Mine Vaganti, la recensione

Scritto il 17 marzo 2010 @ 10:08 da Gabriele Niola in Copertina, Recensioni

Poster ItaliaRegia: Ferzan Ozpetek
Cast: Riccardo Scamarcio, Alessandro Preziosi, Nicole Grimaudo, Carolina Crescentini, Elena Sofia Ricci, Daniele Pecci, Ennio Fantastichini, Lunetta Savino, Ilaria Occhini, Massimiliano Gallo, Bianca Nappi, Giorgio Marchesi, Carmine Recano, Mauro Bonaffini, Gianluca De Marchi, Paola Minaccioni
Durata: 116 minuti
Anno: 2010

Ozpetek sembra funzionare solo quando tiene i piedi per terra. Ad ogni successo cinematografico il regista italoturco tenta con il film seguente qualcosa di più ardito, di più elevato e sostanzialmente di più difficile, con risultati di critica e di botteghino molto deludenti. L’ultimo in ordine di tempo è stato Un giorno perfetto, in concorso a Venezia e dileggiato da più parti. E come sempre accade per riprendersi da un tonfo torna al cinema che gli è più caro e che si dimostra ogni volta più in linea con i gusti del pubblico. Mine Vaganti poi è anche una commedia.

Si parla di omosessuali in Italia (del sud), di tavolate, di ambienti che costringono e spiriti che volano più in alto, ci sono colpi di scena, storie romantiche e una generale aria consolatoria. Così facendo anche stavolta Ozpetek si riprende il favore di una parte del pubblico con un film tradizionale, divertente e pacifico.
Quello che dispiace è che il regista non abbia poi davvero fiducia in questa forma di cinema. Se Mine Vaganti fosse davvero una commedia nel senso più pieno del termine non avrebbe le estenuanti parti drammatiche che irrompono (in particolare con il personaggio di Nicole Grimaudo che alla fine dei giochi si rivela privo di qualsiasi utilità) a dare una giustificazione intellettuale ad un’opera per il resto (e grazie al cielo) molto immediata e ridanciana.

E’ un peccato perchè poi le parti di commedia sono davvero bene fatte, scritte e dirette. Guardano al cinema di Almodovar, come del resto Ozpetek fa quasi sempre, ma trovano un modo efficace di parlare di un mondo arretrato prendendolo in giro con gusto. Il personaggio di Ennio Fantastichini, padre burbero e all’antica che si ritrova ben due figli gay, è il cuore della comicità del film e funziona molto, così come a modo suo funziona Elena Sofia Ricci truccata da Marisa Paredes.
Se il film avesse avuto il coraggio di essere tutto centrato sulla forza eversiva della commedia anche nei suoi intenti più alti invece che appoggiarsi costantemente ad intermezzi “intensi” in cui vengono introdotti senza essere affrontati mai davvero (che è tipico del nostro cinema) temi come i confini dell’omosessualità, l’idea di un diverso che non abbia solo a che vedere con la sessualità, l’esplorazione di sentimenti intensi che girano intorno all’amore e all’attrazione ma non sono nessuna delle due, forse sarebbe potuto essere una sintesi di quello che Ozpetek mira a fare e quello che il pubblico ama vedere.

E’ la commedia la vera vocazione di Ozpetek? Tornerà a tentare strade più drammatiche e intellettuali ancora una volta? Qui le altre critiche

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9 commenti su “Mine Vaganti, la recensione”

Feed dei commenti di questo post

  • LeoTruman scrive:

    A me questo film è piaciuto TANTISSIMO. Per me è il miglior Ozpetek senza ombra di dubbio.
    Mi ha fatto ridere (tanto), mi ha fatto commuovere… Mi sono piaciuti tutti i personaggi, compresa l’enigmatica Grimaudo ( Forse sfruttata poco la Sofia Ricci).

    A me è piaciuto molto il concetto finale di Ozpetek: non bisogna avere paura di “lasciare/lasciare andare” (persone, cose…) perchè le cose veramente importanti rimarranno in ogni caso con te e ti accompagneranno per il resto della vita. non ti abbandoneranno mai veramente…

    E se poi è riuscito per la prima volta in vita mia a farmi apprezzare Scamarcio… ;-) (miracle!)

