Giulia Non Esce La Sera, la recensione in anteprima

Scritto il 24 febbraio 2009 @ 15:23 da Gabriele Niola in Recensioni, Visti un po' prima

Giulia non esce la sera Poster ItaliaRegia: Giuseppe Piccioni
Cast: Valerio Mastandrea, Valeria Golino, Sonia Bergamasco, Fabio Camilli, Sasa Vulicevic, Paolo Sassanelli, Antonia Liskova, Piera Degli Esposti
Durata: 105 minuti
Anno: 2009

E’ questo il cinema italiano che ci piace? La risposta per quanto mi riguarda è un no, grosso, tondo e pieno di sicurezze.
Non mi piace questo cinema italiano e anzi è il simbolo di tutto ciò che trovo “sbagliato”. Sbagliato per tante ragioni, la prima delle quali è la più grossa di tutte: non raggiunge gli obiettivi che si pone, spara alto e manca inesorabilmente il bersaglio. E la seconda è la più spietata: non incassa così tanto da fare (se non altro) il bene del sistema cinema.

Piccioni vuole raccontare mondi interiori, contrasti emotivi, personaggi più o meno ordinari coinvolti in situazioni non eccessivamente straordinarie per scandagliare le emozioni di tutti noi e parlare allo spettatore tenendo i piedi per terra, ma non ci riesce quasi mai.
Punta continuamente sulla metafora, sul simbolismo e su immagini che vorrebbero essere poetiche ma che non riescono mai ad esserlo davvero. Si può davvero pretendere di fare queste cose senza saperle fare e senza essere mai riuscito a farle??

“Sembra di sentire la voce del regista da dietro la macchina da presa che dice <<Fate un po’ una faccia poetica>>” disse con efficacia qualcuno che non ricordo in un’occasione che non rammento per spiegare come in questi film si cerchi il massimo risultato con il minimo impiego di competenza. Non il minimo sforzo, perchè quello non lo posso sapere, ma il minimo movimento intellettuale. Dove l’unica novità è l’ambientazione. Stavolta la piscina.

Quanto ancora mi toccherà vedere lo straordinario Mastandrea preso in questi film che girano in tondo? Quanto ancora lo dovrò vedere lottare titanicamente per tenere alta un’intera pellicola invece che cavalcarne e magari guidarne la riuscita? Perchè mi devo appigliare alle stupende idee visive di Luca Bigazzi per non cadere nel sonno?

Non mi piacciono questi film che mettono in scena senza che ce ne sia un vero motivo personaggi intellettuali che fanno lavori intellettuali, personaggi che sono gli autori stessi oppure gli autori da piccoli. Non mi piacciono questi film che continuano a riflettere sulle vite di chi li fa, totalmente scollati dalla realtà, che non puntano mai sull’intreccio ma sul racconto di personaggi ed emozioni senza poi riuscire a farlo davvero.

Giulia Non Esce La Sera (titolo brutto in una maniera che solo noi potevamo concepire) poi a tre quarti diventa anche lento e noiosissimo. Se la storia non è appassionante e i personaggi non mostrano emozioni convincenti ma solo piccole schegge di sentimentalismo a buon mercato (e si tratta sempre di quelle schegge umoristiche), io come mi appassiono? Io da cosa rimango colpito? Dai silenzi di Mastandrea (porello)? Dalle scene sott’acqua in piscina che dovrebbero essere un sacco evocative? Dai personaggi immaginati dallo scrittore che lo perseguitano nella realtà? No sul serio quelle cose funzionano? A voi vi prendono?

Ti prego smentiscimi o segnalami una recensione che mi smentisca, perchè pensare che siamo tutti daccordo eppure continuano ad uscire questi film categorizzati come “d’autore” mi fa stare male. Sapere che qualcuno pensa che siano “davvero dei bei film” se non altro gli darebbe un senso… Fallo qui. Per favore.

