Focaccia Blues, la recensione in anteprima

Scritto il 6 aprile 2009 @ 16:32 da Gabriele Niola in

McDonald’s ha un punto vendita in tutto il mondo, tranne che ad Altamura. Lì si mangia la focaccia senza se e senza ma

Regia: Nico Cirasola
Attori: Dante Marmone, Luca Cirasola, Tiziana Schiavarelli, Lino Banfi, Michele Placido, Renzo Arbore, Eric Jozsef, Nichi Vendola
Durata: 78 minuti
Anno: 2009

Si può fare un documentario di finzione a partire dal fatto di cronaca vero, accaduto ad Altamura in Puglia più di 10 anni fa, di una focacceria che apre accanto ad un McDonald’s e lo costringe a chiudere? Si, e viene anche bene.

Focaccia Blues fa leva molto sulla filosofia Slow Food, su un blando sentimento anti-globalizzazione (ma poi i singoli franchise McDonald’s non sono di proprietà di imprenditori italiani locali?) e sul nazionalismo culinario nostrano, che è uno dei sentimenti più potenti nel nostro paese, per raccontare la storia del piccolo che vince sul grande grazie al cuore e alla tradizione. La forza però non è tanto in questo racconto, che ha il solo compito di conquistare in un attimo le grazie dello spettatore, ma più che altro in una fattura eccellente che riesce ad andare ben oltre l’idea della focaccia che sconfigge l’hamburger.

Il documentario unisce il racconto di ciò che successe a diverse interviste a gente del luogo (calzolai, fabbri, panettieri, macellai, pasticceri…) sul tema del senso di aprire un McDonald’s ad Altamura con una ministoria allegorica di un americano che arrivato in paese tenta di conquistare una bella locale e viene sconfitto dal potere della focaccia e dall’autenticità del prodotto (e del maschio) pugliese.

Di tutto ciò la cosa veramente bella è l’umorismo sottile, come esso è condotto, e quello che riesce a trapelare dalle molte interviste. Gente del luogo, commercianti ma anche famiglie, che parlando dell’arrivo e della dipartita del fast food americano lasciano trapelare un’incapacità di confrontarsi con la modernità disarmante.
A partire dai vocaboli utilizzati a sproposito e in maniera vacua, dalle locuzioni imprevedibili, dai racconti fuori dal tempo e dall’immaginario, ogni cosa ha quel sapore di locale e inesportabile (nonostante una parte a New York).
Il senso di morte che aleggia su questo mondo fatto di tradizioni e di resistenza ad ogni tipo di modernità è però sempre incombente. Il ciabattino è l’ultimo a fare il suo lavoro e il macellaio è il più vecchio di tutt’Italia (certificato!).

Dice bene la direttrice scolastica quando afferma che la globalizzazione è la tematica culturale principale del nostro tempo e sembra invece dire qualcosa di inadeguato quando afferma che solo essendo altamurani si può essere anche “mondiali”, poichè il McDonald’s accanto al focacceria ha dovuto chiudere, non era possibile che ci fosse spazio per l’uno e per l’altro insieme.

Contenuto interessante? Consiglialo!

10 commenti su “Focaccia Blues, la recensione in anteprima”

Feed dei commenti di questo post

  • Stelucky scrive:

    L’idea sembra interessante…

    Segnala

  • andrea scrive:

    E’ una storia molto bella, ma rimane un’idea. Girata con chiara amatorialità e pessima fattura. Come hanno fatto Banfi e Arbore ad accettare un lavoro che ha solo il dono di una cronaca divertente? Non è un film, ma uno scarso documetario.

    Segnala

  • credo per campanilismo e per quell’idea fascinosa di davide che vince contro Golia.

    Segnala

  • clara scrive:

