Regia: Stephen Daldry
Cast: Kate Winslet, Ralph Fiennes, Bruno Ganz, Alexandra Maria Lara
Durata: 124 minuti
Anno: 2008
Da tempo c’è un problema con i film sull’olocausto che sintetizzo dicendo che non solo sono brutti ma lo sono tutti alla stessa maniera, quella per la quale il contenuto alto sembra poter giustificare l’incredibile povertà di idee registiche. Con le dovute e rarissime eccezioni questo tende ad accadere quasi sempre.
The Reader però è diverso. Innanzitutto perchè non è esattamente un film sull’olocausto ma usa la shoah in maniera funzionale, cioè lo usa come stratagemma di racconto.
Nell’economia della trama serve qualcosa di sufficientemente abominevole per fare da contraltare ai sentimenti dei protagonisti, qualcosa che stimoli un contrasto forte tra ciò che si vuole fare e ciò che effettivamente si fa. Che è il vero cuore del film.
Certo poi il tema dello sterminio degli ebrei non è solo sfiorato, viene trattato con il rispetto che merita ma sempre in funzione d’altro (il senso di giustizia, l’orgoglio, la voglia di rivincita ecc. ecc.).
Ancora di più The Reader nel suo trovarsi a dover disegnare le figure archetipe del genere “olocausto” (sostanzialmente carceriere e carcerato) fa la scelta difficile e inusuale di ritrarre il carceriere come un essere umano (certo non tutti quanti ma almeno una su sei, che già è un inizio).
Concedendo qualcosa alla complessità della realtà il film si arricchisce di molti più significati e di certo non diventa un’apologia del nazismo. Anzi. Comprendere che chi sceglieva le persone che dovevano morire, chi cioè materialmente le condannava, erano persone normali inserite in situazioni straordinarie, uomini e donne con affetti normali, odi normali e soprattutto normale ignoranza, aumenta la nostra comprensione, compassione e quindi condanna del fenomeno.
C’è anche un bellissimo discorso che viene portato avanti lungo tutto il film sul concetto di fruire di racconti. Il racconto, nel senso del romanzo, è veicolo di emozioni, conoscenza, informazione e umanità, la cosa più affascinante ed irresistibile per un essere umano.
In più The Reader è anche orchestrato come un racconto vero e non secondo le consuete fasi prevedibili dei film in cui il tema “olocausto” ha la meglio su tutto. Costruisce i personaggi lentamente, lascia che prendano decisioni non condivisibili e non prevedibili, distribuisce piccoli semi lungo tutta la pellicola che fioriscono lungo il racconto e soprattutto fa sì che i silenzi dei personaggi e la distanza che lo spettatore sente di voler prende anche dalle figure positive trasmetta qualcosa.
The Reader insomma funziona. Anche se gli ebrei non sono simpaticissimi e i carcerieri sono più umani del solito. Quando si esce dal film si è capito qualcosa di più non tanto sul nazismo quanto sull’umanità.
IL PROBLEMA DEL DOPPIAGGIO:
Ho visto il film in lingua originale ed esso pone più d’un problema per quanto riguarda il doppiaggio.
Come capita sempre in questi casi nel film gli attori (sia inglesi che tedeschi) parlano inglese pur essendo nella finzione tutti tedeschi. Diversamente dal solito però parlano inglese con un lieve accento tedesco, cosa in sè abbastanza discutibile e fastidiosa (specialmente se l’inglese non è la tua lingua madre perchè ti costringe ad un triplo salto mortale tra realtà e finzione) che pone il problema dell’edizione italiana.
Se vogliamo ipotizzare che il doppiaggio possa avere mai una qualche possibile utilità e/o missione e/o etica (e siamo veramente nel regno delle ipotesi!) viene da chiedersi cosa succederà: il film sarà doppiato in italiano privandolo di una decisione registica molto forte oppure sarà doppiato con un lieve accento tedesco, cosa francamente brutta che attirerebbe sui doppiatori gli strali di tutti quelli che non sanno che anche in originale è così?
L’unica possibilità forse sarebbe mettere un breve cartello prima che spieghi la situazione e doppiare con un lievissimo accento tedesco. Ma in fondo se ci guardiamo dentro sappiamo tutti quale decisione sarà presa.
Com’è il doppiaggio italiano del film? Accettabile? Folle? E la prospettiva che vede i nazisti come il male ma comunque esseri umani? tutte le opinioni qui.

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Sto leggendo da poco questo libro x la scuola e sono già a metà:) sembra carino e non è pesante da leggere.anche se preferisco i libri a sfondo omosessuale(boyxboy,intendiamoci) anche se non sono molto interessata a leggerlo xk ormai a forza di leggere storie yaoi non posso più farne a meno!o.O Bah speriamo che “ad alta voce”non mi deluda:)bye
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sembra la dimostrazione di quanto è complessa la realtà, nel senso di diversa da come appare a chi vuole sapere dove è la ragione e dove è il torto, a chi vuole solo sapere se xxxxxx è colpevole o innocente.
per quello che ne so un processo dovrebbe servire ad accertare cosa è successo: se si trasforma in uno spettacolo, o. peggio, in uno strumento di ricerca di un capo espiatorio siamo fottuti.
il film mi ha angosciato quando il protagonista non ha avuto il coraggio di spezzare le regole e di urlare la verità che conosceva.
il professsore di diritto chiede ad un certo punto: a cosa serve la confessione di una “colpa” da parte un padre se il figlio che la raccoglie non riesce a non commettere lo stesso errore?
e quindi l’errore è non avere il coraggio di raccontare il brandello di verità che si conosce?
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Anch’io ho visto il film ieri sera in tv è mi è piaciuto davvero molto. Peccato sapessi già il “segreto” della protagonista e mi sarebbe piaciuto vederlo senza spoiler ma è andata così e mi è lo stesso piaciuto. Bellissima la parte dal carcere, davvero toccante.
La Winslet bravissima come sempre, però ritengo che non sia la migliore interpretazione della sua carriera e avrei preferito vincesse l’Oscar per il sottovalutatissimo Revolutionary Road, uno dei film più belli degli ultimi anni.
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