Regia: David Leo Fincher
Cast: Brad Pitt, Cate Blanchett, Tilda Swinton, Elle Fanning, Julia Karin Ormond, Jason Flemyng, Jeanne Burgeois, Taraji P. Henson, Robert Towers, Jared Harris
Durata: 159 minuti
Anno: 2009
La questione si potrebbe risolvere in due parole: Forrest Gump.
Il Curioso Caso di Benjamin Button è infatti il classico film realizzato a forma di Oscar, pronto per intrattenere con ironia e sentimento a partire da una storia che ripercorre una parte della storia recente americana. La struttura del racconto poi è quanto di più abusato ci sia: uno dei protagonisti che ormai vecchio rivive tutti gli eventi attraverso la lettura di un diario da parte della figlia. Un modus operandi già visto (solo per dirne due) in Titanic o Il Piccolo Grande Uomo (ma in un certo senso anche nello stesso Forrest Gump).
Del film di Robert Zemeckis questo ha le dinamiche che sorreggono il racconto, cioè quelle che vedono un protagonista strano e innocente passare attraverso i grandi sconvolgimenti con in mente il suo unico vero amore, una donna più dinamica, emancipata e collegata al proprio tempo di lui.
Ciò che invece gli manca è la capacità di far emergere dalla globalità degli elementi di messa in scena un vero senso, nonchè la capacità di intrattenere che una volta era la caratteristica principale di Fincher. Solo la divina Cate Blanchett riesce con quel suo sguardo che E’ cinema esso stesso a regalare momenti di coinvolgimento (come quando vede Benjamin tornato giovane dalla guerra).
Sebbene come idea quella alla base di Benjamin Button non abbia nulla da invidiare a quella alla base di Forrest Gump (un uomo che nasce vecchio e a mano a mano che vive ringiovanisce), lo stesso i personaggi non sono altrettanto affascinanti, lo stesso le loro idee e le loro interazioni non riescono a farsi paradigmatiche. Non incarnano un periodo, non incarnano un modo di vivere nè tantomeno la propria unicità.
Fuori dai canoni di una narrazione dotata di un intreccio originale (per quanto sia strano lo spunto della trama alla fine la trama è molto canonica) Fincher si trova male. Costretto a venire a patti con un’idea classica di racconto non riesce a staccarsi dal manierismo e dalla calligrafia, risultando in due ore e mezza scorrevoli ma inevitabilmente piatte e ripiegate sul già visto. Anche la locandina inevitabilmente è ricalcata su un’altra (che gli è anche superiore per le espressioni più convincenti dei volti e per come sono stretti nel quadro).
“Se l’avessi visto anche io saprei che farne di questa recensione!” riassume il tuo pensiero? Beh puoi declassarla come merita qui.
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forrest gump non era un gran film,questo è quasi un capolavoro,pitt è straordinario e come attore è nettamente superiore a hanks , fincher è superiore a zemeckis,
mah…
che tristezza di recensione…scritta male e con evidenti errori!caro niola frequenti forse la terza elementare?se fosse cosi sei scusato…ma di cinema ne capisci qualcosa o vedi(come dicono) solo cinepanettoni?
ringraziando per i complimenti (sempre troppo generosi!), mi chiedo che cosa lasci intuire una mia predilezione per i cinepanettoni.
Luca, esprimiti. Coraggio!
Se non sei daccordo con le mie impressioni dimmi perchè e come la pensi tu.
Tralasciando il giudizio sul film in sè e per sè (a mio modo di vedere un capolavoro), non riesco a cogliere il parallelo con Forrest Gump: lo trovo forzato e inutile.
Beh……da ignorante in materia di ma da regolare cinespettatore a tempo perso posso dire che Forrest Gump è il primo collegamento che mi sono figurato guardando questo film. Ha veramente molti punti in comune sebbene il paragone sia piuttosto forzato
Il mio parere è assolutamente positivo,in quanto questo film è riuscito a trasmesmettermi delle emozioni.
In particolare credo che faccia riflettere molto, il fatto che si dia più importanza all’eta esteriore e fisica piuttosto che all’età legata all’esperienza e alla saggezza.Ti mette di fronte al pensiero del passare degli anni e come le persone possono cambiano anche troppo in fretta.Non guardo se la storia prende spunto da altre simili,guardo più che altro la struttura ed i particolari che secondo il mio punto di vista,sono tutti al posto giusto.Gli attori sono bravissimi e il paragone del tempo della vita delle persone (vecchiaia-brutto) (giovinezza-bello) è perfetta anche grazie ad essi.Questo film è meraviglioso!
Il parallelo con Forrest Gump, una volta suggerito, salta agli occhi e ad un certo punto ti viene quasi da chiudere un monologo di Brad Pitt con “la vita è come una scatola di cioccolatini”. Anche io credo che sia una forzatura andarli a cercare e se proprio lo si vuole fare allora il film di Fincher non regge proprio il confronto. Sono cioè d’accordo con Gabriele: gli elementi sono tutti ben confezionati ma il globale non emerge. Durante il film ho sempre pensato che mentre lui ringiovaniva io stavo invecchiando ben più delle 2 ore e 40 che mi ci sono volute ad arrivare alla fine per un qualcosa che mi ha emozionato solo negli ultimi 10 minuti. A quel punto si può dire che si, forse, il curioso caso di Benjamin mi ha coinvolto e mi ha lasciato qualcosa, ma proprio alla fine del film.
si anche secondo me la parte finale è stata la più convincente, ma alla fine dopo più di due ore di sentimentalismo spinto qualcosina doveva fare breccia per forza…
cioè dici che dopo tutto quel film ero proprio diventato un cuordipietra se non faceva breccia nemmeno quello
beh si. Ce l’hanno messa tutta in tutti i modi per due ore per cercare di suscitare una minima emozione, spendendo milioni di dollari. Alla fine solo il vero critico granitico non si sente toccato
Su Forrest Gump simile a Benjamin Button: entrambi i film sono scritti da Eric Roth.
Sulle capacità di scrittura del nostro recensore: nulla da ridire.
Per quanto riguarda quelle di Luca, che se ne lamenta:
>che tristezza di recensione…scritta male e con evidenti errori!caro niola frequenti forse la terza >elementare?se fosse cosi sei scusato…ma di cinema ne capisci qualcosa o vedi(come dicono) solo >cinepanettoni?
Dopo la punteggiatura (che peraltro non conosci tanto bene, visto il modo in cui abusi dei puntini di sospensione che, nelle tue tre righette, non servono a nulla, visto che non vi è nulla da sospendere) Luca, si usa lasciare uno spazio, cosa che tu non fai. Mai.
Nicola si scrive con la c.
Così si scrive con l’accento ( e non “cosi”)
Sulle condizionali poi proprio non ci siamo: “se così fosse, saresti scusabile” e non “se fosse cosi sei scusato”.
Prima del bellissimo film…
“voglio rinascere all’incontrario”
http://www.myspace.com/guidoseregni
Il film si è lasciato vedere, ma a ripensarci non ci trovo il fascino di altre pellicole che guardi e riguardi e ogni volta ti lasciano qualcosa.
La parte finale è stata per me una mazzata: ho avuto l’impressione che si deviasse in una sorta di inatteso fantasy, col risultato di dare il sapore di farsa a quella che poteva essere un rispettabile storia tragica.