Roma: Dylan Dog, un incubo senza indagatore

Scritto il 1 novembre 2010 @ 15:07 da Marco Triolo in

I venti minuti di Dylan Dog presentati a Roma rivelano un film affrettato e televisivo, e tradiscono lo spirito del personaggio di Tiziano Sclavi…

Dead of Night Brandon Routh Anita Briem 2

La voce narrante di Brandon Routh apre la prima sequenza di Dylan Dog: Dead of Night, il film di Kevin Munroe tratto dal celeberrimo personaggio creato da Tiziano Sclavi per la Sergio Bonelli Editore. Io mi sistemo nello scomodo sedile e mi preparo ad assistere a qualcosa di tremendo. Qui è la parte in cui voi vi aspettereste il mio “ma”, e invece colpo di scena: non c’è nessun “ma”. Quello che ho visto per venti minuti a partire dalla mezzanotte di ieri è stato indubbiamente tremendo.

Partiamo con una nota di speranza: quello che la Moviemax ci ha mostrato sono stati i primi venti minuti del film, come già detto, e non una selezione di sequenze. Dunque, si tratta per lo più del preambolo. Le scene d’azione potrebbero costituire la redenzione del film, ma, visto l’andazzo, ne dubito. La regia di Kevin Munroe è il primo problema: è terribilmente televisiva, ma non il televisivo di Mad Men, il televisivo televisivo. Quello di Magnum P.I. Quello di Buffy. Nulla da togliere a queste serie, ma il cinema è un’altra cosa e qui è assente.

Dylan indaga su un misterioso omicidio avvenuto a New Orleans, città in cui vive e lavora come investigatore privato. I giorni gloriosi dell’Indagatore dell’Incubo sono finiti per motivi non esplicitati, anche se potrebbero avere qualcosa a che fare con la morte del suo partner, un modo furbesco per non introdurre Groucho accontentando allo stesso tempo i fan. Ma presto il nostro si trova risucchiato nuovamente in quel mondo: dopo aver rifiutato l’ingaggio di una ragazza che ha visto morire il padre per mano di un licantropo (in un prologo alla X-Files), Dylan trova il suo assistente Marcus (Sam Huntington, il Jimmy Olsen del Superman di Routh) ucciso. Questo lo porta a spolverare il vecchio completo per indagare. Nel frattempo, scopriamo che in un nightclub per vampiri che sembra uscito da Blade – gestito da Vargas (Taye Diggs) – gira una potente e pericolosa droga sintetica. Cosa avrà a che fare con la trama principale? Ah, dimenticavo: Vargas viene a scoprire che un certo oggetto, chiamato se non sbaglio “Il Cuore”, è appena giunto dal vecchio continente. Sentite anche voi odore di MacGuffin?

Al di là dell’infedeltà più ovvia al fumetto (l’ambientazione americana), le scene che abbiamo visto tradiscono il personaggio di Tiziano Sclavi a un livello più profondo, snaturandone la personalità. Qui troviamo un ragazzone muscoloso e privo di charme, che per giunta crede nel sovrannaturale quando il Dylan originale è sempre stato scettico. All’inizio spiega che “i mostri che credevamo appartenere ai film sono in realtà veri” e camminano tra noi ogni giorno. Le strizzatine d’occhio ai fan non mancano, ma sono dei meri contentini: dall’indirizzo di Dylan (“Rue Craven”, perché siamo a New Orleans), al maggiolone, alla pistola. Nello studio troviamo il famoso galeone e vediamo Dylan suonare il clarinetto. C’è persino una sorta di cameo di Groucho (capirete di cosa parlo quando, e se, vedrete il film). Tutto molto simpatico, ma niente più che uno specchietto per le allodole.

Sparito è il tono onirico e surreale delle storie originali, sparito è lo humor tipicamente inglese, sparito è ovviamente Groucho e non c’è nemmeno un assistente degno di lui. E se ve lo stavate chiedendo: sì, Marcus è quello che torna più avanti come zombie, ma no, nell’anteprima non si è vista la trasformazione. Il film andrà benone in Italia, questo è certo. Io personalmente cercherò una copia di Dellamorte Dellamore in VHS e me lo riguarderò illudendomi che sia il “vero” film di DYD. Per lo meno, lì c’è Rupert Everett.

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16 commenti su “Roma: Dylan Dog, un incubo senza indagatore”

Feed dei commenti di questo post

  • Spider-man scrive:

    Ma perchè prima di prendercela con il film,non ce la prendiamo con il vero colpevole???
    E cioè la Bonelli !!!
    Qui in Italia ci sono molti ci sono miliardi di persone che vorrebbero girare Dylan Dog.
    E che sarebbero molto più fedeli,anche se sono costretti a togliere Groucho.

