La Donna di Nessuno, la recensione in anteprima

Scritto il 22 giugno 2009 @ 12:19 da Gabriele Niola in

Un triangolo amoroso, una morte e un giro di prostituzione d’alto bordo scandiscono un film francese che ha molto di italiano. Del peggior cinema italiano.

La donna di nessuno Poster Italia 02Regia: Vincenzo Marano
Cast: Laurent Lucas, Hélène De Fougerolles, Thierry Frémont, Candice Hugo, Anna Galiena, Christine Citti, Bernard Verley
Anno: 2009

Dalla Francia ci arrivano talmente tanti bei film che ogni tanto è un piacere scoprire che pure loro hanno delle pecore nere impresentabili, che anche loro producono, immettono sul mercato e addirittura mandano all’estero prodotti inguardabili. Peccato però che il prodotto inguardabile in questione porti la firma di un nome italiano.

Vincenzo Marano, già direttore della fotografia e regista per la televisione ha lavorato più che altro in Francia (in Italia ha partecipato a poche cose come Paparazzi), dirige ora un film dalle alte aspirazioni, dalle atmosfere rarefatte, dal forte simbolismo e dal complesso intreccio. La volontà di mirare alto però si scontra con una serie infinita di problemi che impediscono al film di essere quello che il suo autore vorrebbe.

La recitazione innanzitutto, molto poco credibile e poco coinvolgente che va di pari passo ad una sceneggiatura che mette in bocca ai personaggi parole che in un attimo creano effetti di ridicolo.
La Donna di Nessuno cade infatti in una delle trappole più frequenti del cinema che vuole essere alto, la pretesa di regalare intensità alle scene semplicemente imponendola. Silenzi, dialoghi allusivi e sguardi “profondi” non possono bastare, specialmente quando manca un preciso meccanismo di costruzione di quest’intensità.

La Donna di Nessuno, per dirla in parole povere, non riesce a procedere in maniera virtuosa rimanendo un passo indietro rispetto alle proprie aspirazioni e per questo mancando tutti gli appuntamenti di scene madri, agnizioni, svelamenti e risoluzioni dell’intreccio.
La trama gialla (se così si può chiamare) non appassiona nè tantomeno ci riesce il triangolo amoroso messo in scena, un batti e ribatti con il quale non c’è la minima empatia.

Anche Anna Galiena, storicamente un’attrice brava solo se ben diretta, sembra totalmente spiazzata e fuori parte, incapace di incidere come sappiamo sa fare, e incapace di prendere le redini di un personaggio che sulla carta potrebbe essere il più complesso ed interessante del film.

E’ solo un’impressione o i francesi hanno e fanno un cinema migliore del nostro? I prodotti che esportiamo sono di valore uguale a quelli esportati da loro? Qui le altre critiche

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