    Sono nata e vivo ad Altamura e ci terrei ad informarvi che la storia del piccolo fornaio altamurano che sconfigge McDonald’s è completamente inventata. Bella, affascinante, intrigante ma completamente inventata.
    Quando il piccolo fornaio ha aperto la sua rivendita, era già stato deciso di chiudere il McDonald’s di Altamura perchè ipertrofico. Abbastanza frequentato ma non a sufficienza. In città lo sapevano tutti e lo ha confermato subito dopo la chiusura il manager responsabile che ha ammesso l’errore di valutazione. Aspettavano solo che scadesse il contratto, due o tre mesi dopo. Occupava una superficie sconfinata, in centro, con un affitto elevatissimo. Figurarsi che ora nello stesso locale ci sono, comodamente, una banca ed un negozio di abbigliamento. A Bari, l’unico McDonald’s della città occupa una superficie dieci volte inferiore.
    La trovata pubblicitaria per lanciare il piccolo fornaio, è frutto della mente vulcanica di un buontempone (che conosco molto bene) che ha fatto anche il giornalista per un importante quotidiano nazionale, che non esiste più. Spesso inventa notizie affascinanti, ma quasi sempre non ci crede nessuno. In questo caso la cosa gli è sfuggita di mano: prima ci è cascato (non so quanto in buona fede) un ex collega che l’ha pubblicata su di un famoso settimanale nazionale, poi ci è cascato un ignaro giornalista di Liberation e infine ci è (quasi completamente) cascato un giornalista del New York Times. La notizia ha fatto il giro del mondo ma, ripeto, era inventata. Sarebbe stato bello che fosse vera. Adesso fa comodo continuare a diffonderla anche perché ha un grande fascino: Davide che sconfigge Golia e cose simili. Diventare famosi fa piacere a tutti.
    Ho due figli adolescenti e vi posso garantire che loro e tutti i loro coetanei, la focaccia non sanno neppure cosa sia. Preferiscono ingozzarsi con equivoci panini e pizzette scongelate (prodotte chissà dove con chissà cosa) in rumorosi locali sempre pienissimi. Nel locale di McDonald’s, almeno l’igiene era garantita, i lavoratori avevano un contratto, venivano pagati regolarmente e non erano sfruttati lavorando più del previsto. Nei locali che frequentano i nostri figli, tutto questo non è quasi mai vero. E lasciamo perdere anche la qualità di certi prodotti da forno venduti in alcune panetterie (compresa quella del piccolo fornaio).
    Andate a vedere il film, ma sappiate che NON si basa su di una storia vera.

    Segnala

  • Brad.dd scrive:

    @clara,
    interessante questa storia, grazie di avercela segnalata!

    Segnala

  • aspetta questa cosa è clamorosa
    Clara hai delle prove? Cioè qualcosa di più della tua parola? Non che non ti voglia credere però se vogliamo fare una smentita come si deve serve o una qualche minima prova o quantomeno se ne hai voglia che tu ti assuma la responsabilità di quello che hai detto e quindi dare nome e cognome e consentirci di scrivere “Clara X di Altamura sostiene che…”.
    Certo sarebbe meglio una prova anche se capisco che è difficile.

    Questa cosa è potenzialmente clamorosa.

    Segnala

  • Luca scrive:

    scusa ma… su ma sono vivo e non ho più paura non l’avevi stroncato sto film? e qui lo elogi???

    Segnala

  • clara scrive:

    Nella ricerca di ‘prove’ mi sono imbattuta in un articolo pubblicato, su di un periodico on-line della mia città, il 17 gennaio 2006. Non l’avevo letto prima, ma dice più o meno le cose che ho detto io. Il giornalista è solo un po’ più romantico e campanilista di me.
    http://www.notizie-online.it/economia/mcdonald-ad-altamura-ecco-come-ando-davvero.html
    Comunque, si sappia che non sono una fan di mc donald’s. Infatti per poche volte che ci sono andata, mi è venuta la gastrite. Parimenti, non proclamo acriticamente l’equazione locale/paesano/nostrano/tradizionale/tipico=genuino, perché spesso in questi prodotti si utilizzano in piena legittimità e legalità materie prime ‘sofisticate’ (grassi vegetali idrogenati, margarina, destrosio, maltodestrine, olio semplicemente d’oliva quando non addirittura di sansa, ecc.).
    Il famoso fornaio è, a quanto mi dicono, un bravo ragazzo onesto e lavoratore che, coinvolto suo malgrado in questa trovata, che fa bene a viversi, divertendosi, questa bella esperienza.
    Se trovo altro vi informo.
    Clara

    Segnala

  • il film mi è piaciuto l’ho trovato fatto molto bene. Sul blog poi ho parlato del fatto, cioè di ciò che è successo e se sia opportuno vantarsi del fatto che la focaccia batta l’hamburger.

    clara domani in giornata ti mando una mail dettagliata se non ti dispiace, perchè mi piacerebbe capirne di più.

    Segnala

  • MB scrive:

    Cara Clara, secondo me c’è qualche problema nei tuoi pargoli se “le focacce non sanno cosa sono”, visto che invece messi davanti ad una focaccia, tanti bambini e adolescenti pugliesi la preferiscono ai panini del mc donald.
    D’altronde la storia di focaccia blues già la sapevo e l’ho vissuta da vicino prima che si ideasse il film. E la storia del mc donandl che voleva già chiudere è la classica trovata delle multinazionali quando vengono sconfitte.

    Segnala

Commenti

Nei blog del network di Screenweek.it i commenti sono aperti a chiunque desideri contribuire alla discussione. La redazione dei blog si riserva di rimuovere senza alcun preavviso e a suo insindacabile giudizio i commenti che siano illeciti, diffamatori e/o calunniosi, volgari, lesivi della privacy altrui, razzisti, classisti o comunque reprensibili e che contengano promozioni, pubblicità o dati personali. Saranno altresì moderati i commenti "off-topic", non correlati all’argomento principale del post, o comunque provocatori e tali da disturbare la discussione senza aggiungere nulla al dibattito in corso. Per maggiori informazioni leggi la Policy di Moderazione Commenti.

Consigli per lo shopping su Amazon