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34 commenti su “Giulia Non Esce La Sera, la recensione in anteprima”

Feed dei commenti di questo post

  • Francesco scrive:

    Io non sono “d’accordo” e chiamo come testimone la Crusca: http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_5/interventi/1440.shtml :)

  • lo zingarelli (cartaceo) riporta entrambe le versioni. Però in effetti la crusca è la crusca. Solo che desidererei un minimo più di motivazioni. Cioè perchè stavolta la prassi non fa regola?

  • Pierpaolo scrive:

    A proposito de “il minimo di competenza” di cui parli, io vorrei sapere quale competenza hai tu per dire le cose che dici. A giudicare da quello che scrivi non ne hai nessuna, eppure ti permetti di sparare cazzate con l’aria di chi ci sta finalmente dicendo la verità e lo sta facendo in modo molto brillante e molto tagliente. Io invece credo che per esprimere delle opinioni bisognerebbe avere “il minimo di competenza necessario” per farlo, o almeno un minimo di consapevolezza dei propri mezzi intellettuali. E tu non hai nè uno nè l’altro.

  • Federico scrive:

    Non concordo affatto ….

  • Pierpaolo, fammi capire, hai visto il film?
    Se l’hai visto spiegati meglio. Mi sembra di capire che non solo non sei d’accordo con quello che penso io ma che proprio ritieni la mia visione di questo tipo di cinema totalmente fuori dal mondo.
    Trovi che sia invece un modo di fare film virtuoso? Che siano i prodotti migliori del nostro paese? Che “magari ce ne fossero di film simili”?

    Se non l’hai visto invece parli così, in generale? Contro la libertà di esprimere opinioni?

  • riccardo scrive:

    Il film deve ancora uscire nelle sale e tu fai una recensione dicendo che il film non incassa cosi’ tanto da fare il bene del sistema cinema. Sei un veggente? complimenti.

  • darkstar scrive:

    io invece concordo pienamente con la recensione di Niola, inoltre in generale concordo con le sue recensioni perché sono vere e offrono un punto di vista molto interessante e distante dalle classiche recensioni che alla fine non dicono niente.
    Sei grande continua così

  • mayarey scrive:

    quoto Pierpaolo….
    non ho visto questo film, ma le tue recensioni sono tutte uguali… parole al vento… buttate là senza nessuna conoscenza e coscienza di quello di cui parli. E di solito sono raramente motivate negli intenti e nei commenti che esprimi. Non si tratta di liberta di opinione, ognuno è libero, ma per sparare a zero bisogna sapere di che si parla.

  • Pierpaolo scrive:

    Ti rispondo con un’altra domanda: quella che hai scritto è una recensione o è un’opinione? Non credi che quando uno scrive di un film professionalmente (o solo pubblicamente) dovrebbe essere un po’ più serio, usare strumenti critici, fare un’analisi, mostrare “un minimo di competenza”? Soprattutto quando spara a zero con tanta presunzione e saccenza su un film e su un regista? O invece è solo una tua immodesta opinione? Se è così allora… chi se ne frega?

    Detto questo, ce ne fossero di registi come Piccioni.

  • darkstar scrive:

    lui non mi pare spari a zero, mi pare anzi che argomenti bene le sue opinioni e anche se una cosa ci è piaciuta non vuol dire che il suo livello artistico sia così alto.
    Io francamento mi sono stufato di questo cinema italiano che pensa basti mettere li due attori quotati, una trama pretenziosa per poter pensare di fare cinema d’arte o qualcosa del genere.
    Un bel film è un insieme di cose al posto giusto.
    Per esempio Martin Scorsese non avrebbe fatto i capolavori che ha fatto senza Thelma Shoonmaker al montaggio o Senza le scenografie di Dante Ferretti e anche altri registi veramente capaci sceglievano con attenzione la troupe.
    In questo film si può vedere come lo strapotere dei produttori e un regista non all altezza cercano di fare una cosa che già nelle basi non era fattibile

  • riccardo: io ho detto che non mi piace questo cinema italiano anche perchè a fronte della pochezza non incassa molto. Non che questo film non incassa molto. Se questo film diventa campione di incassi lo stesso la categoria a cui appartiene rimane una categoria che incassa poco e lui sarebbe un’eccezione.

    mayarey: non mi sembra di aver motivato poco. Anzi mi sembra sia molto chiaro perchè non mi piaccia.

