Una Notte Al Museo 2, la recensione in anteprima

Scritto il 20 maggio 2009 @ 16:55 da Gabriele Niola in

Più animali, più effetti, più statue animate, più opere d’arte e sostanzialmente più noia per il sequel molto poco divertente di un film carino

Una Notte al museo 2Regia: Shawn Levy
Cast: Ben Stiller, Amy Adams, Owen Wilson, Bill Hader, Hank Albert Azaria, Steve Coogan, Robin Williams, Alain Chabat, Eugene Levy, Jon E. Bernthal, Christopher Haden Guest, Ricky Gervais, Jonah Hill
Durata: 105 minuti
Anno: 2009

Un vero bel film non è mai politico. Anche quando vuole esserlo. Perchè la sua essenza di grande capolavoro ci parla al di là di qualsiasi messaggio didascalico che, inevitabilmente, sarà più superficiale e destinato a svalutarsi nel tempo, di significati artistici.
I brutti film didascalici invece sono sempre politici. Anche quando non vogliono esserlo.

E’ il caso di Una Notte Al Museo 2, che non solo non riesce ad arrivare al livello (comunque non alto) del primo ma assecondando quella filosofia hollywoodiana per la quale “l’unico modo per fare un sequel è prendere gli elementi vincenti del primo e moltiplicarli in varietà, quantità e dimensioni”, sfora in un film didascalico e dalla trama troppo esile.

Se la mancanza di divertimento autentico ed originale genera solo noia, è invece il modo in cui il film di Shawn Levy rilegge la storia americana e per proporla al suo pubblico (presumibilmente molto molto giovane) a dare l’idea della lezione di storia conservatrice.
Nel museo si animano diverse statue, opere d’arte e ovviamente personaggi storici. Si muovono, parlano ed agiscono secondo la loro (presunta) personalità Teddy Roosevelt (come nel primo film), Abramo Lincoln, il generale Custer e altre figure meno possenti ma ugualmente note dell’America della storia recente al pari di nomi del passato.

Gli schieramenti sono però molto chiari. Da una parte (quella buona) l’America tutta: dal protagonista, ai presidenti, fino al generale Custer (un po’ cretino perchè la storia gli ha dato torto ma in fondo tanto buono) e anche ai neri (ma in secondo piano); dall’altra il male: cioè le principali figure storiche del resto del mondo da Ivan Il Terribile, a Napoleone fino all’italoamericano Al Capone. Tutti sotto un inventato Faraone egizio.
I presidenti salveranno tutti e daranno anche la morale alla favola a stelle e strisce.

Unico atto di insurrezione a tutta quest’esaltazione americana, che però suona come una vittoria di Pirro, è il provincialissimo doppiaggio italiano che non solo utilizza senza remore i dialetti ma si prende anche l’onere di cambiare intere frasi o dialoghi inserendo riferimenti spiccioli a fatti di attualità tutti nostri. Napoleone parla come Berlusconi e il generale Custer cita Melissa P., tutte cose assolutamente non comprensibili ad un pubblico preadolescenziale. Gli unici che le capiscono sono quelli che non vorrebbero farlo.

Intrattenimento che non intrattiene o insegnamenti che non insegnano? Se il cinema deve insegnare qualcosa questo qualcosa devono essere le nozioni? O cosa? Qui gli altri pareri.

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17 commenti su “Una Notte Al Museo 2, la recensione in anteprima”

Feed dei commenti di questo post

  • Spider-man scrive:

    Gabriele
    Ti sei dimenticato che dalla parte dei buoni c’è anche il centurione romano.
    Ecco lo sapevo che il doppiaggio italiano l’avrebbe sciupato,già dagli spot tv si capiva che avrebbero sciupato il film.
    Napoleone che parla di un parenta riferendosi a Napoleone.Il centurione che dice “Oh Santo Totti proteggeme tu”.Ma poi perchè ci devono essere i dialetti italiani per francesi,egiziani o altri.

