La Boheme, la recensione in anteprima

Pubblicato il 31 marzo 2009 di Gabriele Niola

Regia: Robert Dornhelm
Cast: Rolando Villazon, Anna Netrebko, Nicole Cabell, Stéphan Degout, Boaz Daniel
Durata: 100 minuti
Anno: 2008

Senza stare a fare il critico borioso che millanta di conoscere cose che non conosce e senza stare a fare il critico barboso che inneggia a tutto quello che è noioso e “classico”, io qui affermo che questa Boheme è bellissima.
La Boheme portata al cinema pensavo non potesse avere senso, la immaginavo una cosa povera e succube della versione teatrale come è accaduto in passato per esperimenti omologhi. E invece mi sono dovuto ricredere e di parecchio.

Non solo si tratta di un film vero e proprio, una produzione ricchissima dotata di tutti i crismi del cinema e del linguaggio filmico (anche inadatta ad una proiezione televisiva) ma è soprattutto un’opera che legge a suo modo la materia pucciniana cercando chiave di visione personali.
Robert Dornhelm fa un’operazione davvero raffinata perchè non cerca necessariamente la modernità, rispetta e segue il libretto inserendo il cinema solo nei termini del suo linguaggio. C’è una fotografia curatissima e ben poco realistica o teatrale, c’è un grandissimo lavoro di montaggio che evita come la peste il pianosequenza, ci sono inquadrature composte in maniera molto particolare oltre a splitscreen, sovrimpressioni, dissolvenze e punti vista non usuali.

C’è un vero pensiero dietro al modo in cui la storia verrà ripresa nonostante i quadri siano sempre i 4 canonici (soffitta, quartiere latino, giardino innevato, soffitta di nuovo). C’è un preciso pensiero anche dietro ogni inquadratura, Dornhelm si pone proprio il problema di come inquadrare in ogni momento i suoi attori e attraverso quelle scelte far emergere le proprie idee ed interpretazioni. Gli va vicino nei momenti più intensi e li inquadra con dei totali in quelli più leggeri.

Sicuramente il film infastidirà i “veri appassionati” ma darà soddisfazione invece ai melomani della domenica come me o chiunque voglia porsi davanti ad una storia realizzata benissimo ma fuori dal tempo (la tempistica e il ritmo sono proprio di un’altra epoca e lo si vede ad esempio da quanto tempo ci si sofferma sull’agonia finale).

Facile chiedersi come i produttori contino di rientrare da un’operazione così dispendiosa (tra le altre cose è tutto ricostruito in studio con grande minuzia e sfarzo, ci sono tantissime comparse e i protagonisti sono due famosissimi interpreti).
La risposta è che tra i produttori c’è la Beta Cinema (già dietro a successi come Le Vite Degli Altri, Il Falsario, Mongol ecc.ecc.) il cui proprietario è un melomane folle e ha deciso di fare quest’operazione alla grande col rischio di andare in perdita.
Ad ogni modo dato il valore del risultato e il paragone con le altre cose simili penso che sul mercato home video e delle tv tematiche se lo litigheranno.
Al cinema andrà in tournèe, cioè starà un giorno solo in ogni città. Qui trovate tutte le date.

Può avere senso portare l’opera al cinema? E fare una tournèe con una giornata per ogni città è un’operazione che concentrerà gli appassionati o taglierà fuori tutti gli altri? Qui tutti i pareri.

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