Radu Mihaileanu ci parla del suo Concerto

Scritto il 8 febbraio 2010 @ 08:30 da Filippo Magnifico in

Venerdì scorso Il Concerto, ultima fatica di Radu Mihaileanu, ha fatto il suo ingresso nelle sale italiane. Se l’avete perso, e siete ancora indecisi sul da farsi, qui c’è qualcosa che potrebbe aiutarvi…

Venerdì scorso Il Concerto, ultima fatica di Radu Mihaileanu, ha fatto il suo ingresso nelle sale italiane. L’avete visto? Cosa ne pensate?

Se l’avete perso, e siete ancora indecisi sul da farsi, magari potrebbe aiutarvi l’interessante intervista al regista che trovate qui sotto. Si parla del film, di come riesca a fondere realtà e fantasia e delle cose che ha in comune con i precedenti lungometraggi:

Il Concerto racconta la storia di un direttore d’orchestra russo, che in epoca comunista viene allontanato per essersi rifiutato di licenziare i musicisti ebrei. Venticinque anni dopo l’uomo lavora ancora in teatro come custode. Deciderà di riscattarsi dalle umiliazioni con l’inganno, accettando un ingaggio per il teatro Chatelet di Parigi in realtà non destinato a lui. Qui trovate la nostra Recensione in Anteprima.

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2 commenti su “Radu Mihaileanu ci parla del suo Concerto”

Feed dei commenti di questo post

  • fiorella maffei scrive:

    Ho visto il film”il concerto” poche ore fa. posso dire che mi è proprio piaciuto.
    Mi ha coinvolto emotivamente nei suoi vari momenti. il regista ha un bel modo di raccontare, riesce a mettere nella storia vari stai d’ animo, come accade realmente nella vita. E’ un film vitale, sincero,e autentico. Mi piace il fatto che le varie differenze culturali, storiche e sociali narrate nel film, servano a ricondurre tutti alla loro umanità più profonda che, alla fine, attraverso l’universalità del linguaggio musicale, supera tutte le differenze per arrivare alla più autentica partecipazione emotiva.
    Unico difetto , se così si può chiamare, sta nel doppiaggio: non vedo perchè far parlare alcuni personaggi con un marcato accento russofono tanto da farli sembrare delle specie di Stanlio e Olio russi e trasformarli in ridicole macchiette. Ma si sà il doppiaggio è sempre un trucco,
    forse sarebbe meglio vedere i film in originale con i sottotitoli.

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  • a.tuttle scrive:

    Ho visto il film, bello, e sono anch’io rimasto sconcertato dal doppiaggio. I russi – seppur appartenenti alla comunità ebraica – parlano tutti come cretini con un accento ridicolo. Ho cercato informazioni in proposito e ho trovato un sito: http://www.asinc.it , dove gliene dicono quattro.

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Commenti

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