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  • quelli come il centurione (e anche Gengis Kahn) sono buoni perchè sono saltati sul carro degli americani che sono stati i vincitori nel primo episodio dove loro erano (ovviamente) cattivi.
    Il punto dei dialetti che anche io li critico ma poi, non so se a te è mai capitato, quando vado in sala la gente si sbeliica alle battute (non divertenti) in dialetto. Chi ha torto a questo punto? Io continuo a pensare loro ma sono sempre più in difficoltà…

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  • Spider-man scrive:

    La colpa è di questi nuovi doppiatori.
    Nei film vecchi i doppiatori casomai cambiavano qualche battuta per far ridere,ma non si mettevano a parlare in dialetto.
    Come in Frankenstein Junior,quasi tutte le battute sono state doppiate perchè noi non avremmo mai capito l’umorismo yiddish o yeddish(non so come si scrive) di Mel Brooks.Però non si sono messi a doppiare Igor,scusa ho sbagliato Eyegor,in napoletano o siciliano.
    Posso capire il centurione che parla romano,passi anche Al Capone che parla siciliano,intanto ormai ciò fatto il callo a sentire i mafiosi italoamericani che parlano in siciliano,ma sentire gli stranieri che parlano i dialetti italiani no.
    Già hanno sciupato i film di Stephen Chow con i dialetti.Poi non sopporto gli stranieri nei cinepanettoni che parlano italiano con i dialetti.
    Però non capisco se sono i traduttori che si divertano a cambiare le battute,oppure se sono i doppiatori che si divertono ad improvvisare,per me resterà un mistero.

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  • luca scrive:

    DOPPIAGGI E DOPPIETTE…
    Cosa hanno fatto anni fa a IL SACRO GRAAL dei monty pyton…cambiando completamente il senso a quel film!
    e poi sono rimasto scandalizzato dal doppiaggio dell’ ultimo indiana jones..in lingua originale..e sottottolato le battute sono molto piu coplete e alcune differenti e decisive per la sceneggiatura….il punto piu basso poi si tocca con la battuta “e tu non dovresti essere un professore?” e dal piu facile e ironico “part time” si e’ optato per un idiota “qualche volta…”
    che dio abbia in gloria Pino Locchi, Claudio Capone, Ferruccio Amendola, Oreste Rizzini, Oreste Lionello….che proteggano loro le parole del cinema……in questa valle di stolti..

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  • ti avverto che molti degli illustri estinti che elenchi sono stati i principali responsabili degli scempi di doppiaggio che elenchi anche tu. Ad esempio a Lionello e solo a lui è imputabile il disastro provinciale e arrogante di Mony Python e il sacro graal.

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  • Spider-man scrive:

    Gabriele
    Nel Sacro Graal purtroppo c’erano tutti quelli del bagaglino a doppiare il film,infatti se c’hai fatto caso puoi sentire Pippo Franco che fa quel vecchio che ostruisce il ponte e fa l’indovinello ai cavalierei.
    Poi hanno sciupato il Senso della vita ridoppiandolo,C’era una volta in America togliendo il grande Ferruccio Amendola e mettendo se non sbaglio il nuovo doppiatore di De Niro che oltraggio.

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  • Marco scrive:

    Ma scusa, se è un film per ragazzi, che t’aspettavi? Una critica feroce al sistema come in Tropic Thunder??
    Quello che c’è è fatto bene. Personalmente non mi piace quando si esagera con l’adattamento “all’italiana” (come nell’esempio di cui sopra dei film di Chew) ma quello qui presente tutto sommato non è disprezzabile, a parer mio: in qualche modo dovevano pur renderle certe cose.
    Noto comunque un bel po’ di confusione fra i lavori di traduzione, adattamento e doppiaggio, nei commenti…

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  • mi aspettavo che non lasciassero passare l’idea che i buoni sono gli americani e il resto sono i cattivi della storia.

