Solo Un Padre, la recensione in anteprima

Pubblicato il 25 novembre 2008 di Gabriele Niola

Solo un padre Poster ItaliaRegia: Luca Lucini
Cast: Diane Fleri, Claudia Pandolfi, Luca Argentero, Fabio Troiano
Durata: 93 minuti
Anno: 2008

Ecco cosa succede ad avere i pregiudizi. Che si può pensare andando a vedere un film con protagonista assoluto Luca Argentero diretto da Luca Lucini, regista di 3 Metri Sopra Il Cielo e Amore Bugie e Calcetto? Ecco qualunque cosa pensiate avete sbagliato perchè di certo non avete pensato che possa essere uno dei film più carini della stagione.
Attenzione non voglio dire che sia un capolavoro e nemmeno un film “bello” ma “carino” che è una categoria estetica a parte, nella quale confluiscono i film realizzati molto bene con poche intenzioni e risultati medi. Quelli uscendo dai quali si è soddisfatti senza esagerare.
Infatti Luca Lucini è anche il regista di L’Uomo Perfetto, commedia italiana principe nella categoria “carina”.

Tratto da un libro il film di Lucini è un filmetto, etto etto, con qualche pretesa in più del solito che affiora in alcune sequenze abbastanza retoriche e melassate (in riva al mare con il bambino in braccio a riflettere sul senso della vita e della paternità), ma che poi azzecca per larga parte davvero il ritmo giusto, le cadenze farsesche (aiutato da una colonna sonora che si fa notare per funzionalità e non è la solita da film italiano!!) e che utilizza benissimo Luca Argentero, non grande attore ma ottima maschera di bello poco sicuro.

Ed è proprio da questa figura principale di uomo bello, affermato ma in fondo semplice, da poco, un po’ pavido e assolutamente medio che il film trae grande forza. Quello intepretato con naturalezza da Luca Argentero è un gran bel personaggio (nell’ambito del suo genere ovviamente) non eccessivamente semplice ma perfettamente funzionale alla storia, inusuale e ricco di spunti, tutti ben sfruttati.
Così come in L’Uomo Perfetto veniva fatto un ottimo uso della figura di Scamarcio (in quel caso bello e dannato). Insomma Lucini appare come uno dei cineasti più abili e furbi (nel senso migliore del termine!) che ci siano nel nostro paese.
Ah! Se il nostro cinema medio potesse essere tutto così!

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