Dopo aver passato la metà dei film in concorso cominciano ad arrivare le sorprese positive. Forse non saranno i capolavori destinati alla vittoria, ma sia Easy Virtue del navigato (ma assente da tempo) Stephan Elliott che Baksy della sconosciuta Guka Omarova, sono film che sorprendono lo spettatore per come rielaborano il proprio genere in virtù della loro curiosa provenienza.
Il primo è una commedia di base inglese ma girata da un australiano anticonvenzionale, il secondo invece è un atipico gangster movie kazako.
EASY VIRTUE
La facile virtù del titolo è l’accusa che la protagonista (una pilota d’automobili americana) si vede continuamente fare dalla famiglia snob inglese del nuovo marito quando va a trovarla per la prima volta.
Come si intuisce dalla trama si tratta di un film tratto da un pezzo teatrale degli anni ’30, di cui è stata mantenuta l’ambientazione d’epoca premendo l’acceleratore sulla comicità.
Il problema di Easy Virtue è che nonostante battute sagaci non fa ridere, non cerca una dimensione comica del cinema, non cerca di stupire, nè di intrattenere ma pretende di affascinare.
L’adattamento in sostanza non riesce e fa solo venire curiosità della versione muta che ne fece Hitchcock.
Le maschere fisse, come il maggiordomo impeccabile ma dalla battuta pronta o la mamma acida e possessiva, non vanno più in là della loro copertina e non si scorge proprio la volontà di girare qualcosa di buono, solo il tentativo di riprendere degli attori. Peccato.
BAKSY
Comincia come un ammorbante film kazako ma quasi subito Baksy prende una strada imprevedibile descrivendo la figura di una curiosa sciamana delle lande, una donna che nella modernità disperata di quelle lande fa miracoli e opera sugli spiriti delle persone.
Con il volgere della pellicola il tono si sposta gradualmente sulle corde del film di gangster finendo con uno splendido climax che regala sequenze di vera action lontana dal gangsterismo americano, da quello italiano e da quello asiatico. Squallore, soprannaturale e composizione delle inquadrature sono tutto quello che serve per questo curiosissimo pseudo-action movie alla russa.
Impossibile dire se mai riceverà una distribuzione ed è anche difficile stabilire se possa attirare un pubblico con la fotografia fredda e le immagini desolate con cui si presenta. Tuttavia è una delle cose più sorprendenti (ma non la migliore) viste finora.
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