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  • petta lienell osra’ del bagaglino maera’ anche un grande doppiatore …ma nel sacro graal c’e stato una sistematica uccisione del film…(e una cazzata seppure l’ha fatta anche lui)…ma adesso prima di dire altre eresie sul buon orste prova a guardare un film con woody allen…e dimmi che pensi…lo stesso allen complimentandosi con lui piu una volta dichiaro’ che le sue interpretazione rendebano il doppio con il doppiaccio di lionello….qui si sta a sindacare sullo scempio da popolino che si sta facendo negli ultimi anni..frutto della contaminazione nazional popolare protratta non solo nei media ma anche nella vita normale..in italia non c’e’ piu uno che fa il suo mestiere..
    allora la velina diventa attrice o doppiatrice .vi ricordate si la uziker con mafagasca..io ancor aho i brividi… non c’e rispetto per chi sul serio fa un lavoro come il doppiaggio o la recitazione un lavoro serissimo..e di cultura…e questa strappone generation sta sfanculando un arte …e il cinema stesso

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  • Oreste Lionello era il responsabile del doppiaggio e dell’adattamento. E’ noto che sia sua responsabilità.

    Ad ogni modo non è mia intenzione disquisire su Lionello o su quello che ne dice Allen (ma che ne può dire poi?? Mica può andare nei cinema italiani non doppiato, quello ha e quello si tiene, tanto vale fomentare l’idea che sia meglio dell’originale!). Ma sul fatto che di adattamenti stupidi se ne sono sempre fatti e non è certo una tendenza moderna.
    Negli anni ’30 cambiavamo tutti i nomi dei personaggi italianizzandoli (Francesco, Roberto, Daniela, Anna…) assieme a nomi di città (Nuova York) e altre parole non italiane. Negli anni ’60 cambiavamo i titoli (Non drammatizziamo è solo una questione di corna invece che Domicile Coniugal di Truffaut) e nei ’70 abbiamo cominciato anche ad inserire i dialetti.
    Ora da un po’ si inseriscono frasi e temi d’attualità.
    Non mi sembra la degenerazione dei tempi ma l’evoluzione provinciale di una cosa già di per sè provinciale come il doppiaggio.

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  • Spider-man scrive:

    Lionello è stato bravo anche a doppiare Il grande dittatore.

    Un’altro sciempio fatto dai doppiatori è stato quando la Rai ha ridoppiato i noir anni 30 come Il grande sonno o Il mistero del falco.Quei doppiaggi non gli ho mai sopportati.

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  • luca scrive:

    mah! che devo dire…la rassegnazione non mi sembra certo un opzione da tenere in considerazione, cio’ che e’ vero e’ che il degrado delle voci del cinema e’ molto piu marcato adesso….e se a questo degrado vogliamo inserirci l’evoluzione dei tempi, l’origine della specie, Darwin e anche la deriva dei continenti inseriamola pure, ma resta il fatto che mi sembra una paraculata colossale…il degradro o la decadenza e’ palpabile anche nel nostro cinema, un attore doveva sapere l’italiano, almeno senza influenze dialettali (la fantomatica dizione) in tutti gli strati del cinema, ovvio che laddove le ambientazioni e le situazioni da film a film rendevano necessarie caratterizzazioni piu forti e piu marcate il discorso dialetto o influenza dialettale diventava necessaria, ma a oggi anche un film con temi ” universali” sono pieni di attori con forti cadenze e accenti pesanti tanto da rendere “provinciali” anche progetti importanti…il cinema italiano del resto si va esaurendo nella logica del nepotismo, allora i figli di steno fanno film (film?) il figlio di gasmam e’ un grande attore….stesso vale x tognazzi, amendola…vado avanti?…e’ un processo trasversale che anticamente era frequente il tempi giosi e luminosi come il medioevo, dove la liberta’ di parola era discutibile, le restrinzioni religiose erano all’ordine del giorno, c’era il feudatarismo, il nepotismo..occazzo…ma oggi e’ tanto diverso?
    Poi pero’ chiamiamolo l’evoluzione delle cose anche se qui si parla di involuzione… di non evoluzione..ma di abbassamento della soglia di comprensione, ai bambini gli si parla in modo semplice per educarli…allora rieduchiamoci a questa nuova era di sgallettate nani comici e cantanti..(come dite veline al governo? bondi alla cultura? il parlamamento e’ una cazzata?) a e’ vero… siamo in piena evoluzione……
    che dire..”godiamoci una decade di decadenza”

