
Dopo aver visto Hellboy 2, la prima cosa che ho pensato è stata “siamo fortunati ad avere Del Toro come regista de Lo Hobbit!”. E, se avete presente la meravigliosa sequenza del mercato dei troll, avete capito di cosa sto parlando. Era davvero da tanto tempo, forse addirittura dalla (molto simile) scena del porto di Mos Eisley in Guerre Stellari che non si vedeva un simile concetrato di genialità artigianale applicata ad un film, per giunta in un’unica sequenza. Ormai tanti, troppi registi fanno affidamento sulla Computer Graphic, perché fa risparmiare tempo e soldi.
Guillermo Del Toro, signori, non è uno di questi. E’ uno che sì, usa la CG, ma lo fa per integrare e rendere ancora più incredibili degli effetti speciali che già sono incredibili in partenza. In molte cose ricorda proprio Peter Jackson, che con la Weta ha sviluppato due reparti, uno per la CG e uno per gli effetti pratici, legati in maniera indissolubile durante la lavorazione della trilogia degli Anelli. Forse però, Del Toro porta il discorso ancora più in là, nel senso che fa pendere la bilancia decisamente a favore del pratico, “integrato” appunto dal digitale. E ha confermato che per Lo Hobbit cercherà di seguire la stessa strada: “Vogliamo realizzare delle tute radiocomandate per un paio di cose”, ha detto.
Nel romanzo Lo Hobbit di Tolkien, di creature ce ne sono tantissime, ed ognuna di esse equivale ad una sfida per i creativi che lavoreranno al film. Prendiamo ad esempio il drago Smaug: ecco che cosa ha da dire al proposito Del Toro.
E’ già un personaggio fantastico. Provate a chiedere a diverse persone qual è il loro drago preferito, e vi daranno risposte diverse. Quello che proveremo a fare, penso, riguardo al design e alla creazione di questa creatura è spingere il limite al di là di qualsiasi cosa si sia mai vista.
Bisogna stare attenti a non cercare l’originalità fine a se stessa, ma Smaug ha certe caratteristiche che lo rendono unico. Mi sto trattenendo a stento dal non dare troppi dettagli, ma non lo farò se no mi sparano…
Sul processo di casting non si sbilancia, invece, perché:
Letteralmente, ogni settimana, scopri cose nuove scrivendo i due film, le due storie, e tutto cambia. [...] Perché creare speranze o aspettative, se alla fine decidi “Sapete una cosa? Non è una buona idea”.
The Hobbit è previsto nelle sale americane il primo dicembre 2011, e sarà seguito l’anno dopo da un secondo film, ancora coperto da stretto riserbo, che dovrebbe fare da ponte tra Lo Hobbit e Il signore degli anelli.
(Fonte: Aceshowbiz)
Google+




Feed RSS
YouTube
