Ben Stiller e Chris Rock a Roma per Madagascar 2: “I poveri non vanno dallo psichiatra!”

Scritto il 26 novembre 2008 @ 18:40 da Gabriele Niola in

I due attori a Roma per presentare il film sono sempre più affiatati e identificati con i personaggi che interpretano. E già si parla di Madagascar 3

Madagascar Escape 2 Africa Immagini dal Film 6Sarà il jet lag, saranno gli impegni promozionali, sarà la fatica della conferenza stampa ma Ben Stiller e Chris Rock non sono gli energici e frizzanti comici che ti aspetti, se ne stanno lì e buttano qualche battuta ogni tanto ma non sembrano dotati di quella carica esplosiva che aveva per esempio caratterizzato l’incontro con il vecchio leone Pacino…

E a proposito di leoni una delle battute più carine è stata quella di Ale del duo Ale & Franz (doppiatori italiani che hanno preso il posto dei comici americani)che riguardo le similitudini con il suo personaggio in Madagascar 2 ha dichiarato di “essersi fatto crescere la coda“.

La particolarità di questo nuovo episodio di Madagascar, che Katzenberg spiega subito non essere un vero sequel poichè “la storia è stata pensata dall’inizio per tre capitoli“, è che i personaggi non devono più lottare per mangiare, in Africa i bisogni primari sono tutti soddisfatti e dunque emergono i problemi psicologici. “E’ il lusso della nevrosi. I poveri non vanno dallo psicanalista!” dice Chris Rock.
Emerge così la voglia di unicità di Marty, il conflitto interiore di Alex per il proprio ruolo di leone e l’amore tra la giraffa e l’ippopotamo. Amore “interraziale” che è una dimostrazione di grande apertura: “E’ bello che giraffe e ippopotai si amino” scherza Chris Rock.

Ma quanto di Stiller e Rock c’è nei personaggi? “Sempre di più” dicono gli attori, stavolta infatti hanno dato la voce prima che l’animazione fosse definitiva, essendo quindi liberi di sperimentare e improvvisare molte cose, tanto poi erano gli animatori a selezionare cosa sembrava migliore. In più, diversamente dal solito, non hanno recitato da soli nello studio di registrazione ma in coppia, per migliorare l’affiatamento.

E’ un lavoro duro quello di dare la voce ad un personaggio modellato su un altro attore. Chi dà la voce in originale può discutere con gli animatori, sperimentare e tentare molte cose con il vantaggio di avvicinare a sè il persnaggio. Mentre chi invece dà la voce in un’altra lingua deve adattarsi a quel personaggio modellato su qualcun altro, tradurne la peculiarità mantenendo anche parte della propria comicità. E’ come essere ingabbiati“.
A spiegare con tale efficacia la difficoltà del doppiaggio di un cartone in una lingua che non è quella originale non è stato nè Ale nè Franz ma proprio Ben Stiller che ha voluto così dimostrare la grande stima nei riguardi dei colleghi italiani che di contro hanno chiesto di poter “mettere tutto quello che ha detto su YouTube subito!“.

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