    Pierpaolo: una recensione è un’opinione. Un’opinione ragionata e fondata su una visione di cinema. Ma un’opinione.
    Se così non fosse tutta la critica maggiore concorderebbe, invece un elemento discordante c’è sempre e spesso discordano tutti (vedi casi clamorosi come i film di von Trier o di Shyamalan).
    Ogni critica implicitamente risponde alle domande: “Che cosa mi aspetto da un film?” e “Come penso debba essere il cinema?”, e lo fa affrontando e criticando (in positivo o in negativo) un caso. Ogni critico mostra la sua idea di cinema facendo una critica, cerca di individuare il nuovo e il bello e di promuoverlo, in più cerca di stimolare una riflessione o mettere dei dubbi nel lettore il quale non la legge unicamente per sapere se il film è bello o è brutto ma anche per avere degli stimoli aggiuntivi, per compiere quel passo intellettuale che da solo difficilmente può fare per il semplice motivo che il critico fa quello di lavoro: vive di cinema, legge di cinema (e altro) e vede tutto quello che circola.
    E’ l’individuo deputato ad accrescere il piacere ricevuto da un film o a mettere in questione le tue idee, il che non vuol dire cambiarle, magari è semplicemente rafforzarle tramite la dialettica. Un critico fornisce stimoli in ogni recensione. Tu mi accusi in sostanza di non fornirtene perchè sparo a zero senza cognizione e senza mostrare strumenti critici. Dovrei parlarti di carrelli e messe a fuoco? Di dettagli tecnici. Si in questa recensione non l’ho fatto, in altri casi mi ci sono soffermato ma qui no, perchè penso che il comparto tecnico vada benissimo. Stavolta credo sia l’idea di fondo ad essere sbagliata ed ho parlato di quello.
    Non ritengo di essere il critico per antonomasia o quello ideale a cui ci si debba ispirare, ma uno dei tanti, diverso perchè dotato di una mia idea di cinema, in evoluzione come tutte le idee, ma personale. Per tutto il resto, la critica è opinione.

    darkstar: concordiamo al 100%

  • Pierpaolo scrive:

    Cito:” Io da cosa rimango colpito? Dai silenzi di Mastandrea (porello)? Dalle scene sott’acqua in piscina che dovrebbero essere un sacco evocative? Dai personaggi immaginati dallo scrittore che lo perseguitano nella realtà? No sul serio quelle cose funzionano? A voi vi prendono?”. Questa sarebbe una critica? Pensi di essere molto acuto? Davvero sei così ignorante da pensare che fare un critica seria a un film sia parlare di carrelli e messe a fuoco? Impara a rispettare il lavoro degli alti se vuoi che qualcuno rispetti il tuo. E fallo seriamente, come fa Piccioni. Ma in questo ti correggo, sei proprio il critico per antonomasia, almeno nella deriva che ha preso ormai la critica, soprattutto su internet, per cui chiunque si sveglia e scrive di cinema e sentendosi un padreterno si sente in dovere di sparare a zero su autori di livello e di innalzare al rango di film di culto immani cagate. Non basta stare tanto seduti al cinema per capirne qualcosa e la critica non è solo opinione, altrimenti è chiacchiera da bar. Sii un po’ più modesto e vatti a leggere qualche critico serio.

    Poi è strano che tu sia d’accordo al 100% con Darkstar che, senza aver visto il film, parla di montaggio e scenografie, quegli aspetti tecnici che tu invece giudichi, in questo film, assolutamente non criticabili.

