La Città Invisibile – Recensione in anteprima

Scritto il 28 luglio 2010 @ 17:17 da Angelo Lorusso in

Regia:  Giuseppe Tandoi
Cast:  Nicola Nocella, Gabriele Cirilli, Riccardo Garrone, Roberta Scardola, Leon Cino.
Durata:  1h 30m

Opera prima per il giovane Giuseppe Tandoi, La Città Invisibile si propone di toccare una di quelle ferite ancora scoperte nel nostro tessuto sociale, il terremoto d’Abruzzo. Affrontare uno di questi temi è socialmente una missione, narrativamente è complesso far quadrare l’intrattenimento su uno sfondo tragico ma, nessun problema, il film non arriva proprio a scavare in questa problematica, si ferma in superficie.

Non c’è voglia di documentare, di testimoniare come le cose siano cambiate, il silenzio di cui tutti parlano non arriva: a volte anche in maniera abbastanza frustrante avremmo voluto che continuassero alcuni fotogrammi della città senza che nessuno dicesse o facesse nulla.

Quasi tutto il cast non vanta una carriera cinematografica importante, ma non è questo il problema del film: non crediamo che cambiando le componenti il prodotto finale sarebbe stato migliore. Meritano menzione la figura del vecchio eccentrico e giudice (un buon Riccardo Garrone) che a volte sconfina nel narratore (sarebbe stata una buona intuizione se non fosse stata utilizzata in maniera così approssimativa) e la breve apparizione di un ottimo Nicola Pignataro nei panni di un militare a guardia della tendopoli.

Nota speciale per la colonna sonora ai limiti del disastroso, dove allegre musiche da Sit-Com americana 80′s si alternano a spaccati di tensione e a pezzi punk rock facendo sbandare continuamente l’orecchio dello spettatore.

L’immagine delle tende blu con la città sullo sfondo occupa più della metà della locandina e questo film forse prende più visibilità di quanta ne dia a questa tragedia.

La città è davvero invisibile.
L’Aquila fa tragicamente da sfondo a un intreccio di storie da teenagers che non lasciano il segno, durante il film sembra che le mascherine servano il buonismo e la banalità.

L’Aquila, che addirittura porta il titolo di questa pellicola, non figura come protagonista, ma al massimo come piccola comparsa che guarda triste cosa succede seduta in disparte su uno dei suoi resti palpitanti.

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7 commenti su “La Città Invisibile – Recensione in anteprima”

Feed dei commenti di questo post

  • Skanfalug scrive:

    Speculazione. Questa fu la prima parola che mi venne in mente quando seppi di questo film. Per capire cos’è l’aquila oggi dovreste viverci un paio di settimane. Non nel periodo delle tendopoli e dell’emergenza, ma oggi ad un anno e mezzo dal sisma. La situazione è tristissima. Nessun luogo di ritrovo, progetto CASE che ha diviso la popolazione in decine di piccoli agglomerati, senza servizi nelle vicinanza, militari ovunque, centro della città ancora chiuso, affitti magicamente raddoppiati, paesini del cratere abbandonati a loro stessi….

    Io sono uno studente all’università dell’aquila e credo che questo film farà solo arrabbiare i veri aquilani…

  • roelbos scrive:

    Mi sembra, correggetemi se sbaglio, che hanno trovato modo di infilare qualche ‘signorina’ dalle scarse doti artistiche ma pronta, già dal manifesto, a mettere in mostra il resto. Bah!

  • Spider-man scrive:

    Ma non ho capito,ma è una commedia oppure un film tragico???
    No perchè dal manifesto sembra un film comico e molto idiota.
    Ma il regista non voleva parlare della tragedia dell’Aquila???
    Speriamo che questo regista scompaia alla svelta da questo settore.
    Poi Cirilli e Garrone non capisco come possano fare questi film,oltre ai soldi,posso capire quelli che si vogliono far conoscere,ma loro 2 perchè si devono sputtanare in un film del genere???

  • Barbara scrive:

    Beh..che dire?? Leon è sempre il migliore!!

  • roelbos scrive:

    Chi?

  • emido75 scrive:

    vedetelo il film e poi parlatene male o parlatene bene…

    nn giudicate senza aver visto… anche perchè la televisione o il cinema americano di porcate ne fanno una più del diavolo…

    Il film racconta in maniera sincera quello che accadeva nella tendopoli alle persone comuni, ai ragazzi, senza speculare ma raccontando situazioni… non volevamo descrivere l’aquila oggi o i problemi della non risoluzione dei problemi… nessuno voleva fare un film rompicapo d’autore…

    ad ogni modo nessuno si è arricchito – almeno economicamente – ma molti di noi si sono arricchiti nel fare una bella esperienza che ha dato un po’ di gioia per qualche settimana alle comunità che ci hanno ospitato – buona visione.

  • Maria scrive:

    qualcuno puo’ dirmi il nome delle canzoni presenti nella colonna sonora del film? Pergavore ….

Commenti

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