L’isola delle coppie, la recensione in anteprima

Scritto il 30 ottobre 2009 @ 11:31 da Gabriele Niola in Recensioni, Visti un po' prima

Couples Retreat Poster UsaRegia: Peter Billingsley
Cast: Kristen Anne Bell, Malin Akerman, Jason Bateman, Vince Vaughn, Jon Favreau, Jean Reno, Ken Jeong, Kristin Landen Davis, John Michael Higgins, Faizon Love, Kali Hawk
Anno: 2009

Una volta Vince Vaughn era un anarchico, uno di quegli attori votati a portare caos, abbonato a ruoli di personaggi solo apparentemente inseriti nel sistema ma pronti a scardinarlo da dentro non per ideologia ma a proprio uso e consumo. E’ stato anche un fantastico Norman Bates per Gus Van Sant. Ora invece è un marito dalla fedeltà incrollabile che va su un’isola haitiana per far piacere ad un amico e subire comiche disavventure.
Già Tutti insieme inevitabilmente aveva cominciato questo percorso anche se poi il film aveva un doppio livello di lettura interessante: da una parte normalizzava i suoi personaggi inizialmente devianti ma dall’altra quell’equilibrio di normalità finale veniva mostrato come posticcio e imposto, non realmente conquistato. Qui invece la metamorfosi è totale.

E con Vince Vaughn viene normalizzata anche Malin Akerman, ex modella svedese vista in ruoli distruttivi e maligni come in Lo Spaccacuori o 27 volte in bianco. Anche lei diventa una perfetta mogliettina innamorata, magari dubbiosa ma alla fine dotata di fede incrollabile.
Il film va avanti così, tra crisi leggere (delle 4 coppie protagoniste) e soluzioni all’insegna del grande amore, situazioni ironiche e solo leggermente screwball e poca comicità vera (a questo punto davvero era molto più divertente Tutti insieme inevitabilmente).
Sorvolerò su Jean Reno ormai pronto ad interpretare qualsiasi ruolo senza il minimo rispetto per i suoi nobili inizi.

Alla fine il problema vero di L’Isole delle coppie è che non riesce ad essere ciò che vorrebbe, ovvero una commedia tranquilla e divertente che pone diverse coppie in un contesto diverso dal solito scatenando comici equivoci. Non c’è il divertimento spicciolo e nemmeno quello graffiante, non solletica il cervello nè tantomeno la pancia. Vince Vaughn ha invocato Una notte da leoni dell’amico Todd Philips per spiegare cosa voleva da questo film, ma siamo veramente anni luce lontani, non solo perchè il film non è così divertente ma soprattutto perchè non osa in niente.
Si disse tanto all’epoca dell’uscita di Vicky Cristina Barcelona di come fosse un prodotto commerciale commissionato dal comune di Barcellona, vedendo questo anche i più resistenti non potranno non capitolare e ammettere che i prodotti commerciali ad uso e consumo di una località sono altri!

Vera commedia spensierata o solo prodotto alimentare senza una punta d’originalità? Qui le altre critiche

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