Fa’ La Cosa Sbagliata, la recensione in anteprima

Scritto il 27 agosto 2009 @ 15:53 da Gabriele Niola in

A metà degli anni ’90 un ragazzo e uno psichiatra entrambi bisognosi di crescere uniscono le loro solitudini per ammorbare gli spettatori

The Wackness Poster USA3Regia: Jonathan Levine
Cast: Ben Kingsley, Famke Beumer Janssen, Josh Peck, Olivia Thirlby, Mary Kate Olsen, Jane Adams, Clifford Method Man, Aaron Yoo
Durata: 99 minuti
Anno: 2009

Fa’ la cosa sbagliata, rimanda al titolo del più famoso (e più bel) film di Spike Lee, riprendendo una frase (e un concetto) del film, cioè l’invito a fare le cose sbagliate, perchè insegnano e sono importanti quanto quelle giuste. L’invito arriva ad un ragazzo giovane spacciatore, sfigato e amante del rap da uno psichiatra che gli compra l’erba in cambio di sedute e che ha anche lui bisogno di fare i conti con se stesso e in un certo senso di crescere, cioè progredire, andare avanti e superare la situazione in cui si trova.

Un ragazzo e un uomo-ragazzo che si confrontano con i temi del rapporto dell’uomo con la sessualità e della crescita mentre fanno la cosa sbagliata, cioè spacciano droghe leggere (si perchè ad una certa ci si mette anche lo psichiatra) nella New York del 1994, cioè quella dell’era Giuliani e della sua politica di tolleranza zero, atto che perpetrato per un nobile scopo (aiutare la propria famiglia) da un ragazzo e un adulto proprio in quel contesto di particolare oppressione legislativa assume un significato tanto preciso nell’accusa quanto poi vago nello sviluppo di questa.

Mai rivalutazione di un’epoca fu così facile e all’acqua di rose. Anche Brizzi si è impegnato di più! Ragazzi che si dicono tra loro “Ehi con questi capelli sembri Brandon nell’ultima puntata di Beverly Hills!“, che ascoltano Notorious B.I.G. e taggano vetrate e strade di Manhattan. Fine. Lo scenario è questo, non c’è un’elaborazione del significato di quel periodo e delle tensioni che si vivevano che vada più in là delle critiche al sindaco e i muri con i graffiti con la faccia di Cobain. La depressione giovanile è appena accennata, la sottocultura rap affrontata unicamente di striscio (“Yo brother!”), si evocano solo le cose più superficiali, cioè il mondo vissuto negli anni ’90 e non il significato che quel mondo ha avuto e può avere visto oggi.

Il film più propriamente detto invece continua ad ammorbare lo spettatore con il racconto di una crescita mal riuscita, noiosa e che deve passare attraverso il dolore sentimentale del ragazzo e morale di chi guarda.
Intendiamoci, uno spettatore particolarmente sentimentale e particolarmente in vena di lasciarsi coinvolgere da una storia di ordinaria sofferenza amorosa nella quale è facile rispecchiarsi può anche rimanere soddisfatto. Ma ciò non leva che Fa’ la cosa sbagliata è un filmetto che sogna di essere più grande di quello che è.

Siamo davvero pronti al revival degli anni ’90? Non dovremmo almeno lasciar finire quello degli anni ’80? Ole due cose si possono mischiare? Qui le altre recensioni. Yo!

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1 commento su “Fa’ La Cosa Sbagliata, la recensione in anteprima”

Feed dei commenti di questo post

  • ” fai la cosa sbagliata” un buon film…la critica gli da tre stelle ne meriterebbe quattro, il film non è compiuto anche perchè tocca piu temi non facili da trattare, la libertà come i giovani la vivono in una società limitata nei valori , problemi esistenziali della vita nel rapporto sessuale, la sessualità dei giovani e i sui limiti, in tutto il film traspare il rapporto con la società e i sui messaggi di cui quella e questa genarazione deve farne conto, il film è bello perchè piu di altri cerca di portare in celluloide la realtà riuscendo a raccontare la vita e i suoi problemi …..la recita di kingsley è molto buona fino a far vivere in modo grottesco le sofferenze, il ragazzo recita bene in modo naturale.bravo anche lui…il film avrebbe avuto bisogno di un approfondimento sia per il passato ,società e movimento hippy, sia per il mondo giovanile e un approfondimento sull’esistenza visto che è il piatto forte,. il film a un certo punto sembra scappare, finisce bene per il ragazzo con una maturazione anche se il ritorno allo studio risulta un pò scontato fuggendo dalle problematiche che il film aveva posto, ottima la fotografia ,ottima l’atmosfera

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