I Love Radio Rock, la recensione in anteprima

Scritto il 3 giugno 2009 @ 15:12 da Gabriele Niola in

Romanzando la vera storia di Radio Caroline, I Love Radio Rock ha tutto quello che serve per intrattenere con gusto e divertimento

Regia: Richard Curtis
Cast: Philip Seymour Hoffman, Gemma Arterton, January Jones, Emma Thompson, Bill Nighy, Jack Davenport, Kenneth Charles Branagh, Nick Frost, Rhys Ifans
Durata: 129 minuti
Anno: 2009

Bisogna fare attenzione perchè I Love Radio Rock uscirà in poche sale e probabilmente per poco tempo. La Universal ha deciso così.

Eppure I Love Radio Rock non solo è un film molto carino ma è anche un instant classic della ruffianeria. Raccontando la storia di Radio Rock (in realtà ispirata a quella vera di Radio Caroline) che negli anni ’60 trasmetteva rock da una nave al largo delle coste britanniche perchè farlo dal territorio era illegale, il film mette in scena la metafora della rivoluzione culturale di quegli anni. La lotta banalmente libertaria che si combatte nel film tra speaker hippie e fascinosi che godono del consenso di tutti gli strati della popolazione e governanti grigi e antipatici è quella dell’utopia contro il realismo. Però nel film ci piace l’utopia.

Quell’utopia poi è sostenuta da tutto il comparto mitopoietico della sua epoca. Dalle canzoni immortali degli anni ’60 (c’è qualche anacronismo, qualche pezzo che nell’anno in cui è ambientato il film ancora andava scritto, ma lo si perdona), dai topoi delle groupie, del sesso libero e del vivere secondo dettami anti-borghesi. Su tutto poi regna la musica inserita come tappeto in momenti strategicamente sentimentali o di fomento.
Richard Curtis si danna l’anima per accattivarsi il pubblico, per dargli quello che sa piacergli e per confermare i suoi sogni di libertà, di fantasia al potere ecc. ecc.

Non ha nessun intento “serio” quindi il film se non quello di intrattenere con umorismo (azzeccato) e ritmo (buono) e di farlo bene, che non è mai facile. Divertimento con stile, pacche sulle spalle dello spettatore e abbracci pacificatori. Quando si esce si vuole fondare una radio indipendente.

Cinema disimpegnato o vero modo di veicolare messaggi al grande pubblico che vede film? I Love Radio Rock riduce agli elementi essenziali le idee degli anni ’60, ma le tradisce anche? Qui le altre critiche

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