  • A parte che hai estratto poche righe di un pezzo molto più lungo e quindi fa poco testo. Se mi stai chiedendo se mi ritengo molto acuto, ovviamente la risposta è no. Mi ritengo il critico ideale? Ovviamente no. Ritengo semplicemente di fare il mio lavoro nella maniera migliore che mi riesce e so bene di farlo con impegno e dedizione crescenti. Accetto benvolentieri le critiche ma so di fare il mio lavoro con coscienza e rispetto.
    Rispetto per Piccioni? anche, prendersela e avere un parere netto contro qualcosa non vuol dire non rispettare. Non dire mai “Piccioni è un incapace” ma dico che questo cinema non si può continuare a fare, non così. Come torno a dire la mia recensione è la mia opinione non solo sul film ma anche sul sistema cinema che gli è intorno e ovviamente Piccioni è libero (se mai la leggesse) di farsi una risata o di porsi magari la domanda se davvero non sia come dico io.
    E’ un parere contrario dato con forza proporzionale a quanto tutto questo mi sembra sbagliato.

    Non penso che una critica seria sia parlare di carrelli e messa a fuoco, tanto che qui ad esempio non ne parlo, mi sono chiesto e ti ho chiesto se non sia quello che pensi tu. E già che ci sono ti chiedo di non stravolgere le mie parole ma magari leggere due volte quello che ho scritto che non posso stare qua a rispondere ad accuse che fai perchè non hai letto bene.
    Non ho detto nemmeno che la critica è solo opinione ma “Un’opinione ragionata e fondata su una visione di cinema”, che è ben diverso e più complesso. Se hai un’idea diversa di cosa debba essere la critica, esprimila.

    Per chiudere, critica o non critica, chiunque è in pieno di diritto di sparare a zero. Non c’è nulla che lo impedisca se lo sente necessario, e avere più voci è sempre meglio che averne meno. Poi se quel qualcuno avrà sparato a zero senza cognizione di causa, argomentando male e stupidamente allora nessuno lo prenderà in considerazione.

    con darkstar concordo al 100% sulla visione che ha di quel tipo di cinema

  • darkstar scrive:

    E CHI TI DICE CHE IO NON ABBIA VISTO IL FILM?
    Chi ti credi di essere NOSTRADAMUS? ma evidentemente non lo sei viste le tue scarse capacità di preveggenza
    Guarda che il montaggio non serve solo a far seguire un film bene così che anche un bambino (porello) lo capisca, il montaggio vuol dire valorizzare ogni scena e far si che lo spettatore rimanga colpito anche solo da uno sguardo COSA CHE IN QUESTO FILM NON AVVIENE

  • darkstar scrive:

    cito:
    almeno nella deriva che ha preso ormai la critica, soprattutto su internet, per cui chiunque si sveglia e scrive di cinema e sentendosi un padreterno si sente in dovere di sparare a zero su autori di livello e di innalzare al rango di film di culto immani cagate
    E TU CHI TI CREDI DI ESSERE (e questo film poi…..)

  • darkstar scrive:

    Con Niola concordo oltre che la visione di quel tipo di cinema anche la visione della critica

  • giorgia scrive:

    Non ci sarebbe da darsi pena per “critici” così, innanzitutto perchè scrivi male, sciattamente, non c’è frase che trattenga l’attenzione, che riecheggi con qualche profondità, che riveli una qualunque cultura cinematografica, ma un po’ di pena purtroppo me la procuri perchè quanto scrivi sul cinema, questa sequela di osservazioni banali e vuote, che tu consideri addirittura il “tuo lavoro” (ma davvero ci guadagni?!? Se sì complimenti alla faccia) potrebbe indurre altri inadeguati come te a fare altrettanto, me l’immagino la tentazione, poca o nulla fatica per diventar qualcosa che suona bene, tu che fai di lavoro? Io mi occupo di cinema, ci manca solo questo in Italia, che piccoli critici crescano e si moltiplichino all’ombra di questa comoda superficialità. Del film in questione, Giulia non esce la sera, si possono dire molte cose e molto interessanti, ma nemmeno per caso tu ne hai sfiorato una. Per cui ti auguro di trovare presto un altro lavoro, che sia compatibile con tanta pigrizia intellettuale e per il quale magari hai un po’ più di talento. In ogni caso, se ti riesce, impara a metterci amore in quello che fai, viene meglio, ti assicuro (a proposito, i critici veri e grandi hanno sempre amato totalmente l’oggetto delle loro attenzioni).

