Changeling, la recensione

Scritto il 5 novembre 2008 @ 16:20 da Gabriele Niola in

Intenso, audace e invincibile Clint Eastwood riesce a confezionare un ottimo prodotto anche a fronte di una sceneggiatura indecente

Changeling Poster ItaliaRegia: Clint Eastwood
Cast: Angelina Jolie, John Malkovich, Jeffrey Donovan, Gattlin Griffith
Durata: 140 minuti
Anno: 2008

In Changeling più appassionante della lotta del personaggio principale per ritrovare suo figlio è quella di Clint Eastwood contro una sceneggiatura pessima che si appoggia a tutti i peggiori luoghi comuni del cinema hollywoodiano e alle peggiori “soluzioni” per comunicare rabbia, tristezza ecc. ecc. Neanche fosse un film di Ron Howard (che comunque produce).

Però poi non c’è molto altro.
Tutto inizia quando J. Michael Straczynski, sceneggiatore di serie come Walker Texas Ranger, Babylon 5, I Veri Acchiappafantasmi e altri cartoni animati (americani mica giapponesi!) come Capitan Planet, scova negli archivi della polizia i verbali del processo che raccontavano la storia del film, quella di una donna che quando il figlio scompare si rivolge alla polizia e loro gliene consegnano un altro volendo convincerla che sia il suo, dandole tra le altre cose anche della matta.
Storia stranziante e preoccupante (ma come viene ricordato più volte erano gli anni ’20 quelli della corruzione poliziesca a Los Angeles) che piace ad Eastwood il quale ci fa il film ma lo deve a quel punto far scrivere a Straczynski. In fondo è lui che ha trovato tutto.
E qui casca l’asino.

Però lui, Clint, tratta tutto come se fosse materiale valevole, non si mette in primo piano, e cerca di rendere indolore la tortura. Riprende con i soliti colori desaturati, sposta qualche punto di vista, sfrutta l’assurda magrezza di Angelina Jolie facendola sembrare uno scricciolo, riesce a fare un discorso sulla pena di morte solo mostrandola, senza le parole, monta con attenzione e invidiabile ritmo e così una storia da 2 ore e venti mal scritta diventa digeribile.
Ma più di tutto fa una gestione attentissima della relief, cioè quel sentimento di liberazione che si prova quando il cattivo è punito e il buono dopo aver sofferto vince. Ecco la relief (sulla cui concessione o meno allo spettatore si fondano le grandi rivoluzioni cinematografiche moderne) è dosata, ingrandita e gestita alla grande davvero.
Dovrebbero dargli un premio. E’ come allenare una squadra di brocchi e vincere il campionato.

Per dirne una, il film si svolge negli anni ’20 e ce lo ricordano continuamente con fastidiosissimi rimandi a fatti noti dell’epoca tipo che c’è uno strillone che annuncia il record di battute di Babe Ruth e cose simili. C’è poi anche una parte sugli Oscar assegnati quell’anno e lì però si intravede il colpo di mano. Al contrario degli altri riferimenti quello è molto sottolineato dalla regia, il film in corsa per vincere (e che poi vince) è Accadde Una Notte, Eastwood lo sottolinea anche con la scena finale che mostra un cinema in cui lo danno.
Dopo un film in la società americana sembra un cunicolo di corruzione e lotta impari tra individuo e stato viene sottolineato quello che è il film più ottimista di tutti gli anni ’30, capace da solo di tirare su il morale ad una nazione in anni di terribile crisi. Abile…

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15 commenti su “Changeling, la recensione”

Feed dei commenti di questo post

  • Spider-man scrive:

    Mi hai già spoilerato tutto il film

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  • gparker scrive:

    Ma no! E’ la stessa cosa che si capisce dai trailer!
    succedono un boato di cose in più

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  • Federico scrive:

    ottimo film, grande angelina, lacrime in arrivo…

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  • Spider-man scrive:

    Si ma qui c’è scritto che,la polizia gliene consegnano un altro volendo convincerla che sia il suo. Quindi,per me,questa frase sa tanto di spoiler.

