Una notizia terribile e inaspettata ci ha travolti oggi: Mario Monicelli si è suicidato gettandosi dal quarto o quinto piano dell’ospedale San Giovanni di Roma, dove era ricoverato da qualche giorno nel reparto di urologia. Aveva 95 anni. Un tragedia che ci lascia senza parole. Monicelli è stato uno dei più grandi registi del cinema italiano, ha firmato capolavori come Amici miei, La grande guerra, I soliti ignoti, Un borghese piccolo piccolo. Un’uscita di scena che, stando a queste prime notizie, ha deciso lui stesso, per farla finita a modo suo.
Monicelli da tempo era malato di cancro alla prostata. Michele Placido, che aveva lavorato con lui al suo ultimo film da regista, Le rose del deserto, ha chiesto che sia rispettata la volontà del regista: “Il suicidio non me l’aspettavo, ma bisogna rispettare questa sua decisione, Mario era uno che aveva insegnato a tutti il rispetto delle regole e della tolleranza e così se qualcuno gli avesse chiesto perché il suicidio avrebbe risposto: saranno pure i fatti miei“. Anche Carlo Lizzani comprende: “Era un super-laico, uno che voleva gestire la sua vita fino in fondo, un gesto da lucidità giovane“. “Era molto depresso negli ultimi tempi“, aggiunge Carlo Verdone. “Ha raccontato il nostro paese con raffinatezza, delicatezza, ironia. Forse non sopportava più la vecchiaia“. Il mondo del cinema e della politica si uniscono nel cordoglio.
(Fonte: Il Giornale, Reuters)
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Davvero una brutta notizia
Grazie di tutto mario…
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Davvero un lunedì nero per il cinema…..
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senza parole…
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Mi piacerebbe sperare che non l’abbia intenzionalmente.
Ma per qualche malattia.
Non sò proprio che dire,da una parte sono incazzato per la faccenda,e dall’altra sono di una tristezza immane.
Un mito del cinema italiano,soprattutto toscano.
R.I.P.

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lo ha fatto perche’ aveva un cancro alla prostata credo in fase terminale, da quello che si sa lo ha fatto dopo la visita del medico, e visto il persoanggio burbero e schietto e cio’ che successe al padre sembra una decisione presa con “coeerenza” al suo persoaggio, cioe’ il farsi prendere “vivo” dalla morte piuttosto che da una agonia disperata…a 95 anni probabilmente avea piena coscenza delle prospettive rimaste..
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