Top Six: quando il cinema parla di lavoro

Scritto il 1 maggio 2010 @ 15:00 da Filippo Magnifico in

La festa dei lavoratori qui a ScreenWEEK si tinge di cinema! Per festeggiare il 1º maggio abbiamo deciso di proporvi alcuni dei più bei momenti che hanno visto l’unione della settima arte con il lavoro…

La festa dei lavoratori qui a ScreenWEEK si tinge di cinema! Per festeggiare il 1º maggio abbiamo deciso di proporvi alcuni dei più bei momenti che hanno visto l’unione della settima arte con il lavoro.

Cominciamo subito con Tempi Moderni, pellicola scritta, diretta e interpretata dal grandissimo Charlie Chaplin, considerato a ragione uno dei film più belli della storia del cinema. La scena che vi proponiamo è famosissima ed è incentrata sugli effetti che l’automatizzazione del lavoro può avere sull’uomo. Tra un bullone e l’altro si rischia di diventare parte del meccanismo, in tutti i sensi!

Per qualcuno la professione può essere alienante, ma per altri il troppo lavoro conduce alla follia! Prendete il caso di Jack Torrance (Jack Nicholson), protagonista di Shining. Troppo lavoro e niente svago lo hanno reso nervoso, non trovate?

Parlando di lavoro è impossibile non citare Clerks – Commessi, l’esordio cinematografico di Kevin Smith. Dante (Brian O’Halloran) e Randal (Jeff Anderson) non si possono certo definire dei grandi lavoratori, ma ci hanno regalato momenti di puro divertimento:

Lavoro vuol dire anche dura gavetta. Lo sa bene Akeem (Eddie Murphy), protagonista de Il principe cerca moglie. Arrivato a New York in cerca di una consorte, il nostro caro amico, accompagnato dal suo fedele compagno e servitore Semmi (Arsenio Hall), comincerà la sua scalata al successo dai gradini più bassi, lavorando come sguattero nel Fast Food McDowell. Ma le gratificazioni sono dietro l’angolo:

A proposito di lavoratori, qui sotto c’è il mitico Alberto Sordi che da bravo Vitellone si sente in dovere di esprimere il proprio parere sull’argomento:

Concludiamo in bellezza con un inno all’arte dell’arrangiarsi. Con la crisi che dilaga uno la professione devi inventarsela. Lo sa bene Quentin Tarantino, che per il suo Pulp Fiction ha creato una figura dal lavoro particolarmente singolare. Indovinate chi?

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