  • Alice scrive:

    A darkstar, a proposito del montaggio di Giulia non esce la sera: scusa se la montatrice in questione, Esmeralda Calabria, è la migliore montatrice che abbiamo in Italia, riconosciuta tale anche in Francia e nel resto d’Europa (basta che ti vai a vedere il suo documentario Biutiful Cauntri). Magari vai a spiegare a lei come si monta un film, è una persona molto disponibile, sicuramente ti ascolterà.

  • Chi ti dice che io non ami il cinema? E’ perchè non mi è piaciuto questo film? Io direi invece che prendersela con qualcosa in maniera accalorata rilevi una certa partecipazione emotiva. Quando vedi un film che non solo non ti piace ma sul quale proprio non sei daccordo fin dai presupposti non ti infastidisci? Non te la prendi? specialmente se è italiano?

    Sul fatto che la critica sia un lavoro o meno ce ne sarebbe da discutere ad ogni modo rientra più nel concetto di giornalismo cinematografico.
    Ma il punto è un altro, dici che di Giulia non esce la sera si possono dire tante cose quando io invece non concordo con il modo di dirle, non concordo con il fare un cinema simile. Ad ogni modo però dimmi cosa ti è piaciuto, cosa hai trovato di stimolante, se pensi che ce ne siano di cose da dire a favore del film argomentale, sono seriamente curioso. Non faccio il sarcastico, lo dico seriamente.
    Non penso di avere ragione, penso che nessuno possa avere ragione, credo ci siano modi diversi di vedere il cinema, e se il tuo ti porta a dire al contrario di quanto sostengo io che questo è un buon film allora sono davvero curioso di sapere come mai.

  • Pierpaolo scrive:

    Forse dovresti essere tu a rileggere quello che hai scritto. La tua recensione gronda supponenza e disprezzo. Non è in discussione il tuo giudizio sul film, è in questione come arrivi a quel giudizio, come un critico dovrebbe arrivare a un giudizio, qualsiasi sia. Vedi, se il regista leggesse la tua recensione non potrebbe trarne proprio niente, né in positivo né in negativo, perché in quello che scrivi non c’è niente di utile. E mi dispiace, non vale dire, se è scritta male, in modo sciatto e superficiale allora non sarà presa in considerazione e basta. Perché chi scrive di cinema, così come chi lo fa, ha delle responsabilità. E devo farlo con un po’ più di modestia e molta più professionalità. Altrimenti non è una recensione ma è un’altra cosa: una cialtronata.
    Detto questo Giulia non esce la sera è un bellissimo film, inconsueto e profondamente onesto. Forse troppo complesso. Almeno per qualcuno.

  • darkstar scrive:

    anche valerio mastandrea è uno dei migliori attori che abbiamo in Italia ma questo non fai di questo un bel film

  • darkstar scrive:

    anche Valerio Mastandrea è uno dei migliori attori che abbiamo in Italia ma questo non fa di questo film un bel film
    Concordo pienamente sulla riflessione della critica di Niola

  • Di inconsueto ed onesto Giulia non esce la sera non ha nulla. E’ il massimo del già visto e del disonesto. Già visto perchè mette in scena l’incapacità di prendere decisioni e di esprimere i propri sentimenti attraverso un linguaggio fatto esso stesso di privazioni e disonesto perchè pretende che questo sia cinema alto, perchè non punta su un intreccio forte ma sulla capacità di astrarre da situazioni particolari sentimenti universali e lo fa con una serie di silenzi e immagini pseudo-poetiche che gridano il loro autorialismo senza dire nulla. Di fatto mentendo allo spettatore, spacciandosi per qualcosa che non sono.

    Io non scrivo per il regista. Lui ha (o dovrebbe avere) altri metri di paragone e spinte per il suo cinema che non la critica, io scrivo per discutere di qualcosa e per metterlo in discussione, perchè se non si professa il proprio credo cinematografico è inutile fare questo lavoro. E il mio credo cinematografico è contro questo tipo di cinema.

