Riunione di Famiglia, la recensione in anteprima

Scritto il 22 aprile 2009 @ 14:44 da Gabriele Niola in

Il ritorno di Vinterberg alle tematiche della famiglia smembrata, dieci anni dopo Festen, è noioso e monocorde, purtroppo incapace di lasciare il segno

Riunione di Famiglia poster ItaliaRegia: Thomas Vinterberg
Cast: Thomas Bo Larsen, Oliver Møller-Knauer, Ronja Mannov Olesen
Durata: 93 minuti
Anno: 2007

Thomas Vinterberg torna a parlare di famiglia, si è titolato così in lungo e in largo perchè l’autore di Festen tornava a dieci anni di distanza sul medesimo tema del film che l’aveva reso celebre assieme al movimento (??) Dogma.
In realtà con Festen e con il Dogma questo film non centra davvero nulla e nemmeno con quell’idea di famiglia. Si certo, si parla sempre di una famiglia sui generis, ma stavolta le divisioni sono esplicite e non mascherate, stavolta i segreti sono davvero tali e non noti a tutti sebbene non rivelati.

Lo dico subito, non amai Festen, lo trovavo cinematograficamente povero (sebbene continui a trovare alcune idee Dogma cinematograficamente ricche) e innovativo e graffiante solo a parole. Ma questo film è anche peggio. Ordinario al massimo, poco interessante nella trama e talmente lontano da una qualsiasi sperimentazione da risultare privo di un vero perchè.

Riunione di Famiglia appare veramente innocuo ad ogni tipo di analisi e per ogni tipo di pubblico. Unisce ricerca personale del protagonista a storia d’amore, guarda a sentimenti universali tirando in ballo storie particolari ma senza mai un guizzo nemmeno nelle immagini così pedissequamente curate.

E’ curioso però come von Trier e Vinterberg siano una specie di Godard e Truffaut al contrario. Come Godard anche von Trier è il duro e puro, quello più attaccato del compare alla rivoluzione che volevano fare (cioè ne ha introiettato le regole anche se va in deroga quasi sempre) e come Truffaut invece Vinterberg ad un certo punto ha tradito approdando ad un altro cinema.
Ma se nella coppia Nouvelle Vague la scelta di Truffaut fu vincente a tutti i livelli su quella di Godard (non solo ha fatto poi film migliori, ma ha influenzato di più il mondo del cinema, ha avuto più successo e oggi è più ricordato sia da esperti che da appassionati), nella coppia Dogma è la scelta di von Trier ad aver pagato decisamente di più.

La rivoluzione del Dogma è stata tale? A dieci anni di distanza cosa ci è rimasto davvero? Qui le altre opinioni

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