissima verve. Non solo lo scemo comico questa volta interpretato da Zach Galifianakis non è all’altezza dell’Alan che ubriacava alla perdizione i suoi nuovi amici (qui nasconde il fatto di aver rubato un portafogli e così scatena l’Odissea) ma anche la spalla perbene, il violento uomo comune di Robert Downey Jr., non sembra assolutamente in forma.

Sfruttamento del grande successo del film precedente o nuova idea e nuova variazione nel cinema folle di Todd Phillips? Qui le altre critiche

Contenuto interessante? Consiglialo!

1 commento su “Parto col folle, la recensione in anteprima”

Feed dei commenti di questo post

  • Alessandro scrive:

    Sento di condividere la recensione: ho visto soltanto il trailer ed il film non ispira. Mi sembra artificioso e meccanico nel “gonfiare” una serie di gag, lavorando di “copia e incolla” con i ricordi cinematografici, con una confezione traslucida, laccata e “finta”, come i “veri” villaggi Usa “copiati” nell’ex-Urss, per “simulare” l’american way of life e la psicologia dell’ uomo “medio”. Peccato che Robert Downey jr si sta buttando via …

    Segnala

Commenti

Nei blog del network di Screenweek.it i commenti sono aperti a chiunque desideri contribuire alla discussione. La redazione dei blog si riserva di rimuovere senza alcun preavviso e a suo insindacabile giudizio i commenti che siano illeciti, diffamatori e/o calunniosi, volgari, lesivi della privacy altrui, razzisti, classisti o comunque reprensibili e che contengano promozioni, pubblicità o dati personali. Saranno altresì moderati i commenti "off-topic", non correlati all’argomento principale del post, o comunque provocatori e tali da disturbare la discussione senza aggiungere nulla al dibattito in corso. Per maggiori informazioni leggi la Policy di Moderazione Commenti.

Consigli per lo shopping su Amazon