Defiance, la recensione in anteprima

Scritto il 19 gennaio 2009 @ 16:45 da Gabriele Niola in

Craig esce con le ossa rotte da un grande panegirico dalle facili prese di posizione e il grande didascalismo mascherato (male) da film di guerra

Defianc Poster ItaliaRegia: Edward Zwick
Cast: Daniel Craig, Liev Schreiber, Jamie Bell, Mia Wasikowska, Jacek Koman
Durata: 157 minuti
Anno: 2008

Defiance vorrebbe essere un avventuroso ed appassionante racconto didascalico di formazione. Cioè con il piglio del cinema d’azione e di guerra vuole raccontare la vera storia delle peripezie di circa 1.200 ebrei che, fuggiti dai principali ghetti delle città della Bielorussia, si sono riuniti nei boschi sotto il comando di Tuvia Bielski e del fratello per due anni, combattendo con tutto quello che avevano per cercare di sopravvivere ai nazisti.

Tutta la storia si presta molto ad una grande metafora dell’esodo e Zwick cavalca la cosa alla grande, sottolineandolo non appena può anche con esplicite battute dei protagonisti. La cultura ebraica è continuamente messa in primo piano ed è la chiave che l’autore sceglie per leggere gli avvenimenti.
Provvidenza, intervento divino e figure messianiche sono gli elementi principali che vengono proposti con un aperto didascalismo in molti punti fastidioso.

Ma ciò che è ancora più fastidioso è la forzata immedesimazione. Nel tentativo di rendere lo spettatore quanto più possibile partecipe delle mille piccole tragedie che possono accadere ad un gruppo ristretto di uomini, donne, anziani e bambini che cercano di sopravvivere nel bosco durante l’inverno in mezzo agli stenti, il film attua strategie da fiction italiana.
Tutto è dichiarato, anzi ancora peggio: tutto è urlato, sia praticamente che metaforicamente. Cioè tutto è sbattutto in faccia allo spettatore che sembra non essere in grado di potersi fare una propria idea ma soggetto unicamente alla visione e all’interpretazione dei fatti che ne vuole dare il regista.

Tutto questo poi inevitabilmente va a scapito di una vera immedesimazione, di un vero coinvolgimento in una storia che suona fasulla dall’inizio alla fine, interpretata con ardore palesemente simulato e orchestrata secondo le più banali regole della retorica, con tanto di arrivo in extremis della cavalleria…

Non è forse vero? In realtà è un filmone da nomination agli Oscar? Non sarebbe male sapere perchè mai. Questa è la sede più appropriata.

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2 commenti su “Defiance, la recensione in anteprima”

Feed dei commenti di questo post

  • Federico scrive:

    concordo su tutto…

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  • Piotr scrive:

    Bugie hollywoodiane…
    La storia narrata in questo film nn ha niente a che fare con la realtà. Il gruppo dei fratelli Bielski nn combatteva mai contro Wehrmacht, il loro unico obbiettivo era sopravvivere la guerra a tutti costi. Derubavano già poveri e affamati contadini polacchi e bielorussi delle ultime provviste di cibo, violentavano le donne. La loro più “eroica” battaglia fu il massacro di Naliboki – 8 maggio del 1943 – i coraggiosi “partigiani” ebrei hanno ucciso 120 donne, bambini e anziani polacchi.

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Commenti

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