Harry Potter e il Principe Mezzosangue, la recensione in anteprima

Pubblicato il 10 luglio 2009 di Gabriele Niola

Harry Potter e il principe mezzosangue Poster InternazionaleRegia: David Yates
Cast: Daniel Radcliffe, Rupert Michael Grint, Emma Watson, Helena Bonham Carter, Alan Rickman, David Thewlis, Robbie Coltrane, Hero Fiennes-Tiffin, Michael Berendt, Jim Broadbent, Michael Gambon, Tom Felton
Durata: 153 minuti
Anno: 2009

Che io poi ad un certo punto mi ci ero anche appassionato alla saga di Harry Potter. Non avendo letto i libri in alcuni film sono riuscito a trovare quel fascino oscuro che ci avvince alle storie fantastiche, sono riuscito a trovare quell’ansia per la scoperta dei misteri che è alla base di tutto. Ma solo in alcuni film e di certo non in quello di Yates.

Purtroppo sarà lui a dirigere anche i prossimi (e ultimi due) quindi dovremo sorbirci un viraggio sul blu costante, scene tagliate con l’accetta, recitazione arrancante e un’idea del ritmo sotto le scarpe. Questo Harry Potter e Il Principe Mezzosangue in particolare dura 150 minuti, buona fortuna!

Il tema principale è il rimpianto e la necessità di riscattare il passato. Contrariamente alle altre volte è trattato in maniera meno marcata perchè più spazio viene lasciato alle avventure sentimentali dei giovani maghi, avventure che nonostante possano fregiarsi dell’uso di espedienti quali filtri d’amore risultano più mosce che mai. Bruttissimo comunque il momento in cui Harry Potter scopre che il libro che legge gli insegna cose pericolose e rinuncia a leggerlo. Rinuncia a sapere per una scelta di supposta “sicurezza”. Buttissimo.
Stavolta con un colpo di teatro l’insegnate di difesa contro le arti oscure diventa Renato Zero Severus Piton (quindi è il nemico principale) perchè il professore nuovo arrivato prende il suo posto come insegnante di pozioni per esigenze di trama (si tratta di uno straordinario Jim Broadbent capace di supplire anche alla pessima direzione degli attori di Yates).

La trama generale avanza di pochissimo continuando ad introdurre invece che affrontare e sebbene verso la fine ci sia un colpo di scena, si avverte molto come non sia successo nulla in realtà, lasciando che quelle due ore passate a guardare immagini blu e virtuosismi, che tali non sono perchè frutto di aiuti digitali, sembrino veramente sprecate.
Il problema è che Yates adatta male! Sorvola su tutte le cose davvero avvincenti (le magie, i filtri, i segreti del libro del principe mezzosangue…) fermandosi invece sugli elementi più banali, quelli che in sostanza non sono tipici della saga ma riscontrabili in qualunque altro film. E non riesce nemmeno, come gli altri registi, a svincolarsi da Il Signore Degli Anelli quando è il momento di mettere in scena le parti lotta magica.

Cosa rende Harry Potter quello che è? La magia? Le storie di formazione? Il racconto dei misteri? Il fascino della predestinazione? Qui le altre recensioni.

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