Robin Hood, la recensione in anteprima

Scritto il 12 maggio 2010 @ 10:34 da Gabriele Niola in

Eccedendo nelle precisazioni storiche e nella volonta’ di essere un film buono anche per il pubblico piu’ infantile Robin Hood non riesce ad essere ne’ carne ne’ pesce. Solo brodo.

Robin Hood Final Poster ItaliaRegia: Ridley Scott
Cast: Russell Crowe, Mark Strong, Cate Blanchett, Vanessa Redgrave, Oscar Isaac, Léa Seydoux, Scott Grimes, Kevin Serge Durand, Alan Doyle, William Hurt, Matthew MacFadyen, Danny Huston
Durata: 148 minuti
Anno: 2010

Si era detto che doveva essere un Gladiatore in calzamaglia e una volta tanto le banali voci non erano troppo lontane dalla realta’.
Robin Hood e’ un racconto speculare a quello di Massimo Meridio, la narrazione della grande ascesa sociale e morale dell’uomo che e’ diventato Robin Hood, e che quindi, si afferma implicitamente, non lo e’ sempre stato.

Mentre Il Gladiatore partiva dalla gloria, dallo status di grande condottiere nelle grazie dell’imperatore morente, Robin Longstride e’ un semplice arciere dell’esercito, poco simpatico ai superiori e non particolarmente carismatico. Ma il vero movimento uguale e contrario rispetto all’altro film e’ quello che per la morte del proprio superiore (qui re Riccardo) porta Robin in alto, facendolo diventare un nobile di alto lignaggio per convenienza di tutti (in primis sua che altrimenti sarebbe tornato a fare una vitaccia) mentre Massimo Meridio veniva deportato come i normali gladiatori e da li’ partiva la sua vendetta.

Robin Hood non e’ quindi un vengeance movie sotto mentite spoglie come Il Gladiatore anche se lo stesso qualcosa da vendicare c’e', ma non e’ personale. Il principe Giovanni prende il potere e l’eroe si trova a combattere, come vuole la leggende, al fianco dei poveri.
Dunque il movimento contrario di ascesa e lotta per i piu’ umili e’ speculare a quello di discesa e lotta CON i piu’ umili del Gladiatore, ed e’ il piu’ grande punto in comune per un film che per il resto riduce al minimo storico violenza e sesso per ottenere il visto di censura dai 13 anni in poi, spalmando melassa ovunque.

Tutto quello che avevamo amato nei decenni passati di Ridley Scott e’ ormai scomparso ma anche il senso dell’epica con il quale era riuscito a pervadere un’opera curiosa come Il Gladiatore qui manca. E non basta la credibilita’ del corpo di Russel Crowe (uno dei pochi miliardari del pianeta in grado di sembrare e occupare realmente il posto di un umile sullo schermo) a dare al film una vera attrattiva.
Tra cuochi che diventati arcieri per contingenza che decidono le sorti della storia e combattimenti al ralenti (ancora????) Robin Hood e’ disgraziatamente noioso. Noioso, lungo e senza eccessi di alcun tipo. Il mix peggiore che ci sia.

La coppia Scott/Crowe ha stufato? Sono bolliti oppure Robin Hood li rilancia alla grande? Qui le altre critiche

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1 commento su “Robin Hood, la recensione in anteprima”

Feed dei commenti di questo post

  • Olivia scrive:

    Mi trovo a condividere la recensione. Purtroppo questo Robin Hood è piatto e noioso e poco originale . Tra l’altro quando i francesi cercano di “sbarcare” alla conquista delle terre ci sono delle scene identiche a Salvate il soldato Ryan e The pacific! Mi aspettavo molto di più

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Commenti

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