L’uscita di Predators è sempre più vicina. Tra un mese esatto – più precisamente il 14 luglio – la pellicola diretta da Nimrod Antal e prodotta da Robert Rodriguez arriverà nelle nostre sale. Nel frattempo la divisione italiana della 20Th Century Fox ha deciso di fare un regalo ai fan di una saga e di un personaggio – il temibile cacciatore alieno – entrati ormai a far parte dell’immaginario comune.
Alcuni dei più importanti siti di cinema italiani hanno ricevuto in anteprima un estratto del pressbook italiano del film. Venerdì scorso è toccato al sito Everyeye.it, che ha pubblicato la prima parte di un approfondimento focalizzato sui nuovi Predators, oggi è il turno di ScreenWEEK.it. Siamo orgogliosi di poter ospitare la seconda parte di questo approfondimento, e non dimenticate che l’appuntamento continua domani sul sito Comingsoon.it.
IMPORTANTE: I nomi utilizzati nel testo che segue sono quelli originali inglesi delle varie tipologie di Predator. Fox Italia non ha ancora stabilito se usare tali denominazioni anche nell’adattamento italiano di “Predators”.
I Predators classici e nuovi sono degli alieni umanoidi creati soprattutto con delle tute all’avanguardia. “Essere in grado di osservare il Predator originale nella nostra storia forniva un senso di nostalgia, perché non lo abbiamo visto in questo modo dalla prima pellicola”, commenta Rodriguez. “Volevamo che sembrasse un’evoluzione, il fatto di riprendere l’originale e affiancarlo a nuova specie aggiornata, più cattiva e dura”.
“Robert e Nimrod ritenevano che il nostro Predator classico fosse la versione in videocassetta e il nuovo Predator l’iPod, quindi quest’ultimo doveva essere lucido, elegante e feroce”, commenta Nicotero. “Immediatamente, ho avuto l’idea di portare l’armatura più a contatto con il corpo, sistemare i dreadlocks dietro e allungare la testa un po’, in modo da non farla sembrare quadrata. Non sempre più grande significa migliore, i nuovi Predators hanno un aspetto elegante perché sono alti, lunghi e snelli”.
Nicotero riflette sulle caratteristiche delle nuove creature. “Vediamo le loro maschere per la maggior parte del film e loro hanno una forte personalità. Il Dog Handler ha delle zanne che sono state prese da uno dei loro cani da caccia, il Falconer ha una maschera molto particolare, mentre Mr. Black ha questa strana mascella aliena. Ognuno di essi ha una personalità unica. Inoltre, li abbiamo dipinti in maniera leggermente diversa, in modo che spicchino e che lo spettatore sia capace di distinguere visivamente i vari Predators”. In effetti, tutti loro hanno la capacità di rendersi invisibili, come evidenziato nella prima pellicola, ma i nuovi hanno anche delle armi all’avanguardia, compreso un Predator Falcon volante e un nuovo Plasma Caster.
Mentre molti degli effetti di Predator erano concreti, la squadra di effettisti di questa pellicola ha apportato dei miglioramenti fondamentali, tra cui dei flash improvvisi, un ampliamento del set, una navicella spaziale digitale, parti della sequenza di apertura con la caduta libera e il paracadute, così come dei memorabili effetti di invisibilità. “Noi stiamo creando una nuova versione dell’invisibilità, l’abbiamo resa un effetto digitale, quindi risulta molto più pulito della pellicola originale”, sostiene il supervisore agli effetti visivi Jabbar Raisani. “E’ come se la loro tecnologia sia stata portata nel futuro, quindi c’è un effetto invisibile più pronunciato in questo film”.
Nell’universo di Predator, il tempo è tutto, soprattutto la prima apparizione delle creature nella storia. “Nella pellicola originale, penso che il modo in cui viene rivelato il Predator sia stato un successo, perché si sono presi il loro tempo per apparecchiare bene la tavola”, commenta Antal. “Il terrore veniva sostenuto dalla lenta rivelazione del Predator. Era qualcosa che non avevi mai visto prima. Peraltro, per la prima mezz’ora il Predator non compare. In questa pellicola, abbiamo cercato di replicare questa rivelazione lenta”.
Visto che i Predator dovevano eseguire degli stunt, Nicotero ha lavorato con il coordinatore degli stunt Jeff Dashnaw per scegliere gli interpreti che avrebbero indossato le tute da Predator. Dashnaw ha anche fornito a Nicotero delle istruzioni sul lavoro da svolgere per tenere al sicuro gli artisti coinvolti. “La pistola al plasma, le lame e alcune punte che emergono dalle tute possono risultare pericolose nei combattimenti”, sostiene Dashnaw. “Così, Greg li ha ideati in modo che potessero essere tirati fuori dalle tute quando necessario e ritornassero in scena in postproduzione con gli effetti speciali”.
Derek Mears, alto un metro e novanta, che interpretava il leggendario mostro dello schermo Jason Voorhees nel rifacimento di successo dello scorso anno Venerdì 13, incarna il Predator classico, mentre Brian Steele e Carey Jones sono i tre nuovi Predators.
Predators racconta la storia di Royce (Adrien Brody), un ex militare ora mercenario che si ritrova ad essere suo malgrado il leader di un gruppo di guerrieri, portati su un pianeta sconosciuto per diventare le prede di un gioco. Con l’eccezione di un medico caduto in disgrazia, sono tutti spietati assassini: mercenari, Yakuza, detenuti. Uno alla volta cadranno nelle trappole degli spietati alieni che abitano il luogo. Per maggiori informazioni potete dare un’occhiata alle nostre News dal Blog. Vi ricordiamo inoltre che il film ha anche una pagina Facebook italiana.