  • danilo scrive:

    credo che Ozpetek stia da un po’ di tempo facendo sempre lo stesso film! Fantastichini è eccessivo (la sceneggiatura lo è) Scamarcio assolutamente fuori parte .Brave come come sempre le donne , la Savino la Sofia Ricci e Ilaria Occhini, senza dimenticare le cameriere .
    Gli amici Gay non sono più così dagli anni 60, eppoi invenzioni poche, sai come ìsi dice a Roma? (parafrasando Fantastichini) meglio frocio che laziale.

  • lovedream scrive:

    questa volta, stranamente, non sono per niente d’accordo con gabriele.
    per di più c’è uno spoiler non dichiarato che rovina il gusto a chi il film non l’ha ancora visto!!

  • Gabriele Niola scrive:

    spoiler?? quale dici? Quello sui figli di Fantastichini? Ma si scopre dopo 20 minuti!

  • persogiadisuo scrive:

    Non è un granchè, tra i peggiori di Ozpetek, ma incredibilmente ben accolto da critica e soprattutto pubblico. Attacca e allo stesso tempo sfrutta a sua favore gli stereotipi e getta tanti spunti che non vengono mai approfonditi.

  • concordo, non il peggiore di ozpetek (ne ha fatti alcuni…) ma tra i più medi (se si può dire). Osannato forse perchè stufi (come me) delle pretese mai soddisfatte.

  • Trottul@ scrive:

    Lo spoiler a cui si riferisce Lovedream c’è e in realtà non viene MAI rivelato. Vediamo chi ci arriva!

  • Arianna scrive:

    E bravo Ozpetek!!!! Gran bel film corale, grandi mangiate come vuole la tipica tradizione siciliana. Rivelazione: Scamarcio! Non particolarmente brillante ma molto credibile. Il film un pò stereotipato in certi punti ma sa riprendersi subito con la storia piena di momenti che fanno riflettere e altri surrealmente comici da farti ridere di gusto. Dopo Le Fate Ignoranti e Saturno Contro ritornano le grandi emozioni. Bravi bel film

  • Gaetano scrive:

    Il film non mi è affatto dispiaciuto: molti sono i momenti esalaranri e godibilissimi (amici gay, il ruolo di Lunetta che io amo, Elena Sofia anche molto carina). A parte gli intermessi comici, il film è vero è un pò stereotipato, ma diciamoci la verità, al giorno d’oggi la situazione (specie al Sud, ma non solo) è veramente questa; quindi non li chiamerei tanto stereotipi, ma realtà (purtroppo).
    Riccardo mi è rimasto un pò lì, alquanto anonimo, personaggio non molto definito. Anche il personaggio di Nicole è strano e quasi inutile allo sviluppo narrativo; inoltre non si capisce, o almeno io non l’ho capito, perchè verso la fine, Riccardo guarda sempre Nicole e il fidanzato (di lui) mentre parlano, mentre si guardano. Persino nella scena finale, ballano insieme e lui se ne sta in disparte (anonimo come la sua interpretazione). Alessandro Preziosi, peggio che peggio, però credo che questa sia un mio odio personale. Ennio, vabbè è una garanzia. Sono rimasto anche molto scioccato in postivo dalla duttilità professionale di Daniele Pecci (calato perfettamente nel personaggio, a differenza dei fratelli gay).
    La soria ti lascia con l’amaro in bocca, e con la sensazione di disillusione abbastanza grande: sottolineato dal personaggio della nonna (bravissima anche lei) che rinuncia comunque a lottare, forse perchè non ne è mai stata in grado! Forza che non trova nemmeno Tommaso, perchè infatti alla fine non riesce a fare il tanto sospirato coming out, ma si limita a rivelare solo la sua passione per lo scrivere. Risate gag e comicità, che lasciano intravedere una luce sfocata di tristezza e remissività.
    Meravigliosa la sceneggiatura, la fotografia, i colori, gli odori, i suoni e il dialetto pugliese e le immancabili tavolate. Tutto sommato però credo che un 8- se lo meriti tutto!!!

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