Predators, la recensione in anteprima

Scritto il 6 luglio 2010 @ 11:30 da Gabriele Niola in

Brutto sporco e cattivo Predators non fa sconti e non è indulgente. E’ cinema d’azione al 100%, conscio di cosa sta facendo e di cosa è stato prima di sè

Predators Poster Italia 01Regia: Nimrod Antal
Cast: Danny Trejo, Walton Goggins, Adrien Brody, Alice Braga, Mahershalalhashbaz Ali, Oleg Taktarov, Louiz Ozawa Changchien, Topher Grace, Derek Mears, Laurence Fishburne
Durata: 107 minuti
Anno: 2010

Attacca con i migliori 120 secondi iniziali probabilmente degli ultimi 20 anni, una bomba d’azione e citazione che mostra subito l’atteggiamento di Nimrod Antal (e in controluce quello di Rodriguez che produce), sembra dica: “Sappiamo che conoscete Predator, sappiamo che c’è stato e vogliamo sfruttare quello per andare avanti”.
A me, lo dico subito, Nimrod Antal piace molto, il suo stile dinamico, invisibile eppur forte mi conquista nello stesso modo in cui faceva quello di John McTiernan. In più la longa mano di Rodriguez, che cura i mille piccoli dettagli utili a rendere Predators un perfetto film in stile anni ’80, fa insolitamente bene. Decisamente meglio di quando dirige in prima persona.

I Predator si moltiplicano e viene introdotta una mitologia interna, cioè una serie di regole che sorreggono la loro società (divisa come già in passato tra superiori e inferiori e dotata di animali e strumenti tecnologici ben illustrati), si gettano insomma le basi per qualcosa di più duraturo, il finale del resto sembra pronto a proseguire la saga.
La sorpresa è che Adrien Brody calza molto e che il machismo anni ’80 ancora regge se ben portato. Ma a vincere davvero la partita è quella mistura che Antal riesce ad operare tra vecchia serie B (il film inizia e finisce senza prologhi o chiusure, ancora più secco del primo) e reaganiana serie A, citando in più punti il vecchio score e ricalcando alcuni topoi come il ricoprirsi di fango, la caduta nel lago da un’altura e via dicendo. Tutto questo sembra un’eredità pesante o un confronto invicibile ma invece Antal lo tramuta in un aiuto illustre.

Tentare una lettura politica o anche semplicemente sociale del film è una bella impresa. Chi sia quel nemico o da dove attingano quelle paure sono domande cui chiunque può trovare risposta ma che difficilmente costituiscono una lettura plausibile. Come dice Schrader “Io appartengo alla generazione esistenziale, nei miei film mi chiedevo se fossi degno di vivere, Tarantino [e i post-tarantiniani come Rodriguez ndb] appartiene alla generazione ironica e si risponde con un chissenefrega“.

E’ o non è l’action movie citazionista definitivo? Conscio del proprio passato ma radicato nella modernità? Qui le altre critiche

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17 commenti su “Predators, la recensione in anteprima”

Feed dei commenti di questo post

  • Spider-man scrive:

    Scusa Gabriele ma non capisco questa cosa del superiore e inferiore.
    Anche in Predator 2 e AVP c’era un sueperiore e inferiore,non vedo dov’è la novità in questo.

    Questa è l’unica recensione positiva sul film che ho letto.
    Tutti gli altri dicono che l’inizio è bello e poi dopo mezz’ora il film diventa monotono,oppure che se confrontato con il primo ne esce con le ossa rotte.

    A me Brody ancora non mi convince come protagonista,come fece Danny Glover con Predator 2.

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  • sai che hai ragione….
    l’avevo dimenticato.
    appena posso correggo lo strafalcione….

    Secondo me c’ha solo un piccolo momento morto nel mezzo, ma poco e altro, poi riprende bene

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  • Spider-man scrive:

    Se te dici che ha un piccolo momento morto nel mezzo,allora mi fido.

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  • Rafe scrive:

    Bene, bene…Allora siamo di frotne ad un buon prodotto e non ad una minestrina riscaldata…

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  • no no niente minestra!

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  • hahaha la secensione suu bad taste e’ l’esatto opposto della tua…la verita’ sta nel mezzo?

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  • andrea scrive:

    almeno é recensito positivmente….poteva andre peggio.

    io lo vedrò dopo TOY STORY 3

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  • la verità sta sempre qui! ;)

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  • ok ok …..saro’ sincero spero sia bello…ma il trailer non mi ha affatto entusiasmato…
    ps poi sarai obbligato a recensire il PREDATOR che sto facendo io….(non scherzo) ok???!!! lo fai ? lo fai?? :)

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  • Brad.dd scrive:

    Sta facendo un Predator? Davvero!? Curiosissimo sono!

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  • Gabriele Niola scrive:

    i fan film mi fomentano tantissimo….

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  • yess e sara’ un omaggio a quello originale…in un ambientazione veramente originale :) ….sto finendo di montare gli effetti speciali….:)

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  • Andrea Guglielmino scrive:

    Mi trovo d’accordo con la recensione, l’ho trovato dinamico e divertente.
    Anche nella mia percezione la divisione tra Predators superiori e inferiori era una novità. Forse era stata introdotta in AVP, serie che in effetti ho seguito distrattamente e senza molto entusiasmo, e rispetto alla quale questo mi pare un netto miglioramento.

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  • cosimo scrive:

    un cacatone, da evitare!!!

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  • vediamo che ne pensate di questo…. http//www.predatus.com

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  • Gabriele Niola scrive:

    nonostante le insufficienti informazioni per un giudizio mi sembra già geniale.

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  • Just Koel scrive:

    Il primo Predator mi diedi l’incubi, ma avevo circa 10 anni, quel che è sucesso i mezzo sino a Predators mi ha forgiato rendendomi meno vulnerabile, ma anche più critico e severo.
    in Predators, seppure il protagonista sia un ottimo attore e si veda una preparazione anche fisica per il ruolo, non ho appezzato molto la scelta; la eredità di Arnold schiaccia chi ossa quel strada. Alcune sequenze sono prevedibili per non avere osato a mettere in disussione il modo classico di presentare ed svolgere la trama, e le personalità non hanno spessore o sono del tutto sterotipate, e il crescendo non porta a una vera satisfazione… ma detto questo il film ha la sua dignità.
    Ha scelto una numero amplio di concorenti per la gara in modo di non trovarsi a corto di marteria prima troppo in fretta, ha colto lo spirito iniziatico del film capo stipite nel creare un contesto dove è lo stato di assedio fantasma a rendere topo chi è abituato a fare il gatto. La potenza di fuoco non è bassa, getta molti ami per idee che possono avere risvolti davvero interesanti se nel sequel avranno un po più di coraggio, le varie incursioni, e la loro soluzone diffatti hanno davvero la capacità di solicitare curiosità e domande sul mondo proposto.. e qui c’è il genio -e bisogna ammeterlo- una volta i cambiamenti erano cose rare, epocali, ora come ora invece, sono all’ordine del giorno. Socialmente quindi il film semmai non ti dice di prendere una posizione, ma denota una condizione: al nostro risveglio, ogni giorno, questo pianeta è sempre un po’ più alieno.

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Commenti

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