Nel panorama delle solite lamentele e dei dati sbandierati in negativo una delle poche cose che l’esercizio e la distribuzione italiana vanta come un esempio positivo da quattro anni a questa parte è Schermi di qualità. L’iniziativa che mira a riunire un certo numero di sale impegnate in una programmazione definita per l’appunto “di qualità” quest’anno ha radunato 15 milioni e mezzo di spettatori, il 28% in più dell’annata precedente. E che è un curioso ibrido tra pubblico e privato dall’insperato funzionamento.
Gli schermi coinvolti dal giugno 2009 al maggio 2010 sono stati 672, con un netto aumento dei multisala coinvolti (da 14 a 94) a fronte di un calo generale, visto che rispetto allo scorso anno gli schermi sono stati 183 in meno, a causa di defezioni dovute all’impossibilità, dicono dall’associazione, “di proseguire l’impegnativo percorso di programmazione e promozione di film di qualità italiani ed europei”.
Quali siano questi film di qualità (214 solo per l’anno trascorso) lo stabiliscono tutte le associazioni di categoria (Anec, Anem, Fice, Acec…) in accordo con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Arcus Spa infine finanzia, ovvero premia gli esercenti che raggiungono gli obiettivi fissati.
I dati più interessanti legati ai risultati di quest’anno sono sicuramente il fatto che a raggiungere gli obiettivi siano stati molti schermi cittadini (i più colpiti dal calo di affluenze) e che in tutto questo la quota di cinema italiano siano stata superiore al 30%.
Anche il governo, notoriamente restio ad aumentare gli incentivi e le agevolazioni, è dalla parte dell’esercizio e promette un aumento del coinvolgimento e dell’apporto dato all’iniziativa: “Stiamo studiando il modo di occuparcene direttamente” ha minacciato Nicola Borrelli, il direttore generale del cinema del Mibac
L’iniziativa ha anche il merito di cercare di modificare la tenuta di un film puntando su uscite piccole e una lunga tenuta (l’esatto contrario della tendenza generale). Non a caso i film in questione solitamente hanno realizzato i tre quarti dell’incasso totale proprio nei suddetti schermi di qualità. E’ stato il caso ad esempio di Welcome di Lioret (84% dell’incasso nelle sale di Schermi di Qualità), Il nastro bianco di Haneke (81%), Soul Kitchen di Akin (77,5%), Il mio amico Eric di Loach (76%) e di film italiani come L’uomo che verrà di Diritti (74%), Le ombre rosse di Maselli (83%), La bocca del lupo di Marcello (73,5%).
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