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  • andrea scrive:

    é inutile …Dylan Dog è un pezzo di storia del fumetto italiano e in Itaia va fatto.

    Cmq..anche se lo facevamo in Italia, secondo me veniva una cagata.

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  • Marco scrive:

    Ma, io mi chiedo: è quindi colpa della Bonelli se i diritti sul personaggio sono finiti in mano a personaggi del genere che rovineranno lo spirito della serie? No perchè non lo vedo proprio Tiziano Sclavi a concedere i diritti per fare questa cosa qua…

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  • Spider-man scrive:

    @ Marco

    Non credo proprio che Tiziano Sclavi possa mettere bocca.Alla fine quello che decide,è il dirigente della Bonelli.
    Se no proprio non riesco a spiegarmi proprio questa cosa.
    Bisognerebbe che qualcuno ci spiegasse bene come è andata.
    Io so che in america i fumetti di Dylan Dog vengono pubblicati dalla Dark Horse,però ne hanno pubblicati pochi.
    Forse Kevin Munroe ha chiesto i diritti per girare il film alla Dark Horse,loro li avranno detto come stavano le cose.La Bonelli ha pensato che in America sborsano un sacco di soldi.E avrà pensato che sarebbe uscita una cosa con effetti speciali da grande Major,ma sono rimasti fregati.
    Questa è una mia idea.
    Però come ti ho detto,bisogna sapere chi è il vero colpevole alla Bonelli.

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  • ziopantera scrive:

    “Ero uno dei presenti all’anteprima mondiale di ieri! Devo dire che io ho grandi aspettative dal prosieguo del film. Tanti gli ammiccamenti al fan di Dylan Dog in soli 20 minuti: poco avvezzo alla tecnologia, il clarinetto, una foto sulla scrivania con Groucho, il galeone, la tazza di Scotland Yard, una bella cliente e soprattutto i suoi vestiti (pessime solo le scarpe marroni…). Dylan non è a New Orleans perchè nato lì…è nella città americana(dove tante e tante avventure di personaggi Bonelli sono state ambientate)perchè è scappato dal suo passato…il film inizia con lui che lavora come detective privato ma poi la cliente gli fa cambiare idea…ed anche questo è tipico del personaggio.
    Non ci sono Groucho ed il maggiolone? Purtroppo i diritti d’autore esistono ed ostacolano la realizzazione dei film dei “nostri sogni”…meglio nulla oppure il primo film americano su un fumetto italiano?
    Perchè a differenza di quanto leggo in giro: questo è il primo e solo film sul personaggio. Dellamorte Dellamore ( da cui il film di cui tanto si parla) e Dylan Dog hanno solo una cosa in comune: il papà! Papà che prese spunto da un attore, Rupert Everett (come per tutti gli altri personaggi di casa Bonelli che hanno le fattezze di un personaggio celere)per la fisionomia di Dylan Dog e che non potè non gioire nel vederlo recitare nei panni di Dellamorte Dellamore nel film di Soavi…ma Dylan negli anni è cambiato e non sono pochi gli autore della serie a disegnarlo muscoloso proprio come Routh!”

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  • Daniela scrive:

    Già mi aspettavo poco, alla notizia del film in se stesso, figuriamoci poi dopo una recensione simile se spendo 8 euro per niente. Mi riguarderò Dellamorte Dell’amore pure io. Almeno lì, appunto, c’è Rupert Everett.

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  • Marco Triolo scrive:

    @ziopantera: appunto, si tratta di ammiccamenti ma secondo me sono superficiali. Poi lui non è a New Orleans perché è fuggito, come volevano farci credere. E’ americano e lo si sente dall’accento, quindi non si tratta di un inglese espatriato. Poi, Dellamorte… so che non è il film di Dylan ma mi pare ne colga meglio le atmosfere. E siccome Sclavi lo ha utilizzato come base per il fumetto, facciamo due più due e bingo. In ogni caso, mi chiedo sempre perché in Italia siamo così poco lungimiranti: avevano Everett, tanto valeva farne il film di Dylan Dog.