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  • gparker scrive:

    questa cosa accade a 20 minuti dall’inizio e se vedi il trailer la prima cosa che ti mostrano è lei che dice: “Questo non è mio figlio”

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  • Spider-man scrive:

    Si lei dice:”Questo non è mio figlio”. Però non dicono anche:”la polizia gliene consegnano un altro volendo convincerla che sia il suo” e qui so già che il figlio che trovano non è suo.
    E io vedendo il trailer potevo pensare che la polizia aveva trovato il suo vero figlio,e che lei non lo riconosceva perche forse erano passati dagli anni quando le lo riportano.
    Dato che io non conoscevo la storia adesso so che lei non è pazza e che ha ragione,era questo che mi intrgava del trailer

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  • antidiva scrive:

    si è vero, è il cuore del film che incentarto su questo fatto. si sa…

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  • gparker scrive:

    capisco quello che dici, ma quando vedi il film tutto è più semplice e chiaro, non pensi mai che lei sia pazza semplicemente perchè il bambino che le consegnano è un altro. Cioè lo vedi anche tu che è diverso.
    Il cuore stesso del film, cioè lo snodo della trama, non è sull’identità del bambino, ma sulla sua lotta contro l’autorità per qualcosa che dovrebbe essere ovvio come il fatto che una madre possa riconoscere suo figlio.

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  • Spider-man scrive:

    Ho capito,ma tutti i trailer che ho visto erano incentrati più sul figlio che sulla lotta contro l’autorità.E dato che il film esce da noi il 14 novembre io potevo pensare che il cuore stesso del film fosse su quello.
    E quindi bisogna stare attenti a quello che si scrive su un film che esce la prossima settimana.

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  • gparker scrive:

    ma scusa se pensavi che il cuore fosse la ricerca del figlio e leggendo hai capito che non lo è ti ho portato un servizio. Il trailer ti aveva ingannato ma ora sai meglio cos’è e puoi decidere se andarlo a vedere o meno. no?

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  • Spider-man scrive:

    Allora anche la locandina che hai messo è ingannevole.
    Mi dispiace ma non credo che i trailer siano ingannevoli,dopotutto la madre vuole a tutti i costi scoprire che fine ha fatto suo figlio quindi mi sembra che la storia sia proprio su questo.

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  • gparker scrive:

    E’ ovvio che la storia del figlio è al centro ma non il fatto se quello che gli consegnano all’inizio è quello vero o meno. La storia serve a raccontare lo scontro di una donna contro le istituzioni. E’ un mezzo non un fine.

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  • Jak scrive:

    la locandina che ha messo mica l’ha inventata lui :P

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  • Brad.dd scrive:

    @ spider-man, guarda io il film l’ho visto oggi. Per la cronaca a me è piaciuto molto. Non so se su questo pesa il fatto che sono un genitore ed è inevitabile che una storia così ti tocchi più a fondo di altri. O che io sono mediamente vittima di tutti quei trucchi che a gparker non piacciono, o che a me il cinema di Clint, con qualche eccezione, piace, forse proprio perché è così. Oppure il film potrebbe essere bello anche se non ha convinto Gabriele ;) Comunque ci tenevo a confermarti che nel film c’è molto più di quanto dicano la recensione e… il trailer, appunto. Non dico che è come in Million Dollar Baby in cui trailer (e un marketing ben attento) e comunicazione ci hanno venduto un film sul pugilato e poi ci si ritrovava davanti ad una tragedia, ma comunque come in quel caso nel film c’è anche molto altro, come nel finale.

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  • Gabriele Niola scrive:

    Forse mi sono spiegato male nella recensione, a me il film non è dispiaciuto per niente, ho trovato anzi che come sempre in Eastwood è raccontato benissimo. Solo che la sceneggiatura è una zavorra incredibile, un peso che ti fa quasi arrabbiare…

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Commenti

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