    La mia recensione gronda disprezzo perchè disprezzo questo modo di ingannare lo spettatore e il modo con il quale arrivo a tale disprezzo è ben spiegato, subito, all’inizio.

    Certo che ho delle responsabilità!! Ed è per questo che esprimo il mio giudizio il più onestamente possibile, senza mediare, senza cercare altre scappatoie. Se finito il film provo disprezzo, scrivo il mio disprezzo, lo spiego e lo illustro. Questa è responsabilità.

    Ma la cosa che non è chiara è come mai non ti vada bene il mio disprezzo, come mai non accetti la mia visione e le ragioni della mia visione. Io le ho spiegate già solo nel primo e nel secondo paragrafo. Ma te continui a scrivere insulti su insulti senza contrapporre una tesi, senza argomentare, senza nemmeno spiegare come mai quello che dico è così insostenibile.

  • feliciana menghini scrive:

    Questo cinema italiano non mi piace, storie povere e inespresse, mi duole per gli attori. Non mi convince la sceneggiatura ne la regia….(piscina a parte); per questo genere di film non bisogna dare soldi di stato, forse emergerebbe una fatica più consapevole tra autori e registi…..

  • giorgia scrive:

    Ciò che mi colpisce è che pensi di te stesso il contrario di quanto riveli in ciò che scrivi, che cioè tu sia un bastian contrario, in lotta contro certo cinema predominante in Italia. Ebbene, non solo non è così ma è l’esatto opposto: senza rendertene conto tu sei l’ennesima espressione di un conformismo ai miei occhi molto insidioso. Lo stesso conformismo che rosicchia da ogni lato il valore del nostro cinema e non solo. Fare oggi un film in Italia senza un intreccio forte (già è paradossale che si definisca così un film che contiene tanta drammaturgia) è molto, molto difficile, chi ne ha il coraggio si assume una responsabilità totale e solitaria. Chi ne ha il coraggio va davvero controcorrente. Allora perchè uno lo fa? Io credo perchè il suo amore verso il Cinema è superiore al resto. Poiché d’intrecci forti se ne possono trovare quanti ne vuoi, davvero, credimi, è la cosa più facile tra tutte quelle che riguardano il fare un film, mentre di registi capaci di camminare su un filo sottile d’emozioni padroneggiando il lato nascosto del loro racconto se ne trovano uno o poco più. Così io fossi in te mi porrei diversamente la questione: sul bello e il brutto, l’emozionante o l’indifferente, si può discutere all’infinito nell’ambito del gusto personale, ognuno parla secondo la sua sensibilità, ognuno ne ha quanta se ne ritrova, ma su ciò che è facile a realizzarsi e ciò che è difficile o difficilissimo (non c’entra cosa sembra allo spettatore, allo spettatore non deve arrivare la difficoltà) bisogna “sapere” . E’ questa sapienza che mi aspetto da un critico, chi non ce l’ha dovrebbe procurarsela in qualche modo e nel frattempo evitare di far danni.

  • Brad.dd scrive:

    @ Giorgia: bel commento ed è il primo di critica alla critica di Gabriele che, pur sembrando schierato a priori, non mi è apparso immotivato come molti altri lasciati a sostegno del film. Però proprio per quello che scrivi non pensi che uno potrebbe saperla anche riconoscere la difficoltà e pensare di trovarsi di fronte a qualcosa di difficile e non riuscito. Non è una critica al regista in assoluto, perché qui ci sono state delle reazioni alla critica di Gabriele che avevano una veemenza tale da far pensare che si trattasse di una questione personale, ma potrebbe anche essere che, a parer suo, il film sia semplicemente non riuscito!

