Regia: Mira Nair
Cast: Ewan Gordon McGregor, Mia Wasikowska, Hilary Swank, Richard Gere, Virginia Madsen, Christopher Eccleston, Joe Anderson
Durata: 111 minuti
Anno: 2009
E’ pane per i cronisti di cinema Amelia, un film assolutamente vuoto e privo del minimo interesse durante il quale vi sorprenderete più a volte a pensare ad altro, ma foriero di molti discorsi “a latere” sulla natura del contenuto (la storia di Amelia Earhart, prima aviatrice donna di gran fama, prima traversatrice dell’Atlantico donna e pioniera di mille avventure alate nonchè di una certa forma di femminismo), sulla sua attrice protagonista (Hilary Swank abbonata a ruoli di donne forti e qui anche produttrice), sul timing della scelta di portare al cinema una storia del genere (il ruolo delle donne nella società moderna) e via dicendo.
Tutto questo perchè il film non c’è. Non c’è nulla. Certo si raccontano dei fatti e anche una storia d’amore, quella tra Amelia e l’uomo che ne ha gestito l’immagine (che ad un certo punto viene suggerito essere una specie di precursore del concetto di pubbliche relazioni però poi tutto ciò non viene approfondito), ma senza capacità di convincere e avvincere.
Mira Nair, altrove molto brava a poggiare le sue storie sentimentali su un nulla che come una nuvola tiene in aria personaggi sospesi tra la ricerca di un’identità e l’esigenza di tenere salde le proprie radici, qui sembra in vacanza. La sua Amelia Earhart è un campionario di banalità e di femminismo esibito che non diventano mai sostanza rimanendo immagine su schermo, cioè non riesce mai a proiettare fatti accaduti negli anni ’20 e ’30 nell’era moderna a farne metafora o allegoria.
Amelia è un film tutto costumi d’epoca, luci al tramonto sui volti sempre intensi e sempre in primo piano degli attori, dove la grande sfida alla società (che non accetta una donna così libera, potente e avventurosa) e agli elementi della natura (riuscire a volare sempre più lontano) non prende vita nemmeno quando l’aereo rischia di schiantarsi per problemi di comunicazione con la portaerei militare, rimanendo una dichiarazione buttata là, un’intenzione più che un’attuazione.
Amelia è un film truffa. Promette qualcosa che non dà.
Polpettone prodotto da Hilary Swank per se stessa e la propria carriera, svarione di Mira Nair o buon melodramma in costume? Qui le altre critiche
Google+




Feed RSS
YouTube

Parole sante: fin da quando ho visto il primo trailer(sia quello originale che italiano dove magicamente scompare la figura dell’amante di lei, interpretato da McGregor, che deve stare proprio antipatico ai distributori italiani visto che pure nel trailer italiano dello splendido MEN WHO STARE AT GOATS, la sua presenza è ridotta al lumicino, pur essendo di fatto il protagonista di quella pellicola=_=)mi sapeva di polpettone hollywoodiano, grondante luoghi comuni di ogni genere.
Che il film possa piacere all’Academy non mi meraviglia: una simile roba, che gronda sogno americano da ogni poro, è pane per i loro denti.
Spiace vedere attori come la Swank e McGregor coinvolti in una roba simile, Gere invece è proprio adatto, la solita faccia da “seduttore/romanticone”, a cui mi viene voglia di tirare addosso un vaso: dio mio ha ormai 60 anni e gioca ancora a fare l’ufficiale gentiluomo=_=.
La Swank, a mio parere, a parte tre performance(ovvero Black Dahlia, Boys Don’t Cry e Million Dollar Baby), per quanto brava, resta un’attrice molto sopravvalutata(continuo a pensare che 2 oscar siano troppi)e un’operazione del genere, magari le frutterà un’altra nomination, ma mi auguro di no, è inguardabile: lei e Gere non funzionano per nulla come coppia idem lei e McGregor, difatti c’è pochissima alchimia.
Lo stesso attore scozzese pare sforzarsi di provare un’attrazione che non prova, il sorriso è forzatissimo quando la guarda, ma pure quello di lei: sembrano due pesci fuor d’acqua.