Hotel Bau, la recensione in anteprima

Scritto il 12 febbraio 2009 @ 17:26 da Gabriele Niola in

Cani a profusione che devono essere salvati da due bambini orfani e in gamba dai malvagi operatori del canile municipale

Hotel Bau Poster ItaliaRegia: Thor Freudenthal
Cast: Emma Roberts, Jake T. Austin, Kyla Alissa Pratt, Troy Gentile
Durata: 100 minuti
Anno: 2009

Già all’epoca dell’uscita di Beverly Hills Chihuahua era stato necessario mettere sul chi va là gli spettatori per un film indirizzato ad alcune specifiche categorie (amanti dei cani, bambini, amanti degli effetti speciali). In questo caso i possibili fruitori dell’opera si riducono ancora di più ai soli bambini e amanti dei cani.

Non ci sono cani parlanti. E questo è male. Almeno i cani parlanti hanno bisogno di una sceneggiatura che supplisca alle carenze attoriali, Hotel Bau invece. No. Tutto ruota attorno a due bambini orfani ma grandicelli (16 e 11 anni) che viaggiano di affidamento in affidamento, scapestrati ma di buon cuore e sfortunati con le famiglie che li prendono.
La loro passione sono i cani e per salvarli dal canile si ficcheranno più volte nei guai con i loro “simpatici amici a quattro zampe”.

Sia chiaro: non è che il cinema per ragazzi o per bambini sia brutto cinema. In molti, moltissimi casi può essere stupendo e valido quanto quello più alto. Ma non si tratta di questo caso.
Qui siamo di fronte ad una sceneggiatura sulla quale sono stati già fatti 1.000 film che non è stata cambiata di una virgola prima di arrivare sul set e subire quelle 2-3 modifiche dovute alle esigenze dei tempi e dei budget del film.
Personalmente considererei un insulto la definizione “cinema per famiglie” se avessi una famiglia. E a chi mi chiedesse perchè mostrerei questo film.

E’ per stomaci forti Hotel Bau, che fin dal titolo palesa la sua essenza. Già dal titolo è difficilmente digeribile, ma se si ha il coraggio di andare avanti ed affrontarlo si scoprirà come ogni minuto contiene una sfida a continuare e vedere quello successivo.
Ogni volta la pazienza dello spettatore e la sua sopportazione dello smielato, del buonista e del banale è messa a dura prova, fino a che finalmente verso tre quarti non sopraggiunge un certo torpore, quasi una forma anestetica di incoscienza che impedisce all’opera di fare altri danni spegnendo totalmente il cervello. E da lì è tutta in discesa fino alla fine.

Ti è piaciuto? Sul serio? Non lo dici solo per fare il bastian contrario ma hai delle argomentazioni reali? In questo caso non puoi non scrivere per bene perchè in una mini recensione qui.

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6 commenti su “Hotel Bau, la recensione in anteprima”

Feed dei commenti di questo post

  • Marco scrive:

    Che recensione triste…a parte che la ragazzina ha sedici anni e non undici (l’undicenne è il fratellino) viene da chiedersi se l’autore della recensione il film l’abbia visto davvero o è stato morso da un cane da piccolo e quindi vuol vendicarsi in questo modo…
    Non è certamente un capolavoro, ma è il migliore del genere. Io odio i pet movie, preferirei fare una maratona de “La Freccia Nera” piuttosto che vedere Beethoven, eppure mi sono sinceramente divertito con questo film, che oltretutto è recitato bene e ha delle ottime musiche. Il finale però, è vero, è stucchevole, concordo. Ma è un film per ragazzi dopotutto.

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  • E’ vero ho sbagliato a riportare le età, errore di distrazione (anche solo dalla locandina si vede che non potevano avere 11 e 7 anni), ho corretto e chiedo venia.

    Per il resto ciò su cui non concordo è proprio “Ma è un film per ragazzi dopotutto”. Il cinema per ragazzi non deve essere necessariamente banale, può essere (e per molti versi è) bellissimo anche quello, come e più del cinema “per adulti”.
    Non è facile, perchè si è costretti ad impostare la narrazione necessariamente su più livelli di lettura e comprensione, prevedendo sempre una dimensione più “immediata” di fruizione, ma del resto fare cinema non è facile.
    E anche solo volendo intrattenere e basta c’è modo e modo. Il cinema del puro intrattenimento ha tantissima dignità e può essere splendido. Ma non è questo il caso.

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  • Marco scrive:

    Ma, guarda, sul piano teorico siamo d’accordissimo. Ne ho visto tantissimi di film banali ultimamente e il mio giudizio è stato decisamente poco lusinghiero. Tuttavia io questo film non l’ho trovato tanto banale come tanti suoi predecessori, anzi…la cura vera per i cuccioli si nota, anche nei titoli di coda…e la musica in certe scene è scelta ad hoc. Poi mi è piaciuto che i cani siano “veri” senza effetti e senza doppiaggi buffi…le scene di “acrobazie” sono belle proprio poiché realistiche.

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  • esattamente per i motivi contrari preferisco film dove c’è un lavoro di postproduzione, che in un modo o nell’altro migliorano.
    Senza andare a parare chissà dove ho preferito Beverly Hills Chihuahua

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  • stefano scrive:

    Ciao
    Scusa se te lo dico ma credo che sia sostanzialmente sbagliato recensire un film bambini
    usando un metro di giudizio “ADULTO”
    Credo anche che tu il film lo abbia visto da solo(l’ho appena finito di vedere col mio nipotino di 6 anni).
    Ti assicuro che la prospettiva cambia di parecchio
    Io il film l’ho valutato in base all’emozione e all’interesse che ha suscitato in in lui e che di conseguenza
    mi ha trasmesso,e ti assicuro che raramente l’ho visto così coinvolto.(e come lui tanti bambini che erano al cinema).
    Quindi secondo me è un buon film che sa suscitare curiosità ed emozioni nel pubblico verso il quale è diretto.

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  • Brad.dd scrive:

    Su http://kids.screenweek.it provo, appunto, a raccontare i film per bambini/ragazzi vedendoli insieme a loro

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Commenti

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