  • Io non penso di essere un bastian contrario rispetto a quanti guardano e commentano il cinema, ciò che dico trova riscontro anche in molti altri che lavorano nell’ambiente e anche in molti spettatori è una tesi di certo non nuova nè originale, ma comunque dovuta. Dovuta perchè poi a fronte di questo i film che puntano non tanto a raccontare una trama ma a raccontare personaggi in Italia continuano ad essere dominanti.
    E la cosa in sè sarebbe anche un bene se questi film venissero bene. Come convieni anche tu fare un film così è molto difficile, più difficile che orchestrarne uno che si regga su un intreccio forte. Per questo il tonfo che fa quando non riesce è ancora più forte. E allora quello che mi chiedo è perchè continuare a seguire questa strada se non paga, perchè continuare a fare la cosa più difficile quando non se n’è capaci?
    “di registi capaci di camminare su un filo sottile d’emozioni padroneggiando il lato nascosto del loro racconto se ne trovano uno o poco più” dici tu e io lo sottoscrivo e quell’uno o poco più di certo non è Piccioni. Non lo è mai stato.
    Non so cosa ti abbia dato l’idea che io non riconosco la difficoltà dell’operazione tentata.
    Semmai io non ritengo il tentare una cosa una difficile in sè nobilitante. Anzi. Se non si è in grado meglio rendersi conto dei propri limiti e inseguire un tipo di cinema più consono che probabilmente darà frutti migliori.

  • giorgia scrive:

    Tu dici non riuscito e così si ricade nell’impressione personale. Te ne dò una mia allora, da tempo non vedevo un film italiano così moderno. La modernità è una cosa con cui facciamo pochissimo i conti, come fossimo soli al mondo a fare cinema, soli e fuori dal tempo. Te ne dò un’altra, è un film complesso, questa è una cosa che mi piace particolarmente perchè esistono parecchi film drammatici e no, più o meno riusciti, ma maledettamente facili. E’ moderno perchè non lo si può immaginare fatto così nemmeno due anni fa, la sperdutezza di cui è intriso è il segno dell’oggi e del domani, non sappiamo più essere felici, non sappiamo più perderci nel presente quotidiano, non siamo più sconsiderati e innocenti nemmeno nell’impulso amoroso verso un altro. Abbiamo perso la fiducia animale nella vita che così come ferisce potrebbe rimediare, scettici guardiamo quanto ci accade con un piede sempre pronto ad allontanarcene. Questo film lo racconta, non era mica facile. In tutti i sensi, cinematografici e umani. Questo film prende il sentimento dominante nel mondo occidentale oggi e senza vane nostalgie ne fa oggetto di comprensione, quasi di tenerezza. E’ complesso perchè come dicevo per raccontare questa cosa sottile e pervasiva delle nostre vite non punta sull’intreccio, non potrebbe, sarebbe un ossimoro, un trucco sleale, eppure forse “funzionerebbe” di più, ne usciremmo più “soddisfatti”. Ma io sono ammirata soprattutto che cammini dritto fino alla fine nonostante il peso della tristezza. In ogni momento lì poteva perdersi, cedere a una delle tante tentazioni. Invece racchiude nel prefinale (bellissimo, con una soluzione filmica che resterà nella memoria), in una sequenza di forse cinque o pochi più minuti ciò che altri avrebbero somministrato qua e là allo spettatore per portarselo dietro a piacimento. Solo che così facendo si sarebbe fottuta l’emozione di fondo (a me è arrivata, eccome, m’è entrata dentro al sonno di quella notte): difficile scelta comunque. Per questo sono grata che ci siano autori così, grata e un po’ commossa che qualcuno faccia una tale fatica e con tanto rispetto nei confronti dello spettatore per essere sincero, qui, oggi, su come siamo messi coi nostri cuori. Spero che sia solo l’inizio, che altri abbiano il coraggio di avventurarsi magari con risultati più pieni su questa strada. Ma questo dipende anche da noi, noi spetttatori e critici, censori involontari di quanto è scomodo, inconsueto, non classificabile. Non “riuscito” secondo i canoni dominanti di un’estetica già vecchia quando si crede di tendenza, “simpaticamente” feroce e sbrigativa. Io amo film diversissimi, tu dici di avere una tua visione del cinema: qui sta la differenza, ciò che rende il nostro dialogo impossibile oltre.

