I Mercenari – The Expendables, la recensione in anteprima

Scritto il 1 settembre 2010 @ 11:22 da Filippo Magnifico in

Sylvester Stallone firma il suo Ocean’s Eleven. Con la sola differenza che nei film diretti da Steven Soderbergh le star occupano il tempo gigioneggiando alla grande, mentre qui parlano poco e menano parecchio…

The Expendables Poster Italia 01Regia: Sylvester Stallone
Cast: Sylvester Stallone, Jason Statham, Jet Li, Dolph Lundgren, Randy Couture, Mickey Rourke, Arnold Schwarzenegger, Eric Roberts, Terry Alan Crews, David Zayas, Steve Austin, Bruce Willis, Giselle Itié
Durata: 1h 43m
Anno: 2010

Barney Ross (Sylvester Stallone) è il capo di una squadra di moderni mercenari. Un giorno il misterioso Church (Bruce Willis) offre loro un lavoro che nessun altro sarebbe in grado di eseguire: deporre il Generale Gaza ponendo fine al regno di terrore inflitto al suo popolo. Le cose però non vanno per il verso giusto.

Se come me siete cresciuti negli anni ’80, è giusto che sappiate una cosa: per tutto questo tempo vi hanno mentito. Anni e anni passati a fantasticare su quale sarebbe stato l’action movie perfetto, o perlomeno in grado di farvi saltare sulla poltrona al solo sentirlo nominare. La formula era semplicissima, radunare le più grandi star del cinema di genere, costruire una trama che fosse in grado di reggere alla meno peggio la durata di un lungometraggio e ficcarci una scazzottata ad intervalli regolari. Dicevano che era impossibile, che nessuno avrebbe mai girato un film così. Beh, andate a dirlo a Sylvester Stallone!

Partiamo subito da un presupposto fondamentale, The Expendables non è certo un capolavoro, ma questo lo sapevamo già. Risulta anche difficile scriverne perché le strade da seguire per approcciarsi a questa pellicola sono solo due e sono diametralmente opposte: accettarla per quello che è senza rifletterci troppo, oppure guardarla con il cosiddetto “occhio critico”, sottolineando tutti i difetti – e sono tanti – che possiede. Vi diranno che Sylvester Stallone ha firmato un’opera senz’anima, che vive solo dei nomi che si muovono al suo interno. È indubbiamente vero, ma sul serio interessa a qualcuno?
Volendo trovare un punto di paragone, si potrebbe dire che I Mercenari presenta la stessa struttura di un qualsiasi capitolo della saga Ocean’s, con la sola differenza che nei film diretti da Steven Soderbergh le star occupano il tempo gigioneggiando alla grande, mentre qui parlano poco e menano parecchio. Tutto è studiato a regola d’arte per mantenere costante la dose di testosterone. Non appena il livello di attenzione si abbassa ecco che parte un cazzotto, una sparatoria, un inseguimento. L’atmosfera diventa troppo scanzonata? Ecco allora che Mickey Rourke ci regala un intenso monologo con tanto di luce soffusa. E si prosegue così, tra una comparsata importante e l’altra, fino alla tanto attesa battaglia finale.

La maggior parte del pubblico maschile si ritroverà a gioire come un bambino il giorno di Natale; la maggior parte del pubblico femminile continuerà a sbuffare guardando verso l’alto, domandandosi per quale assurdo motivo si trova in quella sala. Gran parte della critica non vedrà di buon occhio il film. Bravo Sly, missione compiuta!

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3 commenti su “I Mercenari – The Expendables, la recensione in anteprima”

Feed dei commenti di questo post

  • roelbos scrive:

    Mah! Personalmente non riesco a trovarci nulla di così particolare rispetto a quanto fatto da alcuni di loro, per me Rourke è stato un po’ infilato a forza, anche in tempi recenti per il mercato video (Ludgren e Statham ad esempio). E, consentitemi, se proprio si doveva tracciare un parallelo sarebbe stato meglio I QUATTRO DELL’OCA SELVAGGIA e l’inarrivabile QUELLA SPORCA DOZZINA. La differenza la fa Stallone o meglio, la sua presenza e il suo nome. Certo che dopo aver tentato in tutti i modi di farsi accettare da attore drammatico (insomma…) con film come F.I.S.T., TAVERNA PARADISO o comico (idem…) con quello con Dolly Parton, FERMATI O MAMMA SPARA e l’incredibile (in tutti i sensi) OSCAR, tornare a 65 anni a fare lo sparatutto… Certo, sempre meglio questo qui che D-TOX. Su questo non ci piove.

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  • Ocean’s l’ho tirato in ballo perché bene o male presenta la stessa operazione commerciale, toccando però generi diversi. Per il resto hai perfettamente ragione, niente di nuovo rispetto a quanto hanno fatto alcuni di loro, ma, ripeto, questo si sapeva già.
    Il film si regge interamente sui nomi che figurano nel cast. Un’operazione nostalgica che comunque a mio parere funziona. Si potrebbe definire una boiata coi fiocchi o meglio, citando l’Ed Wood di Tim Burton, “una boiata col divo”. :)

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  • elia scrive:

    E’ stato uno dei film piuì orribili che abbia mai visto. Stallone tatuato e il resto della ciurma come topi. Non andate a vederlo, e’ un’offesa alla diignita’ umana.

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Commenti

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