Valzer Con Bashir, la recensione

Pubblicato il 07 gennaio 2009 di Gabriele Niola

Valzer con Bashir Poster ItaliaRegia: Ari Folman
Cast: Ron Ben-Yishai, Ronny Dayag, Ari Folman, Dror Harazi
Durata: 87 minuti
Anno: 2008

Probabilmente Valzer Con Bashir è il primo lungometraggio d’animazione distribuito nelle sale di tutto il mondo (nonchè andato in concorso al Festival di Cannes) animato con una tecnica che include Flash.
Già da un po’ in rete girano produzioni animate di grande qualità in Flash e al cinema cartoni animati realizzati con un misto di 2D in ambiente 3D, ma è lo stesso Ari Folman nelle interviste di rito presenti nella cartella stampa a confermare quello che si può vedere bene anche ad occhio nudo, cioè che quel 2D presente nel suo film è in parte realizzato in Flash.

Questo lo premetto perchè ha delle conseguenze. Innegabile è infatti la forza di molte immagini del film, delle scelte di colore, delle idee di disegno, illuminazione e regia (c’è una panoramica aerea da casa a nave fantastica, da grande cinema proprio) mentre lo stesso non si può dire della qualità dell’animazione. Flash è uno strumento versatile come molti altri e non è certo l’averlo adottato che ha determinato la povertà dell’animazione, ma, dati i risultati, è un indicatore delle condizioni di economia in cui è stato realizzato il film.

Fare un cartone costa molto e più è lungo più costa secondo una proporzione che non si può paragonare a quella di un film girato dal vero. E Valzer Con Bashir non riesce nel suo intento di fare di necessità virtù, non riesce a trasformare l’animazione stentata in stile ma si concentra sulla forza delle immagini (attingendo a tecniche e “visioni” nipponiche). Il risultato è che il viaggio nella memoria che il protagonista compie a partire dalle interviste e dai colloqui con i suoi compagni di guerra risulta forzato, specialmente nei primissimi piani e nelle parti più ravvicinate. I movimenti hanno armonie diverse in diversi momenti e non sempre convincenti, cosa che più di una volta “tira fuori” lo spettatore dal film.

Ed è un peccato, perchè sia l’idea che le competenze messe in ballo sono di prim’ordine. Con un vago eco di Blade Runner nel modo in cui sono armonizzati i movimenti di macchina con lo score e con quella fascinazione per la potenza della visione Ari Folman poteva realizzare qualcosa di anche più elaborato e vincente del già molto apprezzato Persepolis. Invece Valzer con Bashir risulta un film sostanzialmente zoppo.

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