  • Si ovviamente la vediamo diversamente.
    Tu vedi questo film come simbolo di un modo di fare cinema molto moderno io lo vedo come l’ennesimo residuato degli anni ’80 in cui il cinema italiano tentava di stare al passo con la sua eredità senza esserne capace. Un film vecchissimo proprio nella sua concezione di modernità.
    Ma non è solo quello, perchè essere vecchio non è un difetto, è non riuscire comunque a raggiungere i propri obiettivi.

    Non credo nemmeno che “la sperdutezza di cui è intriso” sia una cosa prettamente moderna. Se ne parla già dagli anni ’70 e in abbondanza in tantissime pellicole e molto meglio.

  • Fede scrive:

    … ho paura che giorgia, con poche, bellissime, parole, abbia di fatto chiuso questa discussione!!
    che peccato!!

  • francescoblu scrive:

    Posso riaprire io il discorso dato il fatto che ho visto il film soltanto l’altroieri? Per me è un bellissimo film, se non altro perchè ha crudelmente riportato dentro di me una storia che ho vissuto con una ragazza della quale mi ero innamorato – così problematica – come Giulia. La nostra piscina è stata, per alcuni mesi, il prato verde e le notti di una grande città italiana. Immersi lì dentro bellissimo… fuori una merda…. Siamo stati sempre vicinissimi, ma non siamo mai riusciti a toccarci, alla fine purtroppo cercavamo cose diverse l’uno dall’altra. I siparietti Kafkiani del film non sono altro che i nostri pensieri, il nostro sognare ad occhi aperti in uno dei pochi momenti della giornata in cui si può fuggire dalle responsabilità, dalla crudezza della realtà e dai limiti del nonstro carattere. é incredibile come, nonostante la diversità della storia, io abbia riprovato, all’epoca della frequentazione di questa persona, quelle sensazioni bellissime miste momenti di sconforto assoluto. Ma forse è la vita. A differenza del film io dovetti abbandonare questa ragazza perchè non volle mai mettersi veramente con me, ne avrei accettato tutti i rischi anche se, per correttezza, dico che non avevo una famiglia di scorta dove potevo “rimanere a galla” come ha fatto Guido. Per me le atmosfere del film così oniriche sono bellissime, altro che noia, Giorgia, se mi leggerai, grazie per la tua critica,

  • francescoblu scrive:

    scusate la mail è francescoblu1@gmail.com

  • Rita scrive:

    Trovo questo film molto bello.Finalmente una storia senza “ammazzamenti” e bellone svestite. Il regista ha giocato con mano lieve,sui sentimenti. Lo spettatore li vede crescere piano piano.Lentamente si impossessano di chi guarda.

    Mi sono piaciute le incertezze dello scrittore ( Mastrandea è stato bravissimo!!!) la sua sensazione di essere capitato nel mondo letterario per caso. L’inizio di un amore con Giulia,donna forte e fragile che non cerca pietà,ma che ha tanto ancora da dare. Grazie a lui comincia di nuovo a guardarsi intorno. A credere in un futuro .

    Non sono una “critica”,ma solo una spettatrice qualunque. Una spettatrice che è rimasta molto colpita da come questa storia è stata raccontata e dalla bravura degli artisti.

    Forse gli addetti ai lavori hanno perso la capacità di lasciarsi andare di fronte ad uno spettacolo,andando a vedere che so…i dettagli dietro la macchina da presa.Perdendo così la poesia e l’atmosfera del film!

    Un bravo,sentito e sincero agli attori Mastrandea e Golino. Così per tutti gli altri. E un bravo al regista che ha avuto il coraggio di proporre una storia bella,ma senza tutte quelle stupidaggini che fanno tanto botteghino.

    Da parte mia lo consiglierò agli amici e a chiunque mi chiederà un parere.

  • marco scrive:

    Concordo con il sig. Nola film è pallosissimo.Sceneggiatura tira qui coglie là,Mastrandrea nonostante è un bravo attore ma è mal diretto e si vede.
    Voto 4

Commenti

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