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  • ziopantera scrive:

    Ma quindi il problema è che l’attore sia Routh o solo che non abbia un accento inglese? Perchè sulla seconda posso anche concordare ma come italiano, vedendolo in italiano, non so che differenza mi avrebbe fatto. Dellamorte Dellamore è un altro personaggio non è la base per il successivo Dylan Dog. Ti invito in proposito a leggere l’articolo su Dellamore che abbiamo caricato in homepage al nostro sito. Lo trovi a pagina 4.
    Sul fatto che il film di Dylan si sarebbe dovuto fare da produttori italiani, girandolo a Londra non ci piove…ma che ancora oggi il Dylan disegnato sia Rupert Everett è un errore madornale. Prova a vedere su google il volto di Dylan realizzato dai tantissimi disegnatori che si alternano sulla collana…chi lo fa ventenne, chi magro, chi grasso, chi muscoloso, chi questo e chi quello…il Dylan con le fattezze di Everett…non esiste più!
    E poi…vado oltre…dovessero fare un film su Tex…lo dovrebbe fare John Wayne?

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  • Spider-man scrive:

    @ ziopantera

    No c’ha pensato già Giulliano Gemma per Tex
    :-D

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  • Marco Triolo scrive:

    Concordo sul fatto che non debba per forza essere Everett, ma Routh non mi pare azzeccato. Comunque, sull’accento… beh ok, noi lo vedremo in italiano, ma l’accento la dice lunga sul fatto che tutto il background che hanno tentato di farci credere (nel blog che seguiva la produzione, ad esempio) erano solo chiacchiere.

    In ogni caso, e al di là di tutto ciò, se poi il risultato fosse stato di qualità sarei stato disposto a chiudere un occhio. Ma così com’è sembra un brutto episodio di Buffy o la brutta copia di Blade. Opinioni, comunque, sia chiaro.

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  • ziopantera scrive:

    Aspetta…è Buffy ad essere una brutta copia del nostro Dylan Dog degli anni ’80 al massimo…Dylan sin dai primi numeri ha affrontato: zombie, vampiri e licantropi!

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  • ziopantera scrive:

    il problema è proprio questo. Avessero fatto il film di Dylan Dog e non quella cavolata di Dellamorte Dellamore (che invito tutti a rivedere) 15 anni fa…oggi avremmo detto che Buffy era la copia e non viceversa!

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  • Marco Triolo scrive:

    Beh, Dog in sé è un concentrato di citazioni… ma a parte questo io intendevo visivamente. Prende a piene mani da quel tipo di storie. Anche l’idea dei “clan di licantropi”, dai, non puoi negarlo. E questo non è sminuire Dylan Dog, è una critica agli autori della versione americana che hanno preferito prendere da Buffy e co. piuttosto che dal fumetto originario che era fatto di ben altra pasta.

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  • Janniz scrive:

    @ziopantera: IMHO non è una questione di questo o di quell’attore… l’atmosfera che respiri in Dellamore Dellamorte è molto simile a quelle che godi durante la lettura di alcuni/molti albi di Dylan…
    Temo che proprio questa mancanza di atmosfera sarà la maggior assente da questo film…
    Ovviamente aspetto di vederlo (sempre che trovi il coraggio di farlo…) prima di dare giudizi…

    … e poi… suvvia… passi il maggiolone, espedienti se ne trovano… poteva essere guasto, dal meccanico, portato via dal carro attrezzi perché in divieto di sosta… (quante volte lo abbiamo visto accadere nel fumetto…) ma capperi… Groucho ??? pensare a Dylan senza Groucho è come bere un Martini on the rocks senza ghiaccio…

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  • stelucky scrive:

    Il problema della differenza Buffy-Dylan è solo uno:
    Dylan è scettico, romantico, un po’ triste, sognatore, ironico e pieno di buoni sentimenti e che in molti casi si trova più a comprendere il “cattivo” che a farlo fuori… indipendentemente da come è disegnato, lo spirito di fondo è questo.
    Buffy è una ragazzina con dei poteri, una missione ben precisa scritta nel DNA che ammazza mostri e vampiri come se niente fosse, salvo poi avere relazioni “strane” con alcuni di essi… in ogni caso è più una “ammazzavampiri” implacabile.

    Se il Dylan cinematografico fa l’eroe muscoloso che spacca tutto non ci siamo proprio… è vero che in alcune storie Dylan è più “fisico” che in altre, ma lo stile di fondo, quello che piace tanto ai suoi fan, non si può tradire in pieno…

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  • ziopantera scrive:

    Che in una trasposizione cinematografica avvengano dei cambiamenti nessuno lo mette in dubbio. Io vi invito a rileggere gli albi della serie regolare di Dylan Dog:
    Le notti della luna piena(nr.3) e l’ultimo plenilunio(nr.72)

    Io non voglio convincere nessuno della bontà o meno di questo prodotto. Quello che mi piacerebbe è commentare il film DOPO averlo visto…

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Commenti

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