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  • nessuno cita darwin, nessuno la inserisce nell’evoluzione dei tempi.
    Il doppiaggio è una cosa provinciale e con il tempo lo diventa sempre di più, mentre il cinema non è mai stato provinciale in sè e se oggi prevede film o attori o registi provinciali non mi sembra una novità. Inutile citare i grandi del passato, occorre citare i pessimi del passato, i film orrendi e stupidi degli anni ’50, ’60 e ’70. Ma quelli, giustamente, non li ricorda nessuno e sembra che ci fossero solo capolavori.

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  • luca scrive:

    certo il trash degli anni 70 e’ diventato di culto..
    citare cattivi registi…ed wood? e’ piu cattivo regista della storia no? i b movie trash della hammer…da buttare… non so se e’ dietrologia ma in un epoca dove mi si propone terminator 4 /5/6 il ramake praticamente di ogni cosa…credo sinceramente che se c’e’ un punto basso nella storia del cinema…ci stiamo proprio sopra adesso..prima anche il trash e’ figlio della sperimentazione povera, poi i peggior registi portavano lostesso il loro contributo a un affresco di cinema che vivea di idee originali,,ma ora siamo in piena stragnazione da crisi ,,credo se si deve fare autocritica si debba partire da quello che abbiamo fra le mani, vuoi cattivi registi? Armando de Ossorio, lochiamamiamo un cattivo regista…ma gurdati i nazgul di peter jackson…e confrontalo con i suoi templari ciechi http://www.youtube.com/watch?v=xKb8DU7DmIY
    o guardati il cinema di Armando Crispino (considerato trash) e dimmi dove dario argento ha preso il triller …o il buon ghost busters non e’ forse frutto dei film di abbot e costello?,,,,la questione e’ che il trash comunque aveva idee geniali, o spunti degni di citazione…ora con il rifacimento ..con l’appiattimento col provincialismo dove si vuole arrivare?…
    e per favore non dire che ora e’ meglio..

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  • tu stai citando il trash di valore io parlo del cinema brutto per davvero. Parlo dei cloni di bud spencer e terence hill, dei film con il fratello di sean connery, delle commedie con silva coscina inguardabili, dei peggiori (e non migliori) musicarelli, della degenerazione della commedia italiana con lo sfruttamento dei brand come pane amore e… e via dicendo, dei seguiti più o meno autorizzati con attori di terza fascia di poveri ma belli, dei melodrammi non-matarazziani nati dal successo di matarazzo e via dicendo. Si producevano circa dieci volte i film che si producono oggi e se sono tanti quelli valevoli non oso immaginare quanti fossero quelli orrendi.

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  • [...] “…non solo utilizza senza remore i dialetti ma si prende anche l’onere di cambiare intere frasi o dialoghi inserendo riferimenti spiccioli a fatti di attualità tutti nostri. Napoleone parla come Berlusconi e il generale Custer cita Melissa P., tutte cose assolutamente non comprensibili ad un pubblico preadolescenziale. Gli unici che le capiscono sono quelli che non vorrebbero farlo.” screenweek.it. [...]

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  • OLINDO scrive:

    …ah immaginavo ke non ci fossero nella versione americana tutte queste battute su berlusconi italiani..brandon..maradona e napoli…. be però le ho trovate abb carine…. io cmq ODIO i doppiaggi in dialetto….però era ancora moderato a par mio…. per esempio da amante dei pyton’s ho ODIATO “mp e il sacro graal” doppiato da quelli stolti del carosello… ma che centrava? nulla!!!!!! lo hanno mortificato quel film…..

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Commenti

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