Thor: lo sceneggiatore rivela nuovi dettagli in un’intervista!

Scritto il 30 maggio 2009 @ 20:53 da peter in

Ashley Miller parla del lato dark del dio del tuono e di come sentiremo ogni osso scricchiolare durante i combattimenti. La pellicola diretta da Ken Branagh arriverà sugli schermi da maggio 2011…

CineFOOLS è riuscito a intervistare Ashley Miller, uno degli sceneggiatori di Thor, il nuovo progetto Marvel che Kenneth Branagh dirigerà entro qualche mese per un’uscita annunciata il 20 maggio 2011.

Ecco a seguire gli highlight dell’intervista:

Nello scrivere Thor il vostro approccio è stato quello di scrivere un film basato sui fumetti o un fantasy?
Non sono sicuro di accettare questa distinzione. La risposta è semplicemente sì, Thor è un film tratto da un fumetto e si basa sulla premessa della Marvel: cioè che il protagonista è un super eroe. Ma ci sono davvero diversi elementi fantasy. È il dio del tuono, dopotutto. E’ difficile lavorare sul personaggio senza entrambi gli elementi.

La sfida più grande per Thor è proprio questo mondo dell’aldilà, pieno di dei. Come lo avete reso credibile e legato al realismo dei film Marvel?
I poteri di Thor sono quelli di un dio. E il suo codice postale è abbastanza diverso. Ma alla fine, è anche un uomo. Nei fumetti Odino lo manda sulla Terra perché non è perfetto. È arrogante e troppo superbo. Conosciamo bene questo tipo di persona – alcuni di noi lo sono stati. Il genio di Stan Lee è stato quello di dare a Thor una storia emotiva nella quale possiamo identificarci. […] la sfida è quella di drammatizzare la storia e far vedere agli spettatori quello che i fan hanno imparato a conoscere sul personaggio.

E per quanto riguarda il realismo… cosa vuol dire? Se lo standard è una cosa tipo: “si farà male alla schiena se lancia il suo martello con troppa forza”… allora probabilmente no. E’ un dio. Ed è incredibilmente forte. Può volare e lanciare fulmini. Ma sanguina anche e ha molte difficoltà. La vita lo colpisce dove fa più male. Da un punto di vista drammatico i poteri e Asgard sono un optional. Il marchio di fabbrica dei film Marvel è proprio il personaggio.

C’è stata qualche storyline di Thor che vi ha ispirato?
Ci sono state tante storie, certamente. […] Non direi però che ce n’è una specifica. Parte del nostro lavoro è stata quella di raccogliere tutte la varie storie sul personaggio, realizzate nel corso degli anni e distillarle in maniera giusta per un film di due ore. C’erano così tante cose da tenere in considerazione: l’ispirazione è arrivata da tutte le parti.

Come sceneggiatore, cosa hai voluto aggiungere ai personaggi della saga di Thor?
Premetto che non volevamo vedere un Thor dark come tanti film sui fumetti, però sentirete la rabbia di Thor quando è in collera. Volete vederlo combattere, darle di santa ragione e subire ancora di più. Volete avere una vera reazione in ogni cosa che gli capita. Non volete che le sue avventure siano troppo pulite e distaccate. Volete vedere la polvere, la sporcizia e il sangue. Volete sentire ogni osso scricchiolare nel momento del combattimento. E quando lui scatena la tempesta, volete sentire il potere di un dio al lavoro! Il migliore esempio che posso darvi è la fine di Ultimates 2, quando arriva Thor e fa piazza pulita. Non perde tempo… in quel momento c’è una certa brutalità e un realismo in Thor che io volevo espandere.

Per saperne di più sul film e sul cast ingaggiato da Ken Branagh, date un’occhiata alla nostra scheda:

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