E il terzo nome sulla locandina di L’uomo che ama, ma è proprio lei quella che scatena la sofferenza di Pierfrancesco Favino nel film. Nel ruolo di Sara, Ksenia Rappoport si conferma in quanto a bravura e bellezza. Vincitrice del David di Donatello nel 2006 per la sua interpretazione ne La sconosciuta di Tornatore, questo splendido esempio di attrice russa frequenta i set cinematografici internazionali dall’inizio degli anni ’90. Ma da due anni è stata ufficialmente adottata dal cinema italiano. Il suo terzo film made in Italy è proprio Italians di Giovanni Veronesi, film a episodi interpretato anche da Carlo Verdone, Riccardo Scamarcio e Sergio Castellitto.
L’attrice è arrivata all’Auditorium al fianco dei suoi colleghi Favino e Bellucci e della regista Maria Sole Tognazzi. “Non conoscevo affatto Ksenia Rappoport – ha rivelato la regista – l’avevo solo ammirata ne La sconosciuta. L’ho incontrata per la prima volta per verificare quanto potesse parlare bene l’italiano senza l’accento russo e per raccontarle a voce la storia del suo personaggio. Lei ha subito mostrato un forte entusiasmo. L’avevo vista recitare al cinema solo in un ruolo molto drammatico mentre in realtà il personaggio di Sara aveva un volto solare e allegro. Mi ha sorpreso la capacità di Ksenia di poter contare oltre che su un’inaspettata carica di sensualità anche su una gamma di registri espressivi ricavati dalla sua notevole esperienza teatrale. Sono stata certa sin da quel primo incontro che la mia scommessa di evitare i riduttivi cliché e gli stereotipi sarebbe stata vinta facilmente”.
A proposito del ruolo, la Rappoport ha affermato: “Il copione era molto semplice, sensuale ed attuale. Non c’è un tema più attuale dell’amore e delle relazioni amorose… Maria Sole è una persona meravigliosa, ci siamo capite bene subito fin dal primo incontro. È anche molto sensibile, capace non solo di forza ma anche di dolcezza e forse questo nasconde una fragilità ed una vulnerabilità di fondo. Quando giravo avevo la sensazione molto chiara che nonostante il tono drammatico di fondo il nostro film fosse constantemente attraversato dall’insostenibile leggerezza della vita”.
Cosa c’è nel futuro dell’attrice? Continuerà la strada cinematografica italiana o tornerà nella madrepatria?
“Sono molto fortunata a lavorare nel cinema italiano. In due anni ho avuto tante occasioni. Continuo a lavorare anche in Russia sul palcoscenico. Per esempio, questa domenica dovrò recarmi a San Pietroburgo per uno spettacolo. Ho dei ritmi frenetici e spesso ho dovuto rinunciare perché non riuscivo a conciliare tutti i miei impegni”.
Infine la Rappoport ha anche parlato delle differenze tra il modo di far cinema degli italiani e quello dei russi: “Non c’è alcuna distinzione tra registi russi o italiani – ha concluso – le nazionalità non fanno la differenza ci sono invece diverse personalità”.
Vi ricordiamo che L’uomo che ama è attualmente nelle